La crisi è terreno fertile per nuovi abusivi

Il fatto che, per ora, non ci sia prodotto turistico da vendere non implica la scomparsa dell’abusivismo. Ne è convinta Gabriella Aires presidente di Fiavet Piemonte, che in un’intervista a Guida Viaggi commenta: “Sempre più persone avranno bisogno di guadagnarsi la vita in modo alternativo, e purtroppo per molti organizzare una gita sembrerà una prospettiva a portata di mano”. Per questo motivo l’associazione regionale del Nord-Ovest ha dato il via ad alcuni eductour con gli associati presentando il territorio in modo che possano diventare esperti di prodotti di prossimità.

“In questo modo – spiega – avremo la possibilità di fare vedere il contrasto tra professionalità e abusivismo in primis alle istituzioni”. Nelle sue intenzioni creare questo tipo di piccoli esempi di pacchetto territoriale incita anche le istituzioni a testare con mano la differenza dell’organizzazione di un professionista, che a sua volta si avvale di guide certificate, ha fornitori idonei e crea indotto reale nell’economia, a differenza degli abusivi. Noi siamo assicurati – sottolinea – paghiamo un fondo di garanzia, siamo una certezza per chi ci sceglie e generiamo Pil per il Paese. Sollecitare le istituzioni locali è importante, perché le denunce sono di competenza delle amministrazioni territoriali e sono queste per prime che si devono rendere conto del valore di un’agenzia di viaggi regolarizzata”.

Prima della pandemia Fiavet Piemonte aveva istituito una commissione antiabusivismo poi arenatasi con le urgenze del Covid. “Il meccanismo era semplice – ricorda Aires -: quando sospettavamo abusivi segnalavamo, ma facendo una chiamata preventiva agli organizzatori. In alcuni casi non c’era nemmeno la coscienza di essere nella cifra dell’illegalità. A volte basta il dialogo. Quindi uscire sui giornali locali, anche con questi piccoli educational aiuta a far capire alle persone cosa è legale e cosa non lo è, perché nella maggior parte dei casi non c’è consapevolezza”. “

Fiavet ha un Osservatorio Nazionale sull’abusivismo e io rappresento una delle agenzie delegate su questo tema”, dichiara Piero Di Renzo, presidente di Fiavet Abruzzo e Molise. “Purtroppo – aggiunge – con la Regione Abruzzo ci troviamo in una situazione vergognosa. Non c’è proprio la presa di coscienza del problema da parte delle Istituzioni locali, e quindi con la pandemia si sta ingigantendo il problema a scapito delle agenzie oneste e in grave difficoltà”. Di Renzo fa sapere di aver effettuato svariate segnalazioni tramite l’Osservatorio, sia alla regione sia al garante per la concorrenza senza ricevere alcuna risposta alle sue pec.

“Avevamo proposto una sorta di bollino di riconoscimento – dichiara – ma non c’è nessun referente con cui confrontarsi su questi temi. In Abruzzo manca persino un elenco ufficiale delle agenzie di viaggio, per cui non si può nemmeno controllare quali sono quelle regolari rispetto agli abusivi. La Regione è totalmente inadempiente sotto questo punto di vista. Stiamo discutendo ora il testo unico sul turismo  e con l’appoggio del legale Fiavet, Federico Lucarelli, stiamo cercando di avere un approccio tale da garantire in primis i cittadini  con loro le agenzie”.

L’abusivismo e la legalità sono una delle più grandi e ininterrotte battaglie di Fiavet Sicilia, come spiega Giuseppe Ciminnisi delegato Fiavet alla lotta all’abusivismo e presidente Fiavet Sicilia. “Qualcuno in questo momento lo ritiene un tema secondario, non noi – sostiene -.  Nel sito Fiavet Sicilia abbiamo una sezione dove si possono segnalare locandine che offrono pacchetti di agenzie abusive. Ne arrivano una media di 4 o 5 al giorno in questo periodo in cui sta aumentando il turismo di prossimità e tutti si improvvisano organizzatori di viaggi e gite, con enormi rischi soprattutto per chi acquista incautamente questi pacchetti. Noi continuiamo ad operare come abbiamo fatto fino ad oggi: verifichiamo le segnalazioni, ci confrontiamo coi referenti,  e se non ha esito il dialogo, attraverso il legale Fiavet procediamo con gli organi competenti”.

Il problema, a sentire gli addetti ai lavori, è che tutto questo lavoro spesso non ha seguito. “L’assessorato può recepire il nostro documento – dice Ciminnisi – ma non ci sono conseguenze.  La  Polizia municipale spesso non è edotta su questa particolare materia, la Guardia di finanza solo in alcuni casi e la Polizia ordinaria ha ben altro a cui pensare. Sarebbe necessaria una Polizia turistica”. Poi fa il quadro dell’abusivismo nel nostro Paese: “Ci sono 38.000 aziende che operano abusivamente nel turismo organizzato producendo 2 miliardi di fatturato del tutto o in parte evaso e non rientrante nel Pil reale del turismo. In Sicilia ci sono 3.200 aziende abusive per un fatturato fantasma di  76 milioni. A ciò si aggiunge il fatto che sono molto competitivi  perché non forniscono le garanzie e la sicurezza che un’agenzia di viaggi regolare dà al cliente, che ha, ovviamente, un costo”.

Laura Dominici

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