Uscire dalla crisi: il modello di Tui e Der Touristik

A.a.a. soluzioni cercasi per far uscire il turismo dalla crisi. E’ questo uno degli obiettivi dell’edizione di Itb, in corso in questi giorni a Berlino. E tra gli altri anche Friedrich Joussen, presidente del Cda del Gruppo Tui, e Sören Hartmann, presidente del Gruppo Der Touristik, stanno illustrando come le loro aziende intendono trovare la via alla ripartenza.

Tui ha visto il suo fatturato diminuire del 56% durante l’esercizio 2020. Tuttavia Joussen ritiene che alla fine del tunnel ci sia una luce: il manager sostiene che le prospettive per il turismo e per Tui siano, con il 2021 come “anno di transizione”, seguito da un “ritorno ai livelli pre-coronavirus” nel 2022.

La mossa di Tui negli ultimi due anni è stata quella di lavorare ad una piattaforma virtuale, che fornirà risposte in pochi secondi alle domande poste dai turisti. La piattaforma è stata sviluppata presso l’Innovation Lab di Tui Destination Experiences a Palma. Come spiega Joussen: “Stiamo sfruttando questa crisi per espandere i nostri servizi digitali ancora più velocemente”.

Hartmann, invece, descrive così i cambiamenti: “Fino a marzo 2020 i clienti sapevano cosa avevano prenotato, ora i viaggi sono diventati imprevedibili. Il turismo ha bisogno di prospettive affidabili e un buon inizio può essere un mix di corridoi sicuri, maggiori opportunità di test e pass di vaccinazione digitali”. Secondo il manager il settore subirà cambiamenti fondamentali, con i clienti che prenoteranno con un preavviso sempre più breve e pagheranno in seguito. Ciò rappresenterà una sfida per il settore finanziario nell’industria del travel.

Inoltre, ci saranno dei cambiamenti strutturali anche tra distribuzione e produzione, ossia nel modo in cui adv e t.o. lavoreranno tra loro. A suo dire ci dovrà essere un modo diverso di pensare.

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