Norwegian, la protesta di piloti e assistenti di volo

Aerei a terra e personale a casa. E’ crisi nera per i lavoratori della compagnia aerea Norwegian di base all’aeroporto di Fiumicino. La Norwegian Air Resources (Nar) Italy, branch della sussidiaria irlandese di Norwegian, la Nar Ltd, è in liquidazione: così 322 dipendenti, 76 piloti e 246 assistenti di volo, rischiano di rimanere senza lavoro. Ne parla la stampa nazionale, secondo la quale il calo vertiginoso del traffico causato dalla pandemia da Coronavirus ha lasciato deserti gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, in difficoltà i lavoratori delle compagnie aeree, delle società di handling, gli stagionali e l’intero indotto, pari a “40mila persone”, secondo i calcoli dei sindacati.

Per i lavoratori della Norwegian la crisi parte da lontano, prima della furia del Covid. “La compagnia da tempo navigava in cattive acque a causa di una gestione errata, come dipendenti ci siamo resi disponibili a ridurre i nostri orari, qualcuno a prendere l’aspettativa non retribuita, pur di risollevare le sorti dell’azienda. Poi è arrivata la pandemia e la situazione è precipitata” – ha detto una delle assistenti di volo di Norwegian di base a Roma. Stop ai voli intercontinentali e al sogno del lungo raggio “low cost” che pure aveva conquistato lo scalo della Capitale e i viaggiatori Italiani.

“Il 17 aprile siamo stati messi in cassa integrazione – ha spiegato un membro di una delle crew della compagnia scandinava in Italia -. L’ammortizzatore sociale scadrà il 31 marzo, insieme allo sblocco dei licenziamenti, ma visto che il 20% che dovrebbe pagare la compagnia è previsto nella fase finale della cassa, con il fallimento alle porte, a breve ci ritroveremo senza più reddito”.

I rapporti con Oslo, via Irlanda, si sono troncati. “Norwegian, inaspettatamente e senza nemmeno consultarsi con le organizzazioni sindacali – hanno reso noto Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – , ha deciso di lasciare centinaia dei propri dipendenti basati in Italia in mezzo alla strada, insieme alle loro famiglie, nel bel mezzo di una pandemia globale”.

Una dura reazione, quella dei sindacati, scaturita, scrive la stampa nazionale, dal comportamento del management norvegese che “ha semplicemente deciso di scomparire, agendo come se i dipendenti basati a Roma Fiumicino non fossero mai stati parte di Norwegian, nonostante abbiano contribuito al successo della compagnia con passione e professionalità negli anni”. 

Le richieste all’azienda di attivare gli ammortizzatori sociali messi a disposizione dall’ordinamento italiano per proteggere e tutelare il reddito dei lavoratori, specialmente in questo momento di crisi senza precedenti, sono cadute nel vuoto. “La società non si è nemmeno presentata all’incontro programmato. Hanno partecipato solo i loro legali, i quali ci hanno informato che Norwegian aveva già avviato da alcuni giorni la procedura di liquidazione in Irlanda della società da cui dipendono i lavoratori italiani“.

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