L’America è pronta

L’America è pronta. E’ pronta a ripartire con i suoi protocolli, le sue attrazioni e le relative misure di sicurezza, attende solo che si possa tornare a viaggiare per turismo verso gli Usa, perchè adesso, è bene sottolinearlo, ci si può recare solo per lavoro, studio e motivi di salute. C’è grande attesa per il momento in cui sarà dato il via agli spostamenti leisure, intanto il Paese si è preparato.

A fare il punto sulla situazione aggiornata il recente webinar organizzato da Visit Usa Association Italy, che ha offerto un quadro completo sul Paese a partire dai requisiti di ingresso e relative iniziative della U.S. Travel Association, soffermandosi sulla airline industry, per affrontare poi il tema delle destinazioni, dell’hospitality, delle dmc, della mobilità e del settore cruise.

 

I voli confermati

Tra le domande clou che il settore si pone c’è quella relativa alla situazione voli, per avere un quadro delle rotte confermate tra Italia e Stati Uniti. Al momento i voli confermati per gli Usa sono quelli operati da Alitalia da Fiumicino per NY Jfk; da American Airlines da Milano per Jfk e da Roma per Dallas; da Delta Air Lines da Malpensa per il Jfk, da Fiumicino per Atlanta e da Fiumicino per NY Jfk. United Airlines, invece, da Malpensa e da Fiumicino alla volta di Newark. Ora anche Emirates riprenderà ad operare il collegamento da Malpensa per New York Jfk da giugno.

A fare il punto sul settore aviation statunitense Marco Finelli, giornalista di Italiavola ed esperto di aviazione. Nella sua analisi è partito dai dati Assaeroporti relativi al sistema aeroportuale italiano, aggiornati a febbraio 2021, che hanno visto un -87,4% di passeggeri e un -72,7% di movimenti. Il dato del cargo segna un +3%. Il sistema dell’aviazione americana vede il cargo crescere del 9%, il segmento charter del 2%, la business aviation in calo del 18%, mentre il fronte dei vettori tradizionali e low cost rispettivamente in calo del 70% e dell’87%. Il traffico domestico è in calo del 33%, mentre quello internazionale del 43%. Il che porta a considerare che “gli americani resteranno a casa, il Paese sta investendo sui collegamenti nazionali dalle grosse città e medie, alla volta delle località balneari come Miami o le Hawaii”. Finelli lo ha ricordato “si vola per lavoro, studio o motivi di salute, i vettori si sostentano con il cargo, anche i voli futuri Italia-Stati Uniti hanno come priorità tale settore, nell’ottica di poter ridurre le perdite. La mancanza di disponibilità di voli di linea preclude certamente il mercato – osserva Finelli -, che ha sopperito usando gli aerei passeggeri in modalità cargo, appunto. Molti aeromobili sono stati riconvertiti secondo schemi approvati”.

 

Due buone notizie

Ci sono due buone notizie in tutto ciò che possono essere messe in evidenza. Una è che “i voli tra Stati Uniti e Italia ci sono – ha osservato Ivana Di Stasio, vice president Visit Usa -, la seconda è che le compagnie americane sono riuscite a sostenersi”. Il governo statunitense con il Cares Act ha previsto una serie di fondi per sovvenzionare l’industria del trasporto aereo. Dal canto loro i vettori, tra le misure adottate, hanno ridotto gli staff, fa presente Finelli, “secondo la modalità del licenziamento con richiamo e in molti sono stati richiamati visto che il traffico nazionale è in crescita”. Tra i dati emersi vi è che American e United da maggio avranno tutta la flotta operante.

 

Le modalità di ingresso

Quanto agli ingressi negli Usa, il Paese fa riferimento a due strumenti legislativi, sottolinea Di Stasio. Uno è il Presidential proclamation in base al quale è prevista la “sospensione di ingresso a tutti gli stranieri provenienti dall’area Schengen negli ultimi 14 giorni prima dell’ingresso negli Usa”. L’altro strumento era il Presidential proclamation che era valido fino al 31 marzo e conteneva le eccezioni relative ai visti di lavoro. Le eccezioni consentono di richiedere visto o esta. I requisiti sanitari richiesti sono il tampone negativo negli ultimi tre giorni prima della partenza.

 

La campagna vaccinale

Di Stasio si è soffermata anche sui dati della campagna vaccinale. Come già comunicato, lo scorso 11 marzo il presidente degli Stati Uniti, Biden ha annunciato che, entro il 1° maggio tutti i cittadini americani potranno avere diritto ad un vaccino, a prescindere dall’età e dalla categoria. Il che vuol dire che “331.000.000 di cittadini americani over 16 potranno iscriversi al vaccino. L’obiettivo dichiarato è di riportare la nazione alla normalità entro il 4 luglio”. Al 30 marzo, il 29% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, il 10% la vaccinazione completa, circa 53 mln di abitanti.

 

Le richieste della Us Travel Association

Dal canto suo la Us Travel Association ha chiesto al governo federale “un alleggerimento delle misure restrittive, quali quarantena e ingresso ai vaccinati, una promozione rapida attraverso accordi bilaterali di corridoi sanitari, ma anche di sviluppare una cornice chiara e precisa con date e roadmap per la ripresa del turismo internazionale entro il 1° maggio, infine, di dare priorità nell’agenda del G7 di giugno al tema della ripresa del turismo e degli spostamenti globali”. Tra le azioni promosse, fa presente Di Stasio, “l’aver ottenuto degli importanti investimenti dal governo Usa, con il Rescue Plan, un programma da 1900 mld di dollari, di cui oltre 400 mld sono destinati all’industria del turismo e dei trasporti”.

 

Stefania Vicini

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