Alitalia: per Ita mandato governo a negoziare con Ue

Il mandato del governo è negoziare con l’Ue un piano per la newco Ita in grado di mantenersi da sola, di non pesare sulla collettività. Il piano deve essere ulteriormente affinato per raggiungere l’obiettivo. È questo il compito affidato al Mef, Mise e Mims”. Così, riporta Ansa,  fonti del Mise al termine dell’incontro che si è tenuto a Chigi a margine del Cdm tra i ministri Giorgetti, Franco e Giovannini.

Intanto i sindacati sono sul piede di guerra per gli stipendi dimezzati: “E’ ora che l’esecutivo, ancora non pervenuto, prenda posizione soprattutto nei confronti dell’Unione Europea, a tutela di Alitalia, asset strategico fondamentale per il Paese e dei sui dipendenti”, affermano Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo, secondo cui è necessario avviare immediatamente la newco Ita.I sindacati chiedono che si mettano in campo tre trattative private, per i tre diversi asset (aviation, manutenzione e handling) che portino rapidamente alla partenza della nuova azienda, con un piano industriale più robusto che preveda almeno 75 aerei per l’estate 2021, almeno 105 nel 2022 e la salvaguardia di tutti i lavoratori.

All’incontro con i commissari straordinari Fava, Leogrande e Santosuosso i sindacati hanno espresso “totale disaccordo” sul fatto che le retribuzioni del mese di marzo verranno corrisposte, al momento, al 50% “a causa della difficile situazione finanziaria aziendale e in attesa della disponibilità reale in cassa dei ristori approvati dalla comunità europea”.

“Lo stipendio – sostengono – deve essere pagato al 100% perché i lavoratori continuano, nonostante tutto, a fornire il loro apporto, avendo garantito l’operatività aziendale anche in questi anni difficili di amministrazione straordinaria e aggravati da una crisi senza precedenti causato dalla pandemia globale“. Secondo le sigle sindacali è inoltre inaccettabile che i lavoratori apprendano dalla stampa le notizie sulla decisione unilaterale dell’azienda in merito alle retribuzioni, scelte che – fanno notare – implicano ricadute rilevanti sulla vita privata di tutti gli 11.000 lavoratori della compagnia.

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