Il viaggiatore post-Covid: istruzioni per l’uso

Il turismo di prossimità, certamente. La maggior attenzione alla sanificazione e al distanziamento sociale, ovvio. La possibilità di cancellare ogni impegno preso a costo zero anche sotto data, va da sé. Se alcuni trend che accompagneranno il turismo nel post-pandemia sono già del tutto evidenti fin d’ora, come questi appena citati, gli effetti profondi del Covid sui comportamenti dei viaggiatori saranno certamente molto più estesi, e andranno a incidere su aspetti meno direttamente pronosticabili. E mentre la travel industry osserva le prime luci del ritorno alla normalità, emergono anche nuove esigenze finora rimaste inedite, innescate da un 2020 “indimenticabile” e destinate a persistere anche sul lungo termine. E se Euromonitor ha pubblicato poche settimane fa la sua Top 10 Global Consumer Trends 2021, che fornisce alcuni indizi in grado di guidare le imprese nel far riemergere la domanda, a sistematizzare i trend che possiamo aspettarci nell’immediato futuro, invece, ci ha pensato più recentemente un’analisi di Phocuswright.

Brand più “politici”
Un primo esempio concreto di “corollario da Covid” non banale è quello del maggior “impegno sociale” che sarà richiesto (anche) ai brand di viaggio. Sempre più spesso, infatti, e a maggior ragione dopo la sbornia di globalismo causata dal virus, i consumatori si aspettano dai grandi marchi prese di posizione non “moderate” su tematiche come quella ambientale o il Black Lives Matter. A tal proposito, Euromonitor aveva coniato la definizione di “Restless and rebellious”, proprio per descrivere la spinta contro lo status quo politico, della quale anche i brand del travel dovranno prendere atto. In un recente evento Brent Coker, psicologo del consumo presso l’Università di Melbourne, ha spiegato che il 66% dei consumatori, in particolare i Millennial, prenderà sempre più massicciamente decisioni di acquisto in base alla posizione di un marchio sulle questioni sociali. “I consumatori iniziano sempre più a coinvolgere i marchi, guardando ad essi in termini di influenza sulle condizioni del pianeta. Non sono più soltanto i governi ad essere esposti a critiche o dissenso”. La tendenza potrebbe coinvolgere ad esempio le compagnie aeree, anche sul versante economico: molte di esse hanno beneficiato di ampi salvataggi governativi, e quindi i viaggiatori tenderanno ad aspettarsi da esse un surplus di responsabilità finanziaria e di empatia verso i clienti.

Proust e il travel business: il tempo ritrovato
La pandemia ha puntato i riflettori anche su topic quali la salute mentale e il benessere, costringendo molti consumatori a riesaminare il proprio equilibrio tra vita professionale e vita privata. E’ il trend “Shaken and stirred”, che ben descrive la resilienza dei consumatori nel corso della pandemia, e come le loro priorità potrebbero essere molto diverse in futuro. Nel mondo dei viaggi d’affari, ad esempio, non è affatto scontato il ritorno ai livelli pre-pandemici: se alcuni dirigenti dei vettori aerei globali si aspettano un rimbalzo completo, la comunità del travel business sta già ponendo maggiore enfasi sulla cura e sul benessere dei professionisti. Strumenti come Zoom e simili – è sotto gli occhi di tutti – continuano a svolgere un ruolo fondamentale, anche laddove le restrizioni vengono allentate. Denella Ri’chard, consulente del settore dei viaggi, ha affermato che Zoom “è qui per restare” e che le persone ora apprezzano maggiormente il tempo in famiglia rispetto ai punti fedeltà degli hotel e alle miglia aeree: “Ho parlato con diversi amici del mondo aziendale e la maggior parte di loro non è pronta a lasciare il comfort e la sicurezza delle proprie case per rischiare per un incontro che si può tenere tramite Zoom. Sempre più persone riferiscono che le riunioni Zoom sono diventate più efficienti ed efficaci rispetto alle riunioni in presenza, e senza il fastidio di cercare di rimanere svegli durante un incontro di persona lungo e noioso”. Ri’chard aggiunge che Zoom le ha permesso di interagire con più persone di quanto avrebbe potuto avere di persona in una fiera.

Compro ora, pago poi
Poiché i consumatori sono rimasti a casa per gran parte del 2020, molti – i più abbienti, va da sé – sono stati in grado di risparmiare denaro, e alcuni ritengono che ciò porterà a una maggiore domanda di viaggi di piacere. Chris Nassetta, presidente e amministratore delegato di Hilton, ha affermato che il tasso di risparmio personale negli Stati Uniti è quasi raddoppiato a 2,9 trilioni di dollari nel 2020. secondo la Ri’chard i consumatori “stanno controllando i loro conti e si stupiscono di avere 50 dollari in più, quelli che normalmente sarebbero stati spesi per cenare fuori. Le compagnie aeree, gli hotel e le compagnie di crociera stanno registrando un aumento delle prenotazioni che non vedevano da mesi. Le persone sono pronte per viaggiare, e stanno rivalutando le loro vite. Hanno subito troppe perdite nel 2020 e sono pronte per uscire e vivere”. Ciò non significherà però l’affermarsi di una domanda incauta o dissennata: Euromonitor afferma che le aziende stanno rispondendo con servizi buy-now-pay-later. Alcuni di questi servizi, che erano già disponibili nel settore dei viaggi prima della pandemia, hanno però guadagnato terreno. Fly Now Pay Later, ad esempio, ha annunciato un finanziamento di 35 milioni di sterline per le sue opzioni di pagamento flessibili, mentre Uplift ha annunciato una linea di credito di 68 milioni di dollari per i suoi servizi. Affirm, un altro servizio buy-now-pay later, ha fatto il suo debutto sui mercati con il prezzo delle azioni aumentato del 100% rispetto a quello iniziale. Anche i servizi in abbonamento di aziende come Bidroom, eDreams, CitizenM e Tripadvisor hanno ottimi risultati.

Let’s get phygital
I tour virtuali e le esperienze hi-tech immersive, che molti credono sia destinata a durare, presentano l’indubbio vantaggio di un’economicità incomparabile, rispetto ai viaggi fisici. E l’entrata in questo campo di giganti come Amazon, con la parallela, crescente popolarità delle tecnologie di live streaming, potrebbero aiutare ad alimentare la tendenza. Gli hotel, ad esempio, si sono adattati rapidamente al mondo phygital sposando fisicità e servizi digitali: tutte le grandi catene si sono infatti già dotate di formule ibride, fornendo ai lavoratori un’alternativa al lavoro da casa combinato con l’accesso ai servizi alberghieri. G.M.

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