Il 2021 l’anno “fotocopia” in cui serve riscrivere il futuro

Il 2021 non sarà ancora l’anno della ripresa, in questo il mondo dei network si trova concorde. Ognuno dà una sua visione, definendolo un anno in cui gettare le basi per quello che sarà, in cui riflettere e costruire. C’è chi dice che sarà un anno fotocopia del 2020, ma certamente non sarà votato all’immobilismo perché le menti distributive sono comunque in fermento e lo sono dal 2020 in cui lo stop forzato non ha bloccato idee e pensieri. Ha azzerato il business, i fatturati, le vendite, ma ha fatto capire che non poteva azzerare i piani prospettici. E così sono state fissate delle date, dei traguardi temporali a cui sono affidate le speranze cronologiche di una possibile ripartenza in chiave quasi “normale”.

Si gettano le basi
Certamente il “2021 si è aperto con una eredità pesante alle spalle, con i primi quattro mesi già bruciati – afferma Paola Frigerio, leisure, marketing & network director di Frigerio Viaggi -. Si dovrà affrontare una crisi trasversale, globale ancora più pesante e il 2021 sarà un altro anno vissuto a metà, sarà una bella copia del 2020. Si parte con delle premesse pesanti e chi non lo tiene in considerazione sbaglia. Il nostro cliente ha tanta voglia di viaggiare, ma ha anche tante insicurezze. In pratica non è l’anno della rivincita, ma della riflessione proattiva e del lavoro di preparazione”. Secondo la manager non potrà essere più come prima. Ci sarà una contrazione dei costi, che saranno tenuti al minimo, dovrà essere fatta tanta attività di formazione nell’ottica di sostenere le competenze e guardare a nuovi sistemi tecnologici. A suo dire “nel 2022 si riuscirà a programmare, ma la ripresa più fluente sarà nel 2023”.
In linea per certi aspetti il pensiero di Claudio Busca, direzione generale leisure Gruppo Bluvacanze, nel momento in cui afferma che “il 2021 sarà un altro anno che non esiste, servirà per mettere le basi per costruire il futuro… il 2022, 2023 e 2024”. In termini di prodotti sarà l'anno “delle crociere, del Mare Italia, a settembre ed ottobre ci potranno essere lungo raggio, viaggi di nozze, ma fino ad agosto Italia mare e crociere e qualche primo medio raggio tra Grecia, Spagna e un po' di Europa”. Da settembre in poi “sarà un altro mondo, saremo tutti vaccinati”. Il manager fissa la data del 2 aprile entro la quale si pensa ad una “apertura dei punti vendita con continuità, in modo normale”.
Per parlare di prospettive servono “certezza sulle destinazioni vendibili, sapere cosa è possibile prenotare e con quali regole ci si potrà spostare”, aggiunge Adriano Apicella, a.d. Welcome Travel. Le famose linee guida che il settore attende da mesi per rimettersi in moto.
In pratica è come “se ci si trovasse di fronte all’apertura di una nuova agenzia: prima di portarla a reddito servono molti mesi e investimenti importanti”, esemplifica Claudio Passuti, a.d. di Robintur Travel Group. In questo scenario la certezza che si ha è che “la distribuzione effettivamente organizzata, quella composta da adv che operano in maniera sinergica e compatta, potrà fare la differenza quando la ripresa prenderà vigore, se avrà massa critica, dotazioni tecnologiche e capacità di comunicare con i clienti”. A tutto ciò si unisca anche che a fare la differenza sui prossimi anni, saranno “diverse modalità di proposizione del prodotto – dice Sergio Testi, direttore generale Gattinoni Travel Network -, proprio a cominciare dal 2021”.

Scenario dinamico
C’è da dire che lo scenario nella sua complessità è anche dinamico, “si evolve in base all’evolversi della situazione in cui ci troviamo a vivere – evidenzia Achille Lauro, general manager di Agenzia per Amica -. Il Covid ha spazzato via tutte le dinamiche commerciali e di priorità per il mercato turistico. Siamo in una fase post bellica, di ricostruzione economica in cui si devono prendere decisioni rapide e concrete”.
Non solo, “le prospettive sono da rivedere quotidianamente”, aggiunge Andrea Cani, presidente di Kkm Group. Fermo restando che “è difficile ipotizzare scenari, anche a medio termine e in questo non aiuta la perdurante assenza di un progetto organico di rilancio del settore da parte del governo”.
Nella sua analisi Luca Caraffini, a.d. di Geo Travel Network, lo riconosce: “Era più facile sperare in una ripresa più rapida qualche settimana fa, la crisi pandemica  sta spostando in avanti l'orologio della ripartenza. Il 2021 sarà complicato da gestire, come in parte lo è stato il 2020. Certamente alcuni protocolli di sicurezza sono già adottati e la speranza è che il periodo di prenotazioni possa essere più lungo e senza blocchi di vendite da settembre in poi”. La visione che il manager ha del mondo delle reti lo porta ad individuare “due momenti importanti”. Uno è la “chiusura delle adv, che in tanti stanno ipotizzando. L'aspettativa di ristori e bandi ha spinto ad una resilienza maggiore, ma non possiamo abbassare la guardia”. L’altro è la preoccupazione “per la forte instabilità del nostro settore. Dobbiamo lavorare per avere un supporto all'occupazione oltre marzo e scongiurare la perdita di importanti professionalità”.
Andrea Gilardi, a.d. di Uvet Travel System, scatta una fotografia per trimestri, osservando che “il primo non sarà molto diverso dall’autunno appena trascorso. A partire dal secondo ci si attende una ripresa dell’ordinato legato ai mesi estivi che riproporrà dinamiche già sperimentate lo scorso anno. Nell’ultimo trimestre, complice l’avanzamento del processo vaccinale, si ipotizza una ripresa della vendibilità dei prodotti internazionali anche di lungo raggio ed un aumento dei clienti in agenzia”.
In questa rivoluzione in atto, in cui tutto cambia, c’è anche un altro aspetto che non potrà più essere lo stesso e le reti lo hanno già compreso. “I rapporti contrattuali che precedentemente affiliavano le adv dando specialmente ai grandi network un sostegno di fee d’entrate proprio per i grandi numeri di adv non potranno essere replicati – dice Ivano Zilio, presidente di Primarete Group -. Le adv avranno bisogno di servizi più remunerativi per la loro sopravvivenza, stanno già valutando se il mercato offra tipologie di affiliazioni più moderne”.
E’ tempo di innovazione e tra le strade percorribili c’è chi lancia l’idea dell’hub, “di un’agenzia su strada che diventa responsabile della gestione e dell’organizzazione commerciale di una microrete di agenti online”, spiega Alfredo Vassalluzzo, presidente di Travelbuy. Si realizza attraverso la sinergia umana e tecnologica.     

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