Viaggio in Polonia tra natura e città

“Crediamo molto nella ripresa del mercato italiano, in forte crescita negli ultimi anni e con buone prospettive anche adesso, grazie alla vicinanza culturale e geografica con la Polonia”. Così esordisce Barbara Minczewa, direttrice dell’Ente Nazionale Polacco per il Turismo, tracciando un quadro prospettico per i flussi italiani verso il suo Paese. E ricorda che “da anni stiamo notando significativi aumenti negli arrivi di italiani in Polonia”. I dati 2019 parlavano di oltre 602.000 arrivi e si tratta di una destinazione già abbastanza consolidata e conosciuta, soprattutto per città come Cracovia, Varsavia, Danzica, Breslavia.
L’Ente guarda avanti e si prepara alla ripartenza: “Nel 2021 punteremo molto su un piano che renda ancora più nota la ricchezza del territorio polacco, l’ospitalità dei suoi abitanti e la sicurezza – commenta la direttrice -. In tutti e tre i campi abbiamo già molto da offrire, ma vogliamo far sentire il turista ben accolto e sicuro. Già a maggio, quando il mercato del turismo in Polonia si preparava a riaprire alberghi, ristoranti e altre strutture dopo il primo lockdown, l'Ente Nazionale Polacco per il Turismo ha preparato il sistema di certificazione di alberghi e strutture ricettive che conferma la loro sicurezza sanitaria, e cioè la conformità con le linee guida internazionali e nazionali, preparate dalle istituzioni ministeriali competenti e dall'ispettorato sanitari”. La destinazione lavora costantemente per rispondere alle nuove esigenze del mercato e permettere una ripresa sicura, sia per i visitatori, sia per chi lavora nel settore turistico. “Questo aspetto farà parte della nostra comunicazione”, aggiunge.

Il cavallo
di battaglia

Il cavallo di battaglia della destinazione dell’Est Europa è sempre stato rappresentato dalle città d’arte, complice la loro ricchezza culturale e artistica, oltre alla storia affascinante e purtroppo anche spesso travagliata. Ma la Polonia è un paese particolarmente variegato, che si distingue in questa zona del mondo con la sua  ampia offerta, che spazia dal turismo culturale alla onnipresente natura, grazie ad un territorio costellato da 23 parchi nazionali, il Mar Baltico, le dune mobili e le terre dei mille laghi al Nord, per passare alle antiche foreste che custodiscono piante e animali unici, come gli unici bisonti europei, per arrivare fino alle montagne del Sud. “Uno degli slogan di questo anno a venire è “Naturalmente, Polonia”, proprio perché è un Paese con una natura impressionante – continua la direttrice – ma anche perché è vicina, è raggiungibile e aspetta solo di  essere scoperta a fondo. Tutto questo è possibile da organizzare non rinunciando alle città, ma offrendo – nel caso degli itinerari di viaggio organizzati – dei pacchetti completi in linea con la richiesta del mercato dopo la pandemia. Vogliamo far conoscere la Polonia meno nota, i tesori nascosti, senza rinunciare ai grandi classici. Naturalmente, speriamo nel ripristino della rete di collegamenti aerei: nel 2019 erano oltre 60 tra Italia e Polonia e questa vasta rete permetteva un intenso scambio turistico. La Polonia è anche facilmente raggiungibile via terra, certo, più dalle regioni del Centro-Nord”.

Le iniziative
per il trade

Come sempre, nella strategia dell’Ente c’è molto spazio dedicato agli operatori del turismo, “e soprattutto in un’ottica futura cautamente ottimista, crediamo che gli agenti svolgeranno un importante ruolo, in quanto potranno garantire la sicurezza di organizzare un viaggio interessante e assicurato da tutti i punti di vista”. Per questo il progetto è continuare sulla scia della formazione, iniziata già quest’anno con una serie di webinar e con un corso di formazione dedicato.
“Abbiamo in mente delle idee interessanti per delle campagne di sensibilizzazione sulla destinazione da organizzare su piattaforme Ota, ma è difficile parlarne prima che i collegamenti aerei vengano ripristinati almeno in parte – conclude -. Ci stiamo preparando a essere molto elastici e creativi, il che non guasta mai, ma speriamo vivamente di poter tornare a creare occasioni di appuntamenti dal vivo, come workshop, presentazioni, fiere, anche se siamo pronti all’eventualità di sopperire alla loro mancanza con web meeting o fiere online”.                    

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