Viaggi: Sud Europa in attesa del rimbalzo

Un rimbalzo dell’82% per cento nel corso del 2021. E’ quanto ha previsto un monitoraggio di Euromonitor International, rispetto alla spesa mondiale per il turismo in entrata dopo il crollo del 57% su base annua nel 2020, anche se il Sud Europa è più a rischio. “Il nostro scenario più pessimistico – spiega l’analisi – prevede che la crescita della spesa aumenterà del 40% nel 2021, portando a un tempo di recupero più prolungato, tornando ai livelli pre-crisi entro il 2024″. Caroline Bremner, head of travel and tourism research della società di ricerche di mercato, vede uno scenario più positivo per Asia e Medio Oriente. In quest’ultima area si prevede che la spesa turistica in entrata per l’Arabia Saudita crescerà fino a 33,5 miliardi di dollari entro il 2025, mentre la spesa turistica in entrata degli Emirati Arabi Uniti dovrebbe raggiungere i 25,3 miliardi di dollari nello stesso anno.

Il problema resta la fiducia e si sottolinea che il 65% dei consumatori interpellati rimane preoccupato per il cambiamento climatico. “I consumatori sono sempre più interessati ad avere un impatto positivo sull’ambiente attraverso le azioni quotidiane – dichiara Bremner -. Francia e Germania mostrano alti livelli di interesse per i viaggi sostenibili. Digitale ed experience sono i trend più evidenti”.

Oltre ai protocolli post-Covid, l’industry del travel deve affrontare sfide ambientali, tecnologiche e politiche. Ne dà conto anche il Financial Times che rispetto al destino del turismo europeo riconosce: “Con un’altra estate persa, molte imprese spariranno”. E sottolinea che l’industria turistica sta combattendo per la sua sopravvivenza, mentre “il lento lancio del vaccino minaccia di ritardare la riapertura”. Tra Spagna e Grecia, il quotidiano finanziario interroga alcuni protagonisti del settore. La catena alberghiera di María Antonia Llull, con sede a Mallorca, sta ad esempio perdendo almeno 1,5 milioni di euro al mese, “ma spera che quest’estate sia la sua salvezza. La pandemia – racconta alla testata – ha chiuso quasi tutti i suoi 30 hotel per mesi e il gruppo, Hipotels, ha messo in aspettativa quasi tutto il suo personale composto da 3.000 persone. Solo il complesso di Cancún – unico hotel fuori dalla Spagna – è aperto”.

L’industria turistica dell’Europa meridionale “è stata lasciata in un limbo mentre la lentezza delle vaccinazioni e l’ultimo aumento dei casi rendono sempre più probabile una seconda estate persa”. Un altro protagonista del turismo spagnolo, José Luis Zoreda di Exceltur, spiega che il crollo del turismo dell’anno scorso ha devastato l’economia spagnola. Le entrate dei turisti stranieri durante la stagione di punta da luglio a settembre sono diminuite del 78% l’anno scorso rispetto agli stessi tre mesi del 2019, secondo le stime della Banca di Spagna.

La situazione dell’Italia non è migliore, visto che le spese dei viaggiatori stranieri in Italia (455 milioni) sono diminuite dell’81,2% a dicembre 2020, come spiegano i dati della Banca d’Italia; quelle dei viaggiatori italiani all’estero (317 milioni) sono scese dell’83,6%. Nel quarto trimestre del 2020 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia si è contratta del 76,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; quella dei viaggiatori italiani all’estero è diminuita dell’80,2. Il settore turistico rappresenta inoltre  l’11% della produzione economica dell’Europa meridionale e un posto di lavoro su sei nelle nazioni dell’Europa meridionale.

“Questi Paesi  sono già stati colpiti più duramente di quelli del Nord dalla ricaduta della pandemia e hanno livelli di debito più alti, limitando la loro capacità di sostenere le imprese in difficoltà e i posti di lavoro”, dichiara Nadia Gharbi, economista senior di Pictet Wealth Management. E aggiunge: “Il rischio di un’altra estate persa non farà che esacerbare questi problemi e mettere più pressione sulla politica”.

Jacob Nell, responsabile dell’economia europea alla Morgan Stanley, ha detto che i programmi di vaccinazione non si stanno muovendo abbastanza velocemente: “C’è un rischio reale che i Paesi europei siano stati così lenti con le vaccinazioni da perdere un’altra estate. Questo lascia il Sud dell’Europa a rischio di aggravare il gap rispetto al Nord Europa”.

Per quanto riguarda la Grecia, la Confederazione Greca del Turismo stima che le entrate dal turismo, che sostiene un posto di lavoro su cinque in Grecia, siano scese del 77% l’anno scorso. Quest’anno si è rivelato finora altrettanto triste: Le prenotazioni alberghiere greche sono scese del 74% su base annua a febbraio e le ricerche di camere su internet sono scese del 63%, secondo i dati pubblicati di recente. Harry Theoharis, il ministro del Turismo greco, ha recentemente espresso ottimismo per “un anno migliore dell’anno scorso”, ma ha ammesso che “le prenotazioni sono depresse”. Secondo gli analisti di Allianz, le vendite del settore alberghiero indipendente europeo si sono dimezzate l’anno scorso, e recupereranno solo un quarto di quel calo quest’estate.

Goldman Sachs ha previsto una forte ripresa del turismo nel Sud Europa, ma questo presuppone che la maggior parte delle restrizioni siano rimosse entro giugno. Ha poi avvertito il rischio di uno scenario al ribasso in cui le restrizioni rimarranno per tutta l’estate, togliendo l’1,3% alla crescita in tutta l’Europa meridionale. La chiave è la vaccinazione, che aiuterà ad arginare la crisi sanitaria sia nei Paesi di origine che in quelli di destinazione, e ad aumentare la disponibilità dei governi a permettere alle persone di viaggiare. L’Ue mira a vaccinare il 70% degli adulti entro la fine dell’estate, anche se l’industria del turismo è stata allarmata dall’osservazione del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha sottolineato come l’estate duri fino al 21 settembre. Ed entro quella data la stagione delle vacanze principali sarà già terminata. Intanto i principali mercati outgoing, Germania e Gran Bretagna, stanno imponendo varie restrizioni sui viaggi all’estero e le aziende del turismo aspettano eventuali semafori verdi.

Laura Dominici

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