Il turismo tra fase di ascolto e buoni propositi

Un sassolino per costruire il percorso di ripresa. E’ l’obiettivo del convegno “Turismo come motore economico e sociale per la vera ripartenza” organizzato dall’Associazione internazionale dei Cavalieri del Turismo. L’avvio dei lavori, con il video di presentazione, non poteva che partire dai numeri del crollo che vanno dal -90% di cancellazione degli  eventi Mice alla perdita dell’80% di fatturato, fino al -75% di fatturato perso per il settore fieristico e alle migliaia di posti di lavoro a rischio.

“Siamo fermi da marzo – ha ricordato Pietro Piccinetti, presidente Associazione internazionale dei Cavalieri del Turismo – e i ristori sono piccola cosa. Ora però dobbiamo guardare avanti, non possiamo accontentarci del sesto posto al mondo tra le mete turistiche, così come Roma non può restare ventesima nella classifica delle città per congressi. La leadership va ritrovata in modo coordinato e coerente, partendo da un buon uso dei fondi che avremo a disposizione per la realizzazione di infrastrutture ed il potenziamento della formazione”.

Un messaggio rassicurante è arrivato dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia: “Le buone notizie riguardano l’istituzione del ministero ed il fatto che sia già operativo. Vogliamo fronteggiare l’emergenza e intervenire sui sostegni al settore già a partire dal prossimo decreto, raccogliendo i suggerimenti degli addetti ai lavori”, ha riferito. Poi si tratta di cogliere le opportunità offerte dal 2021, iniziando ad operare. Come? “E’ importante – ha sottolineato Garavaglia – non disperdere competenze e poi affrontare il tema del futuro per ripartire nel modo più forte possibile. Le linee di azione sono obbligate: da un lato approfittare del periodo per migliorare le strutture e farlo nel migliore dei modi e poi c’è il tema della rivoluzione digitale, che può offrire opportunità al settore, superando la frammentazione orizzontale e verticale esistente”. Sul fronte orizzontale il ministro ha confermato l’intenzione di operare in modalità interministeriale. “Abbiamo anche recuperato un rapporto forte con le regioni – ha spiegato – e sono stati trovati i punti chiave di coordinamento: la promozione del brand Italia prima di ogni cosa, così come affrontare insieme la rivoluzione digitale con l’Enit che deve diventare il soggetto aggregatore della promozione digitale del sistema, integrando l’esistente. Noi restiamo in fase di ascolto”.

Dal territorio intanto le mosse stanno arrivando. In una nota Giovanna Pugliese, assessore al Turismo e alle Pari opportunità della Regione Lazio, ha fatto sapere “che ci aspetta un grande lavoro di incontro e resilienza tra pubblico e privato. La Regione Lazio ha annunciato 20 milioni di euro di ristori e 4,5 milioni per prodotti turistici, con una rete tra cluster per attrarre il pubblico. A questo si aggiunge una nuova normativa per il cambio di governance e il lancio della promozione”.

Da uno stato dell’arte ancora d’emergenza, Marina Lalli, presidente Federturismo, ha così commentato le necessità del settore: “Ci sono esigenze immediate e altre di costruzione futura. Dobbiamo poter contare su ristori perché quelli erogati finora non hanno coperto tutti, ce poi il calcolo di aprile su aprile resta inadeguato. Come imprenditori – ha aggiunto – chiediamo di poter contare su un aiuto che vogliamo ripagare attraverso un finanziamento con una tempistica fattibile. Poi si tratta di ripartire con un buon piano vaccini che metta in primis i lavoratori del turismo affinché l’Italia sia percepita come meta sicura. Sulla formazione, intanto, Federturismo è capofila di un progetto europeo che sta studiando le competenze che serviranno in futuro al comparto. Ci stiamo calibrando per dare un fil rouge europeo”.

Per Ivana Jelinic, presidente Fiavet, occorre agire su “due binari: la necessitàche lo stato riconosca la centralità del turismo e che metta le imprese in condizione di sopravvivere per aprirsi poi alla ripresa, tenendo conto che la concorrenza sarà molto agguerrita. Non dobbiamo dimenticare – ha riferito – la peculiarità del nostro sistema, costituito da Pmi che hanno bisogno di un accompagnamento più capillare per affrontare le sfide future”. Uno scenario che privilegerà le agenzie, vista la maggiore richiesta di viaggi tailor made: “Oggi le condizioni sanitarie chiedono più sicurezza e nel canale agenziale che si evolverà ritroverà la giusta competenza”.

Un bond a 2o anni è stata la proposta di Massimo Caputi, presidente Federterme, per un sistema che conta 3 milioni di italiani-termalisti e 65mila addetti. “Abbiamo bisogno di interventi per il rilancio e richiediamo l’istituzione di un bond turismo a 20 anni, per investimenti e non per coprire perdite pregresse – ha dichiarato – che sia garantito dallo stato e che possa essere utilizzato anche dalle regioni in autonomia, utilizzando le risorse disponibili dai voucher”. Ha poi ricordato l’esempio in tal senso di regioni come Toscana, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Il secondo strumento per Caputi, “non è l’ecobonus al 110%, ma un modello di ecobonus tarato per il turismo abbattuto al 70-80%. Terza cosa sono le politiche del lavoro, con strumenti che devono essere scorrelati dal manifatturiero”. Ha anche parlato del Fondo nuove competenze, che potrebbe permettere alle aziende di restare aperte e fare formazione e di un modello di piattaforma per il  turismo benessere e sanitario in Italia che ricalchi esempi stranieri virtuosi come Spagna o Croazia.

Alessandra Albarelli, presidente Federcongressi Eventi, ha detto che il Mice “può consentire una ripartenza al territorio nel breve termine, ma dobbiamo ragionare sui tempi e sui modi. Si tratta di resistere fino al 2022 e i ristori sono un segnale, poi bisogna stabilire la riapertura per le sale congressuali equiparandole alle sale teatro e cinematografiche. Per la pianificazione è importante lavorare in anticipo”. Per quanto riguarda l’impatto della tecnologia nel futuro dei congressi, è stato sottolineato che l’uso delle tecnologie avrà un effetto moltiplicatore per l’appeal del nostro Paese”.

Di buoni passi avanti ha parlato poi Alessandra Priante, direttore Europa Unwto, anche se i dati del settore restano terrificanti a livello globale, con un -74% di arrivi internazionali, la perdita nel 2020 di un miliardo di arrivi e 120 milioni di posti lavoro a rischio. “Bisogna considerare che oggi il 2021 dal punto di vista del business turistico non esiste già più. Noi abbiamo spinto per un grande coordinamento internazionale affinché si trovassero soluzioni per facilitare il viaggio e spingiamo sull’utilizzo di campagne di vaccinazione. Tutte quelle soluzioni che vanno dal Green Pass allo Iata Travel pass saiutano ad agevolare il flusso di informazioni. C’è bisogno che i Paesi facciano degli sforzi per tornare in presenza (come l’esempio di Fitur a Madrid a fine maggio). necessitano esempi di forza e fiducia”.

Investire nella ripartenza è stato poi il consiglio di Mauro Alfonso, a.d. Simest Spa: “Come Paese abbiamo un vantaggio competitivo unico e abbiamo  il dovere di metterlo a frutto. E’ necessario avere una strategia che implichi la disponibilità di risorse per conservare la nostra capacità produttiva e di una strategia per investire nella ripartenza”. Con quali azioni? “Puntando su infrastrutture fisiche e digitali, cultura e competenze legate al turismo, modalità nuove per intercettare il turismo d’élite. Bisognerebbe sviluppare l’offerta in 4-5 direttrici: rivalorizzare il turismo di prossimità, digitalizzare l’offerta turistica, puntare sulla sostenibilità sia nelle infrastrutture che nell’offerta di prodotto e sostenere la resilienza, mitigando le deficienze strutturali della nostra offerta”.

Laura Dominici

 

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