L’industry a Garavaglia: servono soldi, equità e ripartenza

Almeno 650 milioni di euro per il ristoro delle perdite di fatturato da agosto 2020 in poi, criteri “più equi” di distribuzione dei fondi e la priorità di favorire la ripartenza del comparto. Sono queste alcune delle richieste formulate dalle associazioni di settore della travel industry italiana nel corso dell’incontro con il neo-ministro del Turismo Massimo Garavaglia.

Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fiavet e Fto – Federazione Turismo Organizzato Confcommercio hanno ribadito al ministro che dall’inizio della pandemia il settore ha registrato un calo di fatturato superiore al 90%, rimanendo in uno stato di “lockdown de facto” da oltre un anno, con perdite per circa 12 miliardi di euro nel solo 2020.

Tra le priorità più urgenti i presidenti delle associazioni hanno invocato lo sblocco dei pagamenti delle risorse già approvate e stanziate, con una continuità amministrativa nel passaggio di competenze al nuovo ministero. “Ad oggi – spiegano le associazioni in una nota congiunta – il 40% delle imprese non ha ancora ottenuto il pagamento integrale dei primi ristori previsti dal decreto Mibact del 12 agosto 2020 ed è ancora pending l’invio della richiesta di autorizzazione alla Commissione Europea per recepire l’innalzamento della soglia del Temporary Framework e per i pagamenti dei contributi superiori a 800 mila euro”.

Quanto al Decreto Sostegni di prossima emanazione, oltre alle ingenti richieste economiche, le associazioni hanno chiesto che la ripartizione delle risorse tenga conto delle imprese turistiche escluse dai ristori, tra cui quelle di nuova apertura, e del mix di fatturato intermediazione/organizzazione. E’ stata richiesta inoltre l’estensione della durata delle agevolazioni fiscali, delle sospensioni contributive e degli ammortizzatori sociali per le imprese del settore, oltre alla decontribuzione per tutte le aziende che decidano di far rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione fino a dicembre 2021.

“Oltre al tema dei sostegni in favore del comparto – prosegue la nota – si è ribadita l’esigenza di favorire ed agevolare la ripartenza dei viaggi in sicurezza, al fine di consentire alle imprese di ‘salvarsi da sole’.  A tal proposito è stato evidenziato il ‘vuoto normativo’ che oggi consente di recarsi in alcuni paesi esteri, prevalentemente dell’area Schengen, ma allo stesso tempo, non considera il viaggio un ‘giustificato motivo’ per spostarsi dal proprio comune o dalla propria regione verso l’aeroporto di partenza in caso di limitazioni agli spostamenti derivanti dai colori assegnati alle regioni”. Particolarmente apprezzata la proposta presentata dalle associazioni di riconoscere un tax credit per incentivare i viaggiatori a riutilizzare i voucher in loro possesso prenotando un altro viaggio, anziché chiederne il rimborso.

Sveva Faldella

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