Patané: “Dobbiamo decidere come uscire dalla tempesta”

Tra Scilla e Cariddi, per citare l'Odissea, il primo vero grande viaggio descritto dalla letteratura, ma anche un luogo pericoloso, dove bisogna prendere delle decisioni per uscire dalla tempesta. E' forte il concetto espresso da Luca Patanè, presidente Gruppo Uvet e presidente Confturismo-Confcommercio, nel motivare il nome che è stato dato a un'altra tappa del ciclo di web meeting organizzati da BizTravel Forum per parlare del futuro del turismo.

L'incontro, moderato dal giornalista Nicola Porro ha aperto numerosi spunti di riflessione rispetto ai cambiamenti che dobbiamo essere pronti ad accogliere, ma in buona sostanza il reale sentimento ch accomuna tutti è un'incertezza verso il domani che contiene però una solida certezza: la gente vuole tornare a viaggiare, e torneremo anche alle vecchie abitudini.

"Dobbiamo avere il coraggio di decidere come uscire dalla tempesta – afferma Patanè -, il turismo è una filiera che muove un flusso economico imporante toccando diversi settori, da quando si effettua una prenotazione a quando si giunge a destinazione e contribuisce a fare girare il denaro anche in ambiti non strettamente legati al turismo, come lo shopping nei negozi o l'andare a mangiare nei ristoranti. Le perdite di quest'anno hanno registrato numeri allarmanti e si rischia di perdere il 50% del fatturato anche nel 2021, con 9 milioni di posti di lavoro a rischio". La disamina è andata avanti con una stima delle perdite in termini numerici e calcolando la totale assenza di turisti stranieri, che in Italia costituiscono il 51% dell'occupazione alberghiera, si calcola un crollo quasi totale sui 12 miliardi di fatturato che è l'indotto del turismo in Italia in un anno, tra agenzie di viaggio e tour operator. "Per ripartire seriamente abbiamo bisogno di regole sicure e chiare, che non cambino ogni settimana, altrimenti è difficile per tutti organizzarsi", ha proseguito Patanè. A livello mondiale, la perdita è stata calcolata tra i 13 e i 26 miliardi, con un 70% in meno di passeggeri in aeroporto.

Dal dibattito è emerso che il futuro non è lontano, ma che è necessario puntare sui corridoi sanitari di sicurezza per far sentire i turisti protetti. Le abitudini torneranno quelle di un tempo, ma si dovrà trovare una pacifica convivenza con le nuove tendenze che sono anche quelle legate alla digitalizzazione di qualsiasi cosa, una prospettiva che ha due aspetti: quello pratico, che va a snellire passaggi a volte molto lunghi, rendendo il turista anche autosufficiente in qualche caso, e quello un po' più negativo, nel momento in cui vengono tranciati importanti fette di mercato se si parla di business travel, che rischiano di essere sostituiti dagli incontri virtuali che comunque hanno dimostrato di funzionare. "Il digitale non è la soluzione di tutto – ha concluso Patanè -, stiamo vivendo una vita a metà, niente può sostituire il contatto umano, quando si viaggia ci si sposta fisicamente. Quindi ben venga la tecnologia che ci ha aiutato a sopperire in un momento di difficoltà, ma non è tutto".

Al web meeting erano presenti Gabriele Benedetto, ceo di Telepass, Paolo Bergamo, senior vice president, strategic customer transformation and innovation di Salesforce, Enrico Trovati, direttore merchant services & solutions Nexi, e Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato, di The European House Ambrosetti, il quale ha fornito numeri confortanti sulla proporzione tra contagi e guariti a partire dal 20 novembre. Ha, inoltre, introdotto il tema dei farmaci, asserendo che sono pronti gli anticorpi monoclonali, e dei vaccini, che sono 155 in fase pre clinica, circa 47 invece quelli avanzati, e 10 quelli da considerarsi in fase 3. "L'ottimismo è poco, ma va mantenuto – ha dichiarato – non si deve mai confondere il facile con il giusto: sarebbe infatti facile chiudere tutto e pensarci poi in un secondo momento, ma per chi fa impresa è giusto mantenere sempre la barra dritta e non mollare".

Lara Morano

Lara Morano

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