Formazione: aspettando l’università tra navi da crociera e hotel

L’albergo si trasforma e diventa un “hotel didattico” per completare “al vero” la formazione turistica con esperienze sul campo al fianco di esperti e rendendo attive le stagioni basse o di chiusura. Un sogno che può diventare realtà grazie alla creazione di un vero e proprio istituto universitario alberghiero, in Valle d’Aosta, la proposta di Alessandro Cavaliere, ceo di Alpissima Hotels o grazie all’idea di Gherardo Manaigo, direttore dell’iconico Hotel de la Poste di Cortina d’Ampezzo.

La ripartenza del settore passa anche dal mondo delle crociere grazie al “fair working”, la nuova frontiera dello smart working che permette di lavorare da bordo delle navi da crociera in totale sicurezza vivendo in una bolla controllata grazie a un protocollo validato dal Cts, come ha raccontato Leonardo Massa, managing director di Msc Crociere.

Progetti concreti di ripartenza quelli lanciati nel corso dell’ultimo incontro degli Stati Generali Mondo Lavoro del Turismo che si è svolto a Venezia nel corso del quale, tra gli altri, sono intervenuti anche Elena Donazzan, assessore all’istruzione, alla formazione, lavoro e pari opportunità Regione Veneto, Jean Pierre Guichardaz, assessore regionale al turismo Valle D’Aosta, e Salvo Manca, vicepresidente Its sul turismo e beni culturali Regione Sardegna.

«In Regione – ha spiegato Jean Pierre Guichardaz, assessore regionale al turismo Valle D’Aosta – stiamo lavorando per avvicinare il mondo della formazione a quello dell’impresa anche nel settore turistico. Investiamo 4 milioni di euro l’anno come contributo per l’Istituto Professionale Regionale, nella cui governance sono presenti rappresentanti delle associazioni di categoria degli albergatori e di Coldiretti. Sull’Università, malgrado i nostri piccoli numeri, investiamo importanti risorse ed energie, ben sapendo che l’alta formazione è una risorsa fondamentale per il nostro territorio e per le attività economiche che vi insistono. Vogliamo avvicinare sempre di più l’università alle necessità del territorio, tra le quali ci sono ovviamente quelle legate al turismo, per cui posso dire che l’idea lanciata da Alessandro Cavaliere potrebbe non essere così impercorribile. Valuterò con l’assessore competente le proposte che oggi ha esposto».

Per Gherardo Manaigo, direttore Hotel de la Poste Cortina d’Ampezzo, presidente Distretto turistico delle Dolomiti bellunesi, già presidente Dmo Dolomiti, “arebbe davvero un sogno poter fare del Posta un hotel formativo. Credo che per dei giovani avere l’opportunità di formarsi al vero in un hotel iconico con una storicità di due secoli, possa essere un’opportunità unica. Per noi, avere la possibilità di tenere aperto nei mesi in cui siamo soliti chiudere (da aprile a giugno, da settembre a novembre) rappresenti un’opportunità altrettanto unica. Anche per far capire che non c’è più una bassa e un’alta stagione, ma che ormai tutte le stagioni sono da vivere. Credo che per i tanti lavoratori stagionali che arrivano a Cortina da ogni parte d’Italia, avere la possibilità di un ingresso più soft come quello di mesi non di punta, possa aiutare l’acclimatamento e permetta di studiare meglio il contesto. E per i clienti può essere un valore aggiunto venire al Posta in un momento in cui magari le tariffe possano essere calmierate. Vedo un vantaggio per tutta la filiera. Ovviamente mi entusiasma l’idea di poter offrire ai giovani un’opportunità così grande come quella di affiancare attivamente i responsabili della struttura, seguire ed apprendere quelle capacità professionali e di esperienza che la scuola non può fornire”

“Cos’è che fa davvero la differenza in un settore come il turismo, fatto di servizi? Il fattore H, H come Human”, aggiunge Alessandro Cavaliere, ceo Alpissima Hotels. Il che ci porta alla necessità di avere una formazione di altissima qualità. In Italia abbiamo delle ottime scuole professionali, abbiamo master e scuole secondarie, come l’École Hôtelière in Valle d’Aosta, ma non esiste un percorso universitario che offra una formazione manageriale alberghiera vera e propria. E siamo in un territorio con oltre 35mila strutture con offerte di alto livello e fortunatamente ancora non fagocitate dalla grande industria alberghiera internazionale. Esisterebbe tra l’altro, e sempre in Valle d’Aosta, anche un’infrastruttura adatta a ospitare questa università che sarebbe unica in Italia: penso al Grand Hotel Billia di Saint Vincent, progettato da Lissoni e situato a pochi chilometri dall’Ecole Hoteliere, con cui costituirebbe praticamente un passaggio naturale. Si tratterebbe di un progetto di respiro internazionale che potrebbe allacciarsi anche ad altre realtà d’eccellenza del territorio come l’Università della Valle d’Aosta e in particolare la Facoltà di Lingue straniere. L’esempio a cui guardare è quello delle due migliori strutture del genere esistenti, The Cornell School of Hotel Administration negli USA e l’École Hôtelière de Lausanne, una vera e propria industria della formazione di alto livello che genera 3 milioni e mezzo di franchi che, in qualità di fondazione Onlus, reinveste totalmente a fini formativi”.

“L’humanitas – ha detto Salvo Manca, vicepresidente Its turismo e beni culturali Regione Sardegna – può essere un perno per attivare percorsi di formazione e di cultura, ma ci si deve affidare a tre concetti chiave: agevolare l’incontro di domanda e offerta di posti di lavoro nel settore tu, valutare la stagionalità della nostra esperienza turistica, innalzare la qualità dell’offerta turistico-ricettiva. La formazione è la chiave di volta e le istituzioni devono integrarsi favorendo la libera iniziativa, ovviamente nei limiti della civiltà. In Sardegna ci sono idee ma sono sottocapitalizzate. Da dieci anni la Regione ha adottato forme di sostegno. La chiave per la crescita è l’individuazione di un segmento formativo di alta specializzazione, che unisca il percorso post diploma all’università, legando gli Its al sistema delle imprese. È fondamentale creare una rete per generare un risultato positivo».

“Dal 16 agosto 2020 a oggi – ha aggiunto Leonardo Massa, managing director Italy Msc Cruises – Msc Crociere ha trasportato in totale sicurezza oltre 50mila passeggeri dimostrando che è possibile fare una vacanza sicura grazie a un protocollo messo a punto da un team di tecnici e approvato dal Cts che è diventato un modello e un esempio mondiale per poter ripartire. Ora assistiamo anche a una nuova frontiera, l’evoluzione dello smart working a bordo, il “fair working”, che consente di lavorare a bordo in una “bolla sociale” in cui tutti (passeggeri ed equipaggio) sono costantemente controllati con tampone antigenico (uno all’imbarco e uno a metà crociera), misurazione della temperatura 2 volte al giorno (almeno), igienizzazione di tutti gli spazi, distanziamento sociale e quant’altro previsto dal protocollo di salute e sicurezza ideato dalla compagnia assieme alle autorità sanitarie nazionali competenti e ai migliori esperti in materia”.