Itoa e la nuova era per l’incoming

Un’idea che nasce tre anni fa durante una cena con operatori australiani e statunitensi “che non si sentivano tutelati da un marchio di qualità, che accomunasse tutta l’industria ricettiva italiana”. Gli operatori erano ospiti di Sandro Saccoccio che, raccolta la richiesta, si impegnò a portare avanti quella esigenza di mercato. Da tutto ciò è nato Itoa, come racconta lo stesso manager a Guida Viaggi, che di Itoa Inbound Tour Operator Association, è il presidente.

Stiamo parlando di “una libera associazione, a carattere nazionale, di imprese che esercitano attività di organizzazione di viaggi e servizi di accoglienza turistica, nella loro accezione più ampia – spiega il manager -. La volontà è quella di rappresentare l’intera filiera turistica, dai t.o. ricettivisti alle guide turistiche, dagli Ncc ai ristoranti, dagli stabilimenti balneari ai piccoli boutique hotel, dai trasportatori su gomma al trasporto marittimo”.

E’ senza fini di lucro, apartitica ed ha durata illimitata. L’intenzione è poter collaborare con il Ministero, con Enit e con tutte le Regioni.

Ad oggi rappresenta 23 aziende, tra Dmc, alberghi di charme, agriturismi, case vacanze, b&b, fattorie didattiche, guide turistiche, ristoranti, Ncc, bus operator. “Siamo solo all’inizio – dice Saccoccio – e siamo convinti che il nostro movimento riceverà molte adesioni nel corso di questo anno. Come quota di iscrizione per il 2021 verrà richiesto l’importo simbolico (ad oggi) di 12 euro, un euro per ogni mese di ‘chiusura da pandemia’. Chi si iscriverà ad aprile pagherà 13 euro e così via. È una quota simbolica, alla quale vogliamo dare un significato concreto”.

A detta del manager l’industria turistica italiana ha bisogno “di modificare la sua impostazione originaria, ormai obsoleta. È fondamentale accelerare l’ammodernamento delle strutture ricettive, la legislazione in materia, creare scuole di formazione turistica di eccellenza, destinare le tasse di soggiorno alla promozione dei territori, differenziare le licenze amministrative tra chi si occupa di inbound con chi si occupa di outbound, far pagare le tasse in Italia ai colossi del web, e molto altro ancora”. In tutto ciò Itoa si propone di portare avanti questi temi, “solamente attraverso la professionalità dei propri associati, evitando di cadere nella trappola dell’appartenenza politica. Per noi vale solo il lavoro, ben fatto, nell’industria turistica. Mi batterò per questo”.

A fronte della situazione contingente il manager concorda sul fatto che si aprirà una nuova era per l’incoming. “Assolutamente sì, il turismo ricettivo dovrà essere sempre più qualificato e qualificante. È la nostra missione: creare clienti soddisfatti attraverso l’erogazione di servizi di alta qualità a marchio Itoa”.

Per un approfondimento dell’argomento rimandiamo all’intervista pubblicata sul numero 1598 di Guida Viaggi.

Stefania Vicini

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