La crisi del trasporto aereo nazionale

Un settore seriamente colpito dalla crisi pandemica quello del trasporto aereo nazionale italiano, alle prese con amministrazioni straordinarie, liquidazioni, fallimenti. Ne dà conto l’agenzia di stampa Adnkronos in un’analisi che parte, ça va sans dire, dal caso Alitalia, in cima alla lista delle crisi che si troverà sul tavolo il premier Draghi.

La cassa della compagnia aerea si sta prosciugando e “l’ipotesi di un mancato pagamento degli stipendi di febbraio si fa sempre più concreta così come la prospettiva di un fermo operativo”, spiega Adnkronos. Nel pomeriggio di oggi è previsto l’incontro con i sindacati. All’ordine del giorno c’è l’emergenza finanziaria dell’aviolinea, con l’atteso ok dell’Ue all’ultima tranche dei ristori Covid e il rischio che i soldi non bastino per pagare gli stipendi di febbraio. C’è anche il tema della cessione degli asset attraverso un bando che il commissario starebbe mettendo a punto. Negli ultimi giorni è tornata di attualità l’ipotesi di una discesa in campo di Lufthansa e secondo gli addetti ai lavori il piano di Draghi prevederebbe  un piano in tre fasi con la cessione di asset prima allo stato, poi alla compagnia aerea tedesca.

Ma ci sono anche altre compagnie italiane in forte sofferenza o già a terra con il personale da tempo in cassa integrazione. C’è Air Italy, ad esempio. La compagnia è da un anno in liquidazione. I quasi 1.500 lavoratori sono in cassa integrazione, procedura in scadenza a giugno. A questo proposito il fondo di investimenti Abraxas Capital Management Ltd, con sede a Londra, il 5 febbraio avrebbe fatto pervenire a Franco Lagro ed Enrico Laghi, liquidatori di Air Italy, una manifestazione di interesse firmata dall’amministratore di Abraxas Ludovico Filotto per l’acquisizione dell’intero comparto aziendale. Il fondo avrebbechiesto un incontro per discutere i termini della proposta alla presenza di consulenti tecnici. A terra è Blue Panorama, la compagnia specializzata nei voli charter per Cuba, Caraibi, Albania e Dakar per i tour operator, scrive Adnkronos. I 483 dipendenti sono in Cigs Covid. E’ tra l’altro appena stato firmato l’accordo che sospende la Cigs e avvia retroattivamente il ricorso alla cassa in deroga per 12 settimane, quindi dal primo gennaio al 31 marzo.

Turbolenze anche per Norwegian air. Dopo aver chiuso a metà gennaio le tratte low cost intercontinentali con gli Usa che si concentravano su Roma Fiumicino, la compagnia ha annunciato entro febbraio la chiusura e la messa in liquidazione della filiale irlandese direttamente collegata a quella italiana. Una decisione inaspettata, denunciano i sindacati, che hanno chiesto di attivare gli ammortizzatori sociali per tutelare i lavoratori.

“La mappa delle crisi vede anche Ernest che è fallita a novembre e Air Dolomiti, il vettore regionale del gruppo Lufthansa, di base a Verona – continua l’agenzia di stampa -. C’è poi Neos, la compagnia di proprietà del gruppo Alpitour, specializzata in voli charter, che mantiene aperti alcuni collegamenti umanitari (i voli Neos inizieranno ad operare voli leisure da sabato 27 marzo da Milano Malpensa – il sabato successivo anche da Verona – per Tenerife e Fuerteventura, ndr).

In difficoltà, spiega l’agenzia di stampa, le compagnie low cost che operano in Italia, come easyJet e Vueling. Dall’aprile scorso e per un anno i 1.451 lavoratori della compagnia britannica sono in Cigs Covid, mentre da gennaio la compagnia spagnola ha i suoi 300 dipendenti in Cigs covid, dopo il ricorso ai contratti di solidarietà fino al 31 dicembre 2020. In Cigs covid anche i circa 100 addetti di Ego Airways, la compagnia regionale privata di base a Malpensa (il vettore riprenderà a operare le prime tratte dal 4 giugno e saranno operative fino al 26 settembre, ndr).

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