Incoming: la vera ripresa dal 2023

E’ difficile fare delle previsioni al momento: la pandemia ha, purtroppo, inciso in maniera notevole sia dal punto di vista sanitario che da quello economico, colpendo tutto il mondo e tutti i mercati”. Non si sbilancia Gino Acampora,  agente di viaggio ed albergatore, parlando delle prospettive dell’incoming nel nostro Paese. “La priorità in questo momento è la parte sanitaria – aggiunge -, dobbiamo verificare che cosa succederà dopo la distribuzione dei vaccini, poi quali saranno le normative che imporranno i vari governi, sia in entrata che in uscita. C’è tanta voglia di viaggiare, ma chi lo vorrà fare cercherà la sicurezza”. In definitiva “il 2021 si prospetta come un altro anno difficile, il 2022, invece, di transizione e la vera ripresa, per avvicinarci ai numeri del 2019, dovrebbe essere tra 2023 e 2024”, sintetizza Acampora.

“La situazione attuale è di estrema incertezza, con numeri anche peggiori rispetto alla primavera 2020 – commenta Nicola Gasperini, ceo Destination Italia -: si prevede che la pandemia durerà ancora abbastanza a lungo e l’outlook è aggravato dalla consapevolezza dei lunghi mesi di chiusura gia` vissuti”. C’è, tuttavia, qualche spiraglio: “Il piano vaccinale in avanzamento a livello mondiale e l’arrivo del caldo che attenua gli effetti del virus – spiega il ceo – contribuiranno, gia` nell’anno in corso, alla ripresa seppur timida dei flussi turistici anche verso l’Italia a partire probabilmente dal secondo semestre. Si potrà ricominciare a viaggiare grazie alle persone immunizzate e molto dipenderà dalla ripresa dell’intero sistema turistico, a partire dai servizi e dai collegamenti delle compagnie aeree. Altro elemento importante e` l’attrattiva del ‘made in Italy’ che caratterizza una buona parte dei flussi verso il nostro Paese. Secondo le ultime ricerche di mercato, l’Italia rimane la meta top of mind per i turisti internazionali”.  Ma c’è ancora da aspettare per avere dati simili a quelli pre-pandemia: “Ritengo al momento fondata l’ipotesi che, per l’incoming, ci possa essere un ritorno ai livelli del 2019 non prima del 2023”.

Acampora non usa mezzi termini per quantificare “i danni” provocati dal Coronavirus nell’anno passato: “Un disastro, c’è stato un calo enorme,  in modo particolare dai mercati esteri, intorno al 90% in meno e il traffico domestico non ha assolutamente compensato la perdita degli stranieri, sia per la stagionalità breve, concentrata per lo più su due mesi, luglio ed agosto, che per durata dei soggiorni, per la mancanza di continuità ed anche per capacità di spesa – afferma l’agente di viaggi -. Siamo stati anche sfortunati, essendo stati tra i primi, rispetto ad altri Paesi, ad essere colpiti dalla pandemia: questo ha avuto un effetto negativo per la scelta del posto dove prenotare la propria vacanza e abbiamo ricevuto un numero enorme di cancellazioni. Un peccato perché dai numeri che avevamo a fine febbraio, si prospettava un’altra annata eccezionale per il turismo incoming”. Gasperini riconduce un possibile bilancio ai dati Enit: “I dati segnalano un calo tra l’80 e il 90% nel 2020. Una restrizione fondata su ragioni oggettive, in primis l’impossibilita` da quasi tutti i Paesi di valicare le frontiere, appena attenuata da una breve finestra di ‘libera circolazione’ a meta`-fine estate”. 

L'approfondimento sul numero di Guida Viaggi in distribuzione questa settimana.

Nicoletta Somma

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