Dalla Ue un centinaio di domande a Ita sul tema “discontinuità”

La Dg Conpetition della Commissione Ue, ossia la direzione generale Concorrenza, lo scorso 8 gennaio ha inviato una lettera alla rappresentanza permanente dell'Italia a Bruxelles, in cui faceva presente che, per quanto attiene al piano industriale 2021-2025 di Ita, "uno dei parametri per stabilire la mancanza di continuità economica è quello di un perimetro ridotto delle operazioni in confronto ad Alitalia. A titolo indicativo – riporta la lettera citata da Il Sole-24 Ore -, la capacità di trasporto dell'attuale Alitalia fu ridotta al 69% (in termini di passeggeri per km) della vecchia Alitalia nella decisione di discontinuità su Alitalia del 2008". 

La lettera della Ue si articola in 9 pagine e presenta un centinaio di domande. A girarla alla newco il ministero dell'Economia, in veste di azionista unico. A quanto si legge sul quotidiano le domande sono molto precise, anzi, il Sole dice "puntigliose". Tra le richieste avanzate dalla Ue c'è quella di fornire una analisi di redditività per ogni rotta servita da Az nel 2015-2020 e in merito alla redditività che si attende Ita nel 2021-2025.

Non stupisce una certa diffidenza da parte della Commissione Ue per un piano che indica degli obiettivi positivi a partire dall'Ebit positivo dal 2023, o dai 5200 addetti previsti in fase di decollo, che poi diventeranno oltre 9mila nel 2025, considerando gli 11mila attuali di Az. Il Sole ricorda, poi, che l'ultimo bilancio in attivo di Alitalia risale al 2002. 

C'è però una domanda su tutte che è molto importante, tra quelle poste dalla Ue, ossia che cosa intenda fare di differente Ita da Alitalia per poter avere successo? Il Sole fa presente che la risposta a tale quesito non è presente nelle pagine del piano industriale che Caio e Lazzerini, rispettivamente presidente ed a.d. di Ita, hanno inviato al Parlamento ed alla Ue. In queste ultime ore il Mef ha chiesto degli approfondimenti tramite i suoi advisor ad Ita, che deve dare ancora risposta. 

A detta della Ue ci sarebbero una serie di punti che "aiuterebbero ad assicurare discontinuità" tra Ita e la vecchia Alitalia. Per esempio "la newco dovrebbe concentrarsi sull'attività di volo. I servizi di terra e la manutenzione dovrebbero essere venduti separatamente a terzi".
Oppure "la newco dovrebbe rinunciare a un numero di slot in aeroporto congestionati". O ancora, "il marchio Alitalia non dovrebbe essere mantenuto dalla newco, poiché è un indicatore emblematico di continuità", riporta il Sole.

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