Omnicanalità, il digitale prende il sopravvento

Il futuro dell’economia è sempre più digitale. Le prenotazioni online, la nascita dei portali di acquisto sul web, anche in materia di abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, sono stati solo l’inizio di un processo che sta crescendo in maniera esponenziale, favorito ultimamente dall’emergenza pandemica, e che non ha ancora trovato un suo equilibrio.

E’ stato questo l’argomento al centro del dibattito in occasione dell’ultimo web meeting organizzato da Global Blue, moderato dalla marketing manager Antonella Bertossi e volto a capire le possibili nuove tendenze nel design per la costruzione degli spazi sia di accoglienza che di vendita, le diverse proposizioni del punto vendita anche grazie alle soluzioni di live shopping e l’evoluzione dei paradigmi dell’offerta in tempo reale tramite i dati e le nuove strategie di content marketing.

Negli incontri precedenti era già emerso come il Covid sia stato un acceleratore di nuove tendenze, anche nell’ambito delle vendite, laddove i negozi sono raggiungibili dal divano di casa con le ‘commesse’ che si trasformano in influencer.  Come funziona il ‘live stream shop’? Si può entrare virtualmente nel negozio, interagire con il personale che illustra i capi e decidere di acquistarli con un click. Questa nuova tendenza sarà estesa anche al mondo del turismo, e si prevede, in un futuro non troppo lontano, che i check in e i check out in un hotel avverranno senza contatto diretto con gli operatori. Gli svantaggi che potrebbero derivarne sono legati a una sempre più rara interazione tra individui sempre più schiavi della tecnologia. “La soluzione è trovare la giusta armonia tra il digitale e la presenza fisica – spiega Emanuele Svetti, architect and founder Studio Svetti Architecture – , il digitale deve implementare l’azione, ma il contatto umano è fondamentale. Il vero scoglio adesso è aiutare la gente a superare la paura di entrare negli spazi fisici, che possono essere i negozi, gli hotel o i ristoranti”.

Dal confronto è risultato un dato di fatto confortante: che alla paura si contrappone un forte desiderio di ricominciare a vivere, e quindi ad acquistare e a viaggiare. Si rivelerà quindi importante gestire i flussi, sia del personale che dei clienti, dare massima importanza all’igiene e puntare sulla formazione professionale, in modo che all’interno degli spazi fisici, gli addetti ai lavori sappiano offrire un servizio competo e di qualità. “Dobbiamo renderci conto che il digitale farà parte del futuro – commenta Leo Pillon, founder e ceo di Radicalbit – e che sarà necessario riadattarsi alle nuove dinamiche e formare del personale qualificato, perché in ogni caso vedere fisicamente il prodotto è irrinunciabile a prescindere dalla potenza del web. E’ la stessa differenza tra un video guardato in televisione e lo stesso visto al cinema”.

Il quadro che si prospetta è la sparizione delle casse, e un contatto tra consumatore e personale più incentrato su un dialogo che abbia fini informativi di un certo livello. Al web meeting era presente anche Davide Bartolucci, founder e ceo di Shado, che ha parlato dell’importanza di un piano editoriale complessivo che è appunto la base del concetto di omnicanalità, un approccio a cui l’Italia si sta aprendo anche se ancora la strada è lunga.

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