Aci Europe: quasi 7mila le rotte aeree perse

Gli aeroporti e le organizzazioni turistiche europee hanno lanciato un appello urgente per delle modifiche al quadro comunitario degli aiuti di Stato Covid-19, sostenendo che senza di esso le industrie subiranno danni irreversibili in una situazione in costante deterioramento.

La richiesta di soccorso è arrivata tramite una lettera inviata da Aci Europe e dalla Commissione europea per i viaggi al vicepresidente esecutivo europeo e Commissario per la concorrenza, Margrethe Vestager – lo stesso giorno la Commissione europea ha riconosciuto che "il viaggio continuerà a rappresentare una sfida particolare nella lotta contro la pandemia Covid-19". La Commissione ha anche fatto riferimento al recente parere dell'Ecdc contro i viaggi non essenziali "fino a quando la situazione epidemiologica non sarà notevolmente migliorata, in particolare alla luce dello scoppio di nuove varianti".

La lettera mette in luce che l'inasprimento delle restrizioni ai viaggi da parte degli Stati europei impedisce qualsiasi ripresa del traffico passeggeri e rivela cali ancora più ripidi nella connettività aerea in tutta Europa, poiché altre 700 rotte aeree sono scomparse dagli aeroporti europei dalla fine di novembre. Questo porta la cifra totale delle rotte aeree perse a quasi 7000.

Le associazioni mettono in guardia su ulteriori previsioni al ribasso dei volumi di traffico aereo di passeggeri per i prossimi mesi. Aci Europe ha rivisto le sue previsioni di traffico passeggeri 2021 al -56% per l'anno negli aeroporti europei nello scenario di base (-43% nella previsione precedente).
Il che coincide con la previsione rivista di Eurocontrol in base alla quale, per una piena ripresa si dovrà aspettare fino al 2026. 

Le richieste

A fronte di una tale prospettiva, Aci Europe ed Etc stanno sollecitando il Commissario Vestager a elaborare norme sugli aiuti di Stato più flessibili ed efficaci che consentano agli Stati di fornire l'assistenza finanziaria necessaria agli aeroporti e di supportare la connettività aerea.

"L'attuale quadro degli aiuti di Stato Covid-19 della Commissione non è più adatto allo scopo quando si tratta di aeroporti – ha messo in luce Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe -. Si tratta di limitazioni che sono molto difficili da comprendere e che sono semplicemente inaccettabili data la situazione che stiamo affrontando, per non parlare del fatto che le compagnie aeree hanno già ricevuto aiuti finanziari quasi 15 volte più degli aeroporti finora”.

Eduardo Santander, direttore esecutivo di Etc, ha sottolineato: “Quello che chiediamo è solo il sostegno proporzionato alla gravità della crisi e alle prospettive che dobbiamo affrontare. Si tratta di assicurarsi che l'infrastruttura del trasporto aereo non subisca danni irreversibili, il che a sua volta creerebbe un effetto a catena istantaneo attraverso l'ecosistema turistico e le comunità locali da esso dipendenti. Abbiamo bisogno di un'azione urgente, ogni giorno conta”.

Le tre domande

Sono tre le domande fondamentali presentate alla Commissione europea: una è la possibilità per gli aeroporti di ottenere il pieno risarcimento dei danni dovuti al Covid-19 e fino a quando restano in vigore le restrizioni di viaggio.
La seconda è la possibilità per gli aeroporti di essere compensati per i costi fissi non recuperati fino a quando restano in vigore le restrizioni di viaggio, senza alcun limite o limitazione per quanto riguarda gli importi totali.
Infine, la possibilità per gli aeroporti di beneficiare dei sistemi di riavvio della connettività aerea, in base ai quali gli Stati possono fornire una sovvenzione diretta per passeggero alle compagnie aeree, che riavviano rotte aeree precedentemente gestite o che lanciano nuove rotte aeree, simile al programma adottato da Cipro.

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