Il progetto Innova e l’ambizione della tech company

Abbinare l’ampiezza di gamma delle Ota con il valore rappresentato dal turismo organizzato. Lo ripete più volte, a scanso di equivoci, Francesco Ciuccarelli, cio e cto del Gruppo Alpitour, che segue, insieme a Marco Maggioni, lo sviluppo del progetto Innova. “Non siamo una Ota, ma rappresentiamo una piattaforma digitale aperta, un ecosistema turistico con nuovi canali di approvvigionamento prodotto e nuove possibilità di configurazione dinamica per prodotti e servizi rivolti a clienti b2b e b2c”.
Il progetto Innova, che ha ottenuto l’avallo dell’a.d. del gruppo e degli azionisti, vede nella tecnologia un pilastro importante per rendere più efficiente l’organizzazione e abilitare nuovi modelli di business.
L’obiettivo principale è rivoluzionare i sistemi di produzione e vendita dei tour operator privilegiando i canali di distribuzione digitali e offrendo al contempo servizi digitali alle agenzie. L’accelerazione è avvenuta nel 2019, grazie ad un programma triennale di trasformazione del business. Lo scorso anno l’azienda ha messo sul piatto 12 milioni di investimenti, rispetto ai 6 del 2018. Il business case prevede di ottenere una riduzione dei costi ricorrenti (ad esempio quelli di manutenzione) per dedicare più risorse agli investimenti. “Il modello della nuova piattaforma digitale – ha aggiunto Ciuccarelli – ci permetterà di conseguire un volume di ricavi addizionali significativo”.
In questo processo il ruolo della distribuzione fisica viene ridisegnato “ma continuiamo a credere nel suo valore. Deve crescere il ruolo dell’agenzia nel processo di vendita, non essere più un canale a sé. Il nuovo Easybook – ad esempio – farà dialogare le parti in un nuovo percorso, con risvolti commerciali”.
La piattaforma, che punta alla sinergia tra i canali, intende portare al suo interno le agenzie e dare nuovi strumenti alla distribuzione. Alla domanda su quale sia stato il modello di riferimento, il manager ha commentato: “In questo percorso digitale siamo stati seguiti da Boston Consulting Group, che ci ha dato modo di confrontarci con diversi benchmark di settore. Siamo andati a vedere cosa avviene in altri settori dove il retail è importante, come il mondo delle assicurazioni, bancario e della moda. L’azienda crede nelle tecnologie e si sta organizzando per lavorare come una software house”, ha poi dichiarato. Il gruppo sta lavorando alla suite di prodotto e presto Easybook sarà accompagnato da altri prodotti della famiglia Easy, che permetteranno di offrire servizi tecnologici all’esterno. “L’ambizione è di poter essere nella posizione di erogare servizi come già avviene per Jumbo Tours in Spagna, che è già a tutti gli effetti una tech company”.
Nel team di progetto sono state coinvolte più di 100 persone, con una leadership mista (business/It) dei vari cantieri, selezionate per attitudine e competenze tra tutte le aree aziendali dal prodotto alle vendite al marketing. Sono inoltre previsti dei momenti di raccolta dei contributi di innovazione e cambiamento da parte di tutti i dipendenti del gruppo.                    

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