Famiglie, come catturarle

Un’interessante opportunità per una destinazione, italiana o estera che sia

Un segmento in crescita e potenzialmente molto redditizio: i viaggi in famiglia rappresentano un’interessante opportunità per una destinazione, italiana o estera che sia. E’ necessario, però, saper soddisfare esigenze specifiche e bisogni precisi. Quali requisiti bisogna avere per essere una meta “family friendly” a tutti gli effetti?

Attrazioni, spazi verdi, mobilità sono alcuni degli elementi suggeriti da Patrizia Bertini, direttore responsabile FamilyGo. “Prima di tutto si devono vedere le aspettative delle famiglie – osserva Bertini -. Partire per un viaggio vuol dire pensare alla scoperta, alla conoscenza; ma anche i bambini devono divertirsi” e quindi la parola stress è bandita. Non solo, tra i requisiti per poter essere una città family friendly ci sono le attrazioni. “La famiglia sceglie quale visitare con i bambini. I musei con le visite guidate per i nuclei familiari, i percorsi guidati, il gioco, la conoscenza ludica”,  sottolinea la manager, sono elementi da mettere in campo, tra giochi e audioguide, “strumento interessante per i musei per seguire un percorso di narrazione”, aggiunge Bertini. Gioco guidato, ma anche gioco libero. Un altro requisito importante è la presenza di spazi verdi, “elemento da abbinare alla visita guidata di un museo”.

Terzo punto è la mobilità, intesa come possibilità di spostarsi facilmente. L’idea suggerita è quella di creare “una mappa ideale dove indicare le attrazioni più adatte alla famiglia, con i collegamenti dei mezzi di trasporto”. Bisogna poi tener presente che questo target viaggia in aereo, ma una volta giunta a destinazione vuole spostarsi a piedi e facilmente. Da qui l’utilità di indicare nella mappa anche le piste ciclabili. Quindi: attrazioni, collegamenti e piste ciclabili:  “La città ideale per le famiglie è così”, sostiene Bertini.

Quando si parla di un viaggio family si pensa a un target di età che va dai 3 ai 12 anni. Pertanto c’è da tener presente che “i bambini vogliono vivere le storie”, hanno quindi bisogno dello storytelling. Compito dei genitori sarà quello di “coinvolgerli nelle loro decisioni, sollecitare il loro interesse e le loro emozioni anche con letture da fare prima della partenza. Il gioco è l’elemento caratterizzante, ma la narrazione è il filo conduttore del viaggio”.

Due ultimi consigli: “Quando c’è un programma va mantenuto – ammonisce Bertini -. E’ importante, bisogna decidere cosa vedere e poi prenotare le visite guidate, per non deludere i piccoli viaggiatori”. Una aspettativa disattesa può compromettere il ricordo del viaggio in modo irreparabile ad una certa età. Un ingrediente che non deve mai mancare è il tempo libero per i più piccoli, “far vedere loro cose che non dimenticheranno mai, vivere la città in modo libero, in luoghi dove possono anche correre”.

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