I parchi divertimento chiedono di essere considerati tra le imprese turistiche

La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome guidata dal presidente Stefano Bonaccini accoglie la richiesta dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e incalza il Governo, con particolare riferimento al ministro Dario Franceschini, affinché i parchi divertimento siano inseriti nel novero delle imprese turistiche.

Dal punto di vista formale, il processo prevede un’integrazione del “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo” (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79) abbinata ad una modifica dei Codici Ateco: il settore dei parchi, infatti, attualmente è considerato tra le attività di spettacolo.

“L’istanza delle Regioni – dichiara Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia (BG) – arriva dopo un lungo processo di sensibilizzazione che abbiamo condotto nei confronti delle istituzioni, in anni in cui il comparto registrava una crescita costante. Nel giugno del 2019 eravamo finalmente arrivati ad un passo dall’obiettivo e avevamo organizzato una conferenza stampa con il precedente ministro, poi il cambio di Governo e l’epidemia hanno determinato una battuta d’arresto. Oggi facciamo fatica ad interloquire con il ministro Dario Franceschini: pur comprendendo i suoi impegni, non possiamo esimerci dal constatare che non ha ancora dato seguito alle nostre richieste d’incontro”.

L’intervento delle Regioni, finalizzato a garantire la continuità delle imprese e dell’occupazione, arriva al termine di un anno difficile per il comparto. Fino ad oggi i parchi sono stati esclusi da tutti gli interventi già stanziati dal Governo e registrano perdite del 75%, collocandosi a pieno titolo tra le aziende più colpite dalla crisi. A ciò va aggiunto che nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura e che 4 importanti realtà imprenditoriali del Nord Italia sono già passate di mano a fondi di investimento stranieri.

L’integrazione dei parchi divertimento nelle imprese turistiche rientra a pieno titolo nel processo evolutivo del comparto, che nel corso degli anni ha acquisito un peso sempre più importante nell’offerta turistica del Belpaese: nel 2019 sono stati 20 milioni i visitatori provenienti dall’Italia, a cui si aggiungono 1,5 milioni di stranieri, per un totale di 1,1 milioni di pernottamenti in hotel. Sempre nel 2019, il settore, che conta circa 230 parchi in tutta Italia tra tematici, acquatici e faunistici, ha generato un giro d’affari di 450 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro. Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 occupati considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e altri servizi complementari. 

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