Lo stop del travel è già costato 4,5 trilioni di dollari

L’Economic Impact Report (Eir) annuale del World Travel & Tourism Council rivela l’impatto devastante che il Covid-19 ha avuto sul settore globale dei viaggi e del turismo lo scorso anno, che ha subito una perdita massiccia di quasi 4,5 trilioni di dollari, facendo crollare il contributo del settore al Pil del 49,1%, rispetto all’economia globale che è scesa solo del 3,7%.

Complessivamente, il contributo del settore al Pil globale è crollato a 4,7 trilioni di dollari nel 2020 (5,5% dell’economia globale), da quasi 9,2 trilioni di dollari dell’anno precedente (10,4%).

Nel 2019, quando il travel globale era fiorente e generava uno su quattro di tutti i nuovi posti di lavoro nel mondo, il settore contribuiva al 10,6% (334 milioni) di posti di lavoro a livello globale.

Con la pandemia sono stati persi più di 62 milioni di posti di lavoro, un calo del 18,5%, lasciando solo 272 milioni di occupati in tutto il settore a livello globale.

Queste perdite sono state avvertite in tutto l’ecosistema dei viaggi e del turismo, con le Pmi, che costituiscono l’80% di tutte le imprese del settore, particolarmente colpite. L’impatto su donne, giovani e minoranze è stato significativo. La minaccia, inoltre, persiste in quanto molti di questi posti di lavoro sono attualmente supportati da schemi di mantenimento del governo e da orari ridotti, che senza una piena ripresa potrebbero essere persi.

Wttc nutre giustificati timori riguardo al fatto che i governi non possano continuare a sostenere indefinitamente i posti di lavoro minacciati e devono invece rivolgersi al settore per alimentare la rinascita economica globale, salvando le imprese e creando nuovi posti di lavoro.

Il rapporto rivela anche una perdita scioccante nella spesa per i viaggi internazionali, che è scesa del 69,4% rispetto all’anno precedente. La spesa per i viaggi domestici è scesa del 45%, un calo inferiore dovuto ad alcuni viaggi interni in alcuni Paesi.

“Dobbiamo lodare la pronta azione dei governi di tutto il mondo – dichiara Gloria Guevara, presidente e amministratore delegato del Wttc – per aver salvato tanti posti di lavoro e mezzi di sussistenza a rischio, grazie a vari schemi di mantenimento, senza i quali le cifre di oggi sarebbero molto peggiori”.

La ricerca di Wttc mostra che se la mobilità e i viaggi internazionali riprendessero entro giugno di quest’anno, si verificherebbe un impulso significativo ai Pil globali e ai posti di lavoro.

Secondo la ricerca, il contributo del settore al Pil globale potrebbe aumentare bruscamente quest’anno, fino al 48,5% su base annua. La ricerca mostra anche che nel 2022 potrebbe sfiorare i livelli del 2019, con un ulteriore aumento anno su anno del 25,3%.

Wttc prevede che se il rollout globale dei vaccini procedesse e le restrizioni ai viaggi venissero allentate prima della stagione estiva, anche i 62 milioni di posti di lavoro persi nel 2020 potrebbero essere recuperati entro il 22.

L’organizzazione sostiene con forza la ripresa dei viaggi internazionali in sicurezza nel giugno di quest’anno e l’introduzione di tessere sanitarie digitali, come il recentemente annunciato Digital Green Certificate.

 

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