Paesaggi e cultura i valori del “new normal”

Riattivare i flussi turistici, non solo quelli internazionali, le cui presenze nel 2019 avevano raggiunto quasi i 218 milioni, ma anche dei turisti italiani – 215 milioni di presenze nel 2019 – proponendo un’offerta nazionale sempre più personalizzabile ed innovativa, ma soprattutto sostenibile e accessibile. Questa, secondo l’analisi elaborata dalla società di consulenza Deloitte, è la mossa da attuare per tornare ad una fase “new normal” nel turismo, consapevoli che il settore resta uno dei pilasti fondanti dell’economia italiana e del suo made in Italy.

Se in una prima fase i professionisti del settore si sono occupati di rispondere a una esigenza immediata e recuperare quanto perso a causa delle chiusure, mantenendo una connessione con i turisti e i visitatori, “ora è tempo di ripensare il turismo italiano in chiave di innovazione e sostenibilità agendo con un piano strutturato che faccia leva sul Next Gen Eu”, spiega l’analisi.

Tre le variabili da attivare secondo Deloitte: in primo luogo si tratta di puntare sul rafforzamento dei rapporti tra pubblico e privato. Tramite il potenziamento degli uffici di rappresentanza all’estero potrebbe essere ad esempio possibile promuovere con maggiore forza direttamente sul suolo estero il made in Italy e raccontare l’Italia come meta turistica ricca di tesori da scoprire.

Il Governo potrebbe inoltre supportare l’imprenditorialità innovativa privata tramite il rafforzamento del patrimonio culturale e territoriale, fatto non solo di opere ma anche di esperienze, usando innovazione e tecnologie come leve essenziali per renderlo più accessibile. Sarà infine fondamentale portare avanti un piano di sostenibilità e di valorizzazione di luoghi meno conosciuti, perfetti sostituti delle mete di massa, per sostenere lo slow tourism.

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