Tamburi: di Alpitour “non siamo preoccupati”

Si chiude con un utile pro forma di circa 35 milioni ed un patrimonio netto di oltre 1.068 milioni, in crescita di circa 166 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 il 2020 di Tamburi Investment Partners Spa: a dirlo la proposta di relazione finanziaria annuale da sottoporre all’assemblea degli azionisti che verrà convocata per il 29 ed il 30 aprile 2021, rispettivamente in prima e seconda convocazione

“Al momento attuale – scriveva Tip qualche giorno fa – , con il progressivo diffondersi dei vaccini, si vede con chiarezza la fine del tunnel, anche se non è ancora agevole misurare con ragionevole serenità la distanza da coprire ed i tempi connessi”.

Nel periodo appena trascorso Tip ha visto, tra le proprie partecipate, “tre tipi di reazioni da parte delle maggiori: le più specializzate in aree specifiche, segnatamente servizi It e per la finanza come Sesa, Be e Welcome, hanno sensibilmente migliorato i risultati del 2019, superando ogni precedente record; le industriali nel senso più proprio della parola, cioè Prysmian, Interpump, Azimut Benetti, Elica, Beta e Chiorino che, oltre ad Amplifon, Moncler e Roche Bobois, hanno perso un po’ di fatturato e un po’ di margini, ma hanno sostanzialmente capitalizzato sulle rispettive leadership e raggiunto risultati molto buoni. Hanno invece sofferto un po’ Ovs ed Eataly, a causa delle chiusure dei punti vendita che sono in parte ancora in corso, pur riuscendo ad ottenere risultati più che soddisfacenti – dato il contesto –sotto il profilo economico. L’unico vero crollo nei risultati lo abbiamo visto in Alpitour, ma di questo non siamo preoccupati, anzi”. Il quadro generale che emerge per il gruppo “è pertanto ottimo. Non a caso quasi tutte le partecipate quotate in borsa hanno di recente ritoccato verso l’alto i rispettivi record di prezzo ed anche Tip è tornata sui massimi di sempre”.

Il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2020 di Tip era di oltre 1.068,3 milioni – dopo aver distribuito nell’esercizio dividendi per 14,3 milioni, effettuato acquisti di azioni proprie per quasi 37 milioni e beneficiato dell’introito per l’esercizio dei warrant per circa 67 milioni – rispetto ai 902,5 milioni del 31 dicembre 2019 e ai circa 835 milioni del 30 giugno 2020.

“La quota di risultato delle partecipazioni collegate, riassumibile in un provento di circa 26,2 milioni, comprende i risultati negativi di Alpitour e Ovs, cioè due delle società che hanno maggiormente subito l’impatto del lock-down – evidenzia Tip -. Tali perdite sono state parzialmente compensate dai buoni risultati di altre società, in particolare Interpump, Roche Bobois, Be e Sesa. La partecipazione detenuta tramite Tipo nel gruppo Chiorino ha assunto la qualifica di collegata per la stessa Tipo”.

“La posizione finanziaria netta consolidata del gruppo – tenuto anche conto del prestito obbligazionario e del finanziamento in essere nella controllata Clubtre – ma senza considerare attività finanziarie non correnti ritenute sotto il profilo gestionale liquidità utilizzabile a breve – al 31 dicembre 2020 era negativa per circa 366,3 milioni di euro, rispetto ai circa 300 milioni al 31 dicembre 2019”.

Quanto all’evoluzione prevedibile della gestione, “l’avvio delle vaccinazioni in tutto il mondo rappresenta l’aspetto più importante per poter costruire qualunque previsione. I tempi per la definitiva normalizzazione restano incerti – scrive il gruppo – ma il vero interrogativo da porsi è quale e come sarà la futura ‘normalizzazione’: abitudini evolute ma in qualche caso stravolte, atteggiamenti sui consumi e sugli investimenti ancora tutti da comprendere e, ancor più, gli impatti delle stesse sui conti delle aziende, in ogni angolo del pianeta. In parallelo, di recente, molti economisti e banche hanno riacceso l’attenzione sugli incrementi ipotizzabili dell’inflazione; fino a poche settimane fa da rincorrere e stimolare, oggi tra i maggiori timori. Inoltre materie prime e costi dei trasporti, con sensibili conseguenze sulla logistica delle imprese, stanno avendo incrementi imprevisti quanto rilevanti, inserendo cosi ulteriori elementi rischio e di incertezza”.

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