Federalberghi: “Per i ristori due pesi e due misure”

I Comuni sono stati rimborsati dallo stato per il mancato gettito dell’imposta di soggiorno, mentre agli albergatori sono state date le “briciole”. Così si esprime in una nota Federalberghi che lamenta due pesi e due misure nell’ambito dei ristori.

“Le casse degli alberghi italiani sono vuote e le imprese al limite della sopravvivenza. Il lockdown totale a Natale e Capodanno, e il perdurare del divieto di spostarsi da una regione all’altra, hanno moltiplicato gli effetti di una devastazione che non accenna ad arrestarsi.” Con queste parole, la Federazione degli albergatori introduce una desolante ricognizione della situazione di mercato, che anche a gennaio ha registrato un bilancio disastroso, con un calo dell’83% delle presenze turistiche rispetto al 2020.

“Nelle città d’arte, gran parte delle strutture ricettive è chiusa da marzo 2020, il business travel è fermo, così come fiere, congressi ed eventi. -prosegue Federalberghi- La montagna ha perso più di metà della stagione invernale, le aziende termali e del benessere sono costrette a lavorare a scartamento ridotto. Il mare, partito in ritardo l’estate scorsa, subirà una nuova penalizzazione se sarà confermato l’intento di prolungare il calendario scolastico. Chiediamo, oltre al sostegno per il 2021, anche un meccanismo perequativo, che colmi le lacune generate dai precedenti provvedimenti quando le amministrazioni comunali hanno ricevuto il 60% della tassa di soggiorno incassata nel 2019, mentre gli alberghi, che in precedenza avevano ricevuto solo un magro indennizzo calcolato sul fatturato perso ad aprile, sono stati esclusi anche dal decreto Natale”.

A sostegno di questa argomentazione il Centro Studi di Federalberghi spiega che, ad esempio a Venezia, un hotel che ha perso il 90% del fatturato, ha ricevuto solo l’1,8% dei ricavi 2019, mentre lo Stato ha riconosciuto all’amministrazione comunale il 61% dell’imposta di soggiorno riscossa nel 2019.
 

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