Roscioli: “Dateci il tempo per arrivare alla ripresa”

E’ stato detto da più parti, il ritorno ai fatturati del 2019 avverrà nel 2024 se non nel 2025, è questo il contesto in cui muoversi. A fronte di ciò, quanto chiede Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario Federalberghi, è molto chiaro, è il tempo. “Fateci comprare il tempo per arrivare a questa ripresa”, è quanto ha detto, intervenendo al convegno “Turismo come motore economico e sociale per la vera ripartenza” organizzato dall’Associazione internazionale dei Cavalieri del Turismo. Perché bisogna fare i conti con il fatto che “ci sono avvoltoi in aria che attendono il decesso delle aziende – ha avvertito molto chiaramente -, invece bisogna fare in modo che le aziende possano sostenerlo il tempo”.

Roscioli ha posto l’accento sul fatto che “ci sono aziende che non hanno mai riaperto da marzo dell’anno scorso e che non potranno aprire prima di settembre prossimo”. Pertanto la richiesta avanzata è “un allungamento dei termini dei prestiti erogati che sono già fino a 6 anni, almeno di altri 4 anni, oltre ad una erogazione di nuova finanza per arrivare al 2023-24”. Roscioli cita anche l’idea del mini bond o della nuova erogazione sui prestiti, “mantenendo le stesse garanzie, indebitando le aziende per allungare questo periodo, non basteranno altri due anni per avere un fatturato che possa contribuire a marginare”.

C’è poi il nodo balzelli che gli alberghi, seppur chiusi, devono comunque pagare. Roscioli cita la Tari, considerando che “alberghi con il 10% di occupazione devono pagare il 100% della tassa. Per questo abbiamo chiesto la sospensione di tutti questi tributi, perché pagarli se l’albergo è chiuso? Così come per le bollette energetiche o il tema affitti”. A tal proposito il vicepresidente vicario Federalberghi ha fatto presente che, nonostante il bonus del 60%, si deve pagare il 40% comunque.

Stefania Vicini

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