Patrimonio culturale privato e occupazione giovanile, un nuovo progetto

Un progetto per valorizzare le giovani generazioni e le risorse culturali. Adsi e la Conferenza dei Presidenti e dei Direttori delle Accademie delle Belle Arti hanno siglato un protocollo di collaborazione col fine di valorizzare il patrimonio culturale privato italiano, costituito da oltre 9.000 dimore e capace di generare 45 milioni di visitatori.

La valorizzazione di questo patrimonio sarà anche un progetto nel quale i giovani possono trovare un’occupazione legata al territorio di appartenenza. Le attività alle quali parteciperanno gli studenti si articoleranno nei campi della fotografia, del cortometraggio e infine delle arti visive.

Adsi e la Conferenza dei Presidenti delle Accademie delle Belle Arti promuoveranno, a livello regionale, eventi espositivi delle opere realizzate nell’ambito del programma, mentre a livello nazionale organizzeranno una grande mostra dedicata al tema della salvaguardia del territorio e del patrimonio storico-architettonico. Il primo progetto di questa collaborazione parte dalla sezione Calabria di Adsi che, insieme all’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, ha messo in atto il progetto-pilota Ritratto di Dimora.

“Questa collaborazione, nata in un momento così difficile per il nostro Paese a causa del Covid -spiega Giacomo Di Thiene, Presidente Adsi– assume un valore ancora più significativo in quanto permette ai giovani di conoscere e raccontare in prima persona le dimore storiche, simbolo della nostra identità e beni che contribuiscono all’attrattività del sistema Italia”.

“Nuove possibili convergenze tra istituzioni pubbliche e iniziative private possono concorrere a mobilitare tutte le risorse umane e materiali di eccellenza per la ripresa economica, sociale e culturale del Paese. -ha dichiarato Giuseppe Soriero, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Accademie Statali– Tale strategia di cooperazione tra pubblico e privato, può dare ulteriore slancio, nelle giovani generazioni, alla prospettiva di ripresa della formazione e della ricerca in presenza, utilizzando intanto tutte le più avanzate tecnologie della comunicazione a distanza per nuove modalità di approccio conoscitivo ed interpretativo del nostro patrimonio”.

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