A Linate torna la guerra degli slot

E’ ancora una volta una questione di slot. La contropartita per ottenere il via libera europeo al decollo di Italia Trasporto Aereo sarebbe la quantità di slot che la compagnia “in erba” dovrebbe lasciare ai competitor.

Il risultato dell’accordo potrebbe portare in dote aiuti e prestiti pubblici per oltre dieci miliardi di euro. Secondo quanto scrive il Corsera – dopo aver incrociato le fonti istituzionali e comunitarie con documenti ufficiali e rapporti, bilanci e altra documentazione – “la newco tricolore verrebbe obbligata a disfarsi di una quota decisamente maggiore rispetto alle rivali, fino a 36 volte di più”.

I diritti orari di decollo e atterraggio in un aeroporto costituiscono l’ossatura della rete di collegamenti. Senza di quelli la compagnia non può muoversi. Chi lavora al dossier a Roma spiega che i tecnici della Commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager hanno chiesto alla nuova Alitalia “di cedere fino alla metà degli slot di Linate”. Fonti dell’Antitrust Ue spiegano al Corriere di non aver mai dato al governo un numero, ma di aspettarsi una proposta dalla delegazione italiana ragionata sulla flotta di partenza della newco (che sarà meno della metà dell’attuale aviolinea). Roma vorrebbe liberare non più di dodici slot al giorno, così da consentire ai rivali sei voli al giorno in andata e ritorno.

Il governo italiano e i vertici della newco creata per rilanciare Alitalia ritengono inaccettabile, vessatoria e discriminatoria la richiesta europea di cedere una fetta degli slot di Linate, ma la misura verrebbe vista da Bruxelles non solo come necessaria per dimostrare una certa discontinuità tra le aziende, ma pure conseguente a quello che è l’ennesimo tentativo di salvataggio di un’aviolinea che da oltre vent’anni non produce profitti.

Il confronto sui sacrifici richiesti ai vettori in difficoltà – da Lufthansa a Air France –  mostra il divario tra Alitalia e le altre compagnie europee. “Se l’Antitrust Ue chiede a Italia Trasporto Aereo di fare a meno anche della metà degli slot – scrive il Corriere – secondo i documenti Air France verrebbe chiamata a cedere quasi il 6,5% dei diritti di decollo e atterraggio posseduti a Orly. Ancora meno per Lufthansa a Monaco e Klm ad Amsterdam con una riduzione di quasi il 3%. Contropartita quasi nulla a Francoforte dove il colosso tedesco ha concesso meno dell’1,5% dei suoi slot ai concorrenti”. L’approccio, ribadisce l’Ue, non può essere lo stesso: nel caso di Ita si tratterebbe di un vettore che nasce dalle ceneri di un’azienda sempre in perdita. Per Lufthansa, Air France e Klm gli aiuti sono legati al coronavirus dal momento che si tratta di aziende profittevoli fino al 2019.

Tags: , ,

Potrebbe interessarti