Rosi, Bcd Travel: “Ripresa lenta e a ondate successive”

La pandemia ha, ovviamente, influito anche sul lavoro delle travel management company. Come sono cambiati processi, gestione dei viaggi e delle spese? Ne abbiamo parlato con un esperto del settore: Davide Rosi, ceo & managing director Bcd Travel Italy.

Gv: Le aziende da un lato limitano le tipologie di spesa, dall’altro mostrano una certa flessibilità nell’aggiungere nuove categorie, come kit di sicurezza o sostenendo costi aggiuntivi, come il sedile centrale vuoto sull’aereo. Quale la sua opinione in merito?
“Il duty of care per i propri viaggiatori è la priorità numero uno delle nostre aziende clienti. Quindi, dove è cruciale e impossibile pensare ad alternative alla trasferta, consigliamo e siamo al loro fianco nel rispondere al meglio, anche a livello di scelte di acquisto, da test Covid-19 a dispositivi di protezione personale o al sedile centrale vuoto su un aereo, alla necessità di preservare sicurezza e serenità dei viaggiatori e quindi in ultima analisi dell’organizzazione stessa”.

Gv: La pandemia ha accelerato la consapevolezza di dover digitalizzare i processi. Quali cambiamenti si sono verificati in questo senso?
“Per molte aziende, il periodo di relativa riduzione, nei casi più fortunati, dell’attività ordinaria ha dato spazio e tempo alla realizzazione di processi di cambiamento infrastrutturali che in altri momenti potevano essere meno facilitati. La necessità, in alcuni casi, di adeguarsi a un modello di organizzazione delle proprie risorse diffuso, delocalizzato e smart, ha fatto il resto. La virtual collaboration e la digitalizzazione hanno dato spinte decisive in tutti i settori; anche per quanto riguarda Bcd Travel in Italia l’occasione non è rimasta insfruttata, anzi. L’attenzione è ormai da tantissimi anni puntata sul duty of care e la traveler security: questa pandemia è soltanto l’ultima – e più tragica e roboante – situazione critica che ha reso evidente alle aziende di tutte le dimensioni ed esigenze come non si possa fare a meno di considerare e avere una linea di azione adeguata nel proprio travel program. Sempre lato aziende clienti, questi mesi si stanno rivelando importanti, ad esempio, anche  per valutare progetti di reingegnerizzazione dei processi travel che fondano la loro efficacia su fasi significative di analisi e ottimizzazione, preliminari all’implementazione e all’impatto on going“.

Gv: Quali principali cambiamenti ha portato il Covid-19 nella vostra strategia a breve e medio termine?
“L’emergenza Covid-19 ha confermato e accelerato diverse linee strategiche su cui lavoriamo da tempo. Il posizionamento della Travel management company è destinato a cambiare. Lo diciamo da anni, sia rispetto all’interlocutore finale, cioè le aziende clienti, che alle logiche generali del business system e agli attori di filiera. Le logiche di remunerazione vanno ridisegnate sia a monte che a valle e la consulenza e l’attività globale della Tmc vanno riconosciute e valorizzate. La strategia globale nei confronti dei nostri clienti non cambia, come non cambia il supporto e il nostro focus sull’essere al fianco delle aziende in questa fase che vede all’orizzonte ancora molta incertezza. Grazie alla forza della dimensione globale Bcd, siamo pronti ad affrontare quello che verrà: la strategia passa anche da un’integrazione sempre più stretta dell’Italia nella famiglia internazionale e da scelte anche disruptive rispetto a modelli passati; come, ad esempio, la formula organizzativa del lavoro da remoto per tutti i dipendenti in Italia, che ha fatto esplodere le potenzialità del progetto pilota avviato a inizio 2019″.

Gv: Avete predisposto nuovi strumenti per i viaggiatori e travel manager?
“Per far sì che siano aggiornati e sicuri delle proprie decisioni travel abbiamo creato il “Covid- 19 Information Hub“, che fornisce informazioni in tempo reale a viaggiatori e travel manager: comprende informazioni sulle restrizioni a livello nazionale nei vari Paesi, le policy delle compagnie aeree e delle catene alberghiere, informazioni aeroportuali, obbligatorietà di test e triage, certificazioni sanitarie necessarie, regole di isolamento e quarantena, informazioni sui centri per test in stazioni e aeroporti, livelli di rischio per Paese e numero assoluto/percentuale della popolazione vaccinata e altro ancora. Una volta effettuata una prenotazione, i viaggiatori che utilizzano “TripSource” possono ricevere notifiche con link all’hub informativo e dati che riguardano i propri specifici voli, aeroporti e destinazioni”.

Gv: Quali altri trend rilevate in questo periodo nel business travel?
“L’adozione del virtuale in tante declinazioni si è chiaramente moltiplicata e, in alcuni casi specifici e anche ben identificati come output qualitativo, è sicuramente un ‘new normal‘ che continuerà a durare anche post pandemia. Per dare un dato, Bcd Meetings & Events ha gestito più di 1500 eventi virtuali nel 2020, spaziando da townhall globali del top management e da lanci di prodotto per il segmento life science fino a programmi di incentivazione continuativi. La piattaforma di produzione è flessibile e facilmente scalabile, il che rende realizzabile un vasto portafoglio di soluzioni ed esigenze meeting. Anche se le aziende guarderanno a nuove strategie nell’ambito del virtuale e della virtual collaboration, la trasferta continuerà a essere un fattore critico di successo per gli obiettivi aziendali, per esempio, quando si tratta di esaminare linee di produzione e materie prime, formare ed essere formati, favorire la relazione con il cliente e chiudere accordi”.

Gv: Ci sono tenui segnali di ripresa? Se sì, in quale segmento?
“La ripresa è lenta e si muove a ondate successive. Lo stiamo osservando in diverse regioni, come, ad esempio, la Cina che mostra segnali di ripartenza, mentre molti Paesi europei sono ancora in lockdown o chiudono i confini. Possiamo rilevare anche differenze tra i diversi settori. Serviamo molti clienti attivi in mercati che sono stati meno impattati dalla crisi o dove la domanda sembra tornare a crescere in modo più rapido, come, ad esempio, nella distribuzione, nel comparto governativo, nell’intrattenimento e nelle life science. Guardando in avanti, siamo abbastanza ottimisti sulla ripresa travel nel 2021, con la disponibilità ad oggi di nuovi vaccini sul mercato. Ovviamente, si tratta di un elemento chiave per proteggere la salute dei viaggiatori e un fattore determinante nel definire quando e in quale misura si tornerà a viaggiare nel 2021. Tuttavia, anche con i vaccini disponibili, è probabile che ci voglia tempo, dato che la prova della vaccinazione effettuata potrebbe necessaria per mettersi in viaggio verso certe destinazioni e visto che le compagnie ci metteranno un tot per adeguare la propria capacità”.

Gv: Quando prevedete si possa tornare ai volumi bt pre-pandemia?
“La previsione sui volumi dipende da tante variabili, sia presenti che future, ma, basandoci sull’esperienza e sulle informazioni a oggi disponibili, ci aspettiamo che il travel torni ai livelli pre-Covid entro tre/cinque anni. In uno studio condotto da Bcd a dicembre 2020 su 708 viaggiatori d’affari, quasi il 60% prevedeva già di tornare a muoversi con regolarità entro la metà dell’anno. Ed entro dicembre questo dato potrebbe arrivare oltre il 90%. Queste propensioni al viaggio sono state espresse addirittura prima dell’approvazione formale all’uso del primissimo vaccino”.

Nicoletta Somma

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