Primavera: il potenziale di viaggio c’è, ma più contenuto

Il protrarsi della pandemia continua a tenere i potenziali viaggiatori e il settore del turismo tutto in uno stato di incertezza. I mesi che ci aspettano, quelli dei ponti e delle vacanze primaverili, saranno ancora all’insegna di una cautela che potremmo però definire speranzosa. A fotografare lo stato dell’arte è lo studio Future4Tourism, che Ipsos realizza dal 2017.

Tra i dati emersi vi è che “1 italiano su 2 (56%) ipotizza di riuscire a fare almeno un periodo di vacanza nel periodo aprile-giugno 2021; vacanza che potrà essere un weekend fuori porta o un viaggio di maggior durata. Da sottolineare però che meno della metà di questi potenziali viaggiatori (41%) si dichiara assolutamente certo di riuscirci. Il potenziale di viaggio c’è, seppur più contenuto rispetto agli scorsi anni (dove la media dei viaggiatori per la primavera si attestava al 67%) – sottolinea lo studio -, ma tutto dipenderà dall’evolversi dei contagi e dalle decisioni che verranno prese dai governi dei singoli Paesi”.

In pratica anche per queste vacanze primaverili, come già riscontrato nel 2020, “le mete italiane saranno le più gettonate: considerando la platea di potenziali viaggiatori, 2 su 3 rimarranno in Italia“. Dove? “Toscana, Puglia e Sicilia le regioni maggiormente scelte. Le mete europee risultano le più penalizzate e anche quelle che in prospettiva faranno più fatica a riprendersi. Complice anche questo aspetto, chi sceglie di fare la vacanza all’insegna della cultura e della visita alle città d’arte continua ad essere in calo a favore delle località balneari, sempre top nelle scelte, e del turismo montano-collinare-lacustre”.

Lo stato delle prenotazioni

L’incertezza si evince anche dalle prenotazioni, osserva lo studio. “Se in media, in passato, a febbraio oltre 3 viaggiatori su 10 avevano già effettuato una prenotazione per il periodo aprile-giugno, questa quota si attesta ora a meno di 2 su 10. In realtà questo fatto trae origine anche da un altro fenomeno – fa presente la ricerca – un calo sensibile della scelta di strutture alberghiere (preferite a febbraio 2020 dal 58% dei viaggiatori, scese ora al 46%) a favore di case e appartamenti. Non tanto case e appartamenti in affitto, ma case proprie, magari non utilizzate da anni e messe a rendita, oppure alloggi di parenti e amici”.

E l’estate?

Questo il quadro delle vacanze primaverili, ma cosa si prospetta per l’estate? “La voglia di vacanze non è venuta meno: se a febbraio 2020, pre-pandemia, coloro che avevano deciso già di fare una vacanza nell’estate 2020 erano il 55%, il dato misurato a febbraio 2021 risulta in calo, ma non è eccessivamente distante: il 49% degli italiani dichiara che farà una vacanza nei mesi estivi.

Quello che cambia è la meta: per il 2021 i vacanzieri estivi in 7 casi su 10 sceglieranno di rimanere in Italia (erano poco più di 5 su 10 nel 2020). Le destinazioni di mare rimarranno la scelta prevalente, ma si conferma, anche per questo periodo, un accresciuto interesse per le località di montagna, collina e lago.
Anche sulle scelte estive pesa l’incertezza. In questo caso sono il 50% coloro che si dicono certi di riuscire a realizzare i propri programmi per le vacanze estive: un po’ più fiduciosi rispetto alle vacanze primaverili o comunque meno disponibili a rinunciarvi. Sarà interessante scoprire attraverso il Future4Tourism cosa cambierà nei prossimi mesi, con l’avvicinarsi dell’estate”.

Come cambiano i desiderata

La ricerca termina prendendo in considerazione “la dimensione del sogno, del desiderato, che è sicuramente una componente fondamentale di qualsiasi viaggio. Se nel pre-pandemia le mete extra-europee erano indiscutibilmente le più agognate, il Covid ha fatto scendere a patti anche i sogni: la destinazione più vicina, la destinazione domestica è diventata l’oggetto di desiderio. Negli ultimi mesi assistiamo però ad un’inversione di tendenza: si vuole ricominciare a sperare, a programmare, a sognare in grande. A sognare di volare oltre-oceano“.

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