Dl Sostegni: “Nessun cambio di passo”

“Ci aspettavamo molto di più. Il Dl Sostegni approvato dal Governo non segna alcun cambio di passo rispetto al passato. Le risorse restano esigue e chiaramente insufficienti per dare respiro ad imprese ferme ormai da oltre un anno”. A dirlo è Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti.

“Le restrizioni imposte dall’emergenza Covid hanno segnato la chiusura definitiva di migliaia di imprese del turismo, mettendo in ginocchio un’intera filiera, fatta di agenzie di viaggi, alberghi, stabilimenti balneari, guide turistiche, animatori, ecc. Il nuovo governo ha detto tante parole in favore del turismo, ma i fatti tardano ad arrivare – sottolinea Messina – ed anche i pochi aiuti previsti dal DL Sostegni non saranno disponibili prima di qualche settimana. Se gli interventi a favore delle imprese non saranno maggiormente adeguati, e ci auguriamo davvero che lo siano con il prossimo scostamento di bilancio, molti di noi non saranno presenti al momento della ripartenza. Il turismo, più di altri comparti, può dare un contributo decisivo alla ripresa dell’economia italiana. L’unico obiettivo di governo e istituzioni deve essere quello di sostenere le imprese in questa fase, accelerando sulla campagna di vaccinazione e garantendo liquidità e indennizzi ad un settore che vale il 13% del Pil italiano ”, ha ribadito Messina.

Le misure per il turismo nel decreto Sostegni

Cosa prevede il decreto Sostegni che è arrivato al Consiglio dei ministri?

Partiamo con la montagna, a tal proposito è aumentato di un centinaio di milioni, passando da 600 a 700 milioni il contributo a fondo perduto che il governo indirizza verso il comparto montano con il provvedimento che stanzia i nuovi ristori per aziende e lavoratori, scrive Repubblica. Il premier Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo la riunione di governo, ha fatto presente che il turismo “è stato il più colpito, ma è un settore dove vale la pena continuare a investire e che vale la pena continuare a sostenere. Il turismo tornerà con la fine della pandemia a essere un’industria prospera e in grado di occupare molte persone”.

Intanto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha annunciato che con lo scostamento di bilancio per aprile arriverà altro. “Gli interventi sul turismo sono definitivi? Certo che no. Probabilmente dovremo tornarci su, ma nel decreto Sostegni ci sono vari interventi che cercano di dare sostegno”.

Sul tema ristori e risorse destinati al fronte della vacanza, il governo ha fatto un conteggio in cui sono riassunte le diverse voci alle quali le aziende turistiche possono attingere. In pratica si tratta di 1,7 miliardi. Il ministro Franco ha spiegato che “ci sono interventi orizzontali che sono parte dell’intervento principale di 11 miliardi di aiuti; poi un intervento per il sostegno sui soggetti economici per il pagamento delle bollette elettriche. Ci sono interventi per i lavoratori stagionali e poi l’intervento selettivo per l’industria della neve, colpita molto fortemente, e alcuni interventi specifici per alcune filiere, quella dei centri storici e quella collegata agli eventi”. In questo conteggio rientrano 900 milioni per i lavoratori stagionali, gli autonomi del turismo e i termali.

Il ministro Orlando ha dichiarato che “c’è un significativo intervento sui lavoratori atipici, per cui è prevista un’indennità significativa (rispetto alle risorse non rispetto alle esigenze), pari a 2.400 euro per i lavoratori del turismo, degli stabilimenti termali, stagionali, per chi lavora nell’ambito dello spettacolo, per i lavoratori atipici”. A tali cifre si aggiungono 100 milioni per le fiere. Inoltre, Repubblica scrive che una parte del maxi-fondo da 200 milioni per le imprese della ristorazione nei centri storici e la ristorazione specializzata per eventi privati, oltre a una parte degli 11 miliardi del Fondo perduto, saranno per le aziende che hanno una vocazione turistica.

Il fondo da 700 milioni dedicato alla filiera della montagna è istituto presso il Mef, però è destinato alle Regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano. Il decreto deve esser varato entro un mese dalla pubblicazione del dl Sostegni, a firma del ministero del Turismo con un concerto che tocca il Tesoro, gli Affari regionali e la Conferenza Stato-Regioni. Non mancano i paletti, fa presente il quotidiano, cioè almeno il 70% dei fondi deve andare ai comuni in base a quanti ski-pass erano stati venduti nel 2019.
La parte restante è per i comuni del medesimo comprensorio sciistico di quelli individuati con il criterio dei biglietti di risalita venduti, proporzionalmente al fatturato degli esercizi commerciali registrato nel periodo 2017-2019; e per i maestri di sci e le scuole di sci, proporzionalmente ai ricavi registrati nel 2017-2019.
E’ previsto un limite massimo di 150mila euro e un minimo di mille euro per le persone fisiche e duemila euro per le società (anche per le startup del 2020). Il contributo è esentasse e in alternativa si può scegliere di incassarlo come credito d’imposta, precisa la fonte.

Il bivio

“L’industria del turismo italiano è ad un bivio storico, le scelte che il Governo si accinge a prendere in tema di sostegni e ristori saranno determinanti per la sopravvivenza stessa di tutto il comparto costituito da 386.000 imprese che generano 232 miliardi di contribuito al Pil italiano”, così ha dichiarato lo scorso 19 marzo, in una nota il vertice di Federturismo Confindustria.

“L’8% delle imprese turistiche italiane è già scomparso (Fonte Nomisma) a causa della pandemia e delle misure di sostegno insufficienti, ma un altro 30% rischia di non riaprire più nel corso del 2021 se le indiscrezioni circolate nelle scorse ore sui meccanismi di sostegno verranno confermate. E’ quindi indifferibile l’apertura di un confronto diretto con le imprese del settore per costruire un meccanismo che sia di reale impatto per la sostenibilità economica di intere filiere produttive – sottolinea la nota -. Il limite dei 10mln di euro per l’accesso ai ristori a fondo perduto comporta l’esclusione di gran parte delle più importanti imprese turistiche nazionali. Il meccanismo di calcolo inoltre, per come ipotizzato, porta a ristori talmente esigui da non consentire nessun tipo di supporto reale”.

Tra i punti messi in evidenza il fatto che vada “esteso il limite dei 6 anni per la restituzione dei prestiti garantiti dallo Stato e portato ad almeno 15 anni per ridare ossigeno e prospettive di recupero ad un settore che nelle migliori previsioni tornerà ai tassi di crescita del 2019 solo dal 2025. In questo senso apprezziamo e condividiamo la richiesta che l’Abi ha fatto pochi giorni fa al Governo e alle istituzioni europee per rivedere i meccanismi di supporto alla liquidità anche intervenendo sulle attuali regole del Quadro Temporaneo della Commissione europea sugli aiuti di Stato”.

 

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