La profezia sui vettori: “Meno Gds, più b2c”

Un futuro fatto di maggiori investimenti sul b2c e di canali di vendita sempre più digitali, pur senza sottovalutare il rapporto con le adv e le potenzialità – anche e soprattutto economiche – garantite dai protocolli Ndc. E’ questo lo scenario del comparto aereo – secondo i manager dei vettori globali – all’alba della ripresa post-Covid, secondo uno studio realizzato da Atmosphere Research Group per Accelya e pubblicato con il titolo-manifesto “Airlines: A Path Back to Profitability”.

Mai più come prima
L’analisi, che ha messo insieme le risposte di 62 dirigenti aerei a un sondaggio online e 10 interviste telefoniche individuali, ha evidenziato in primo luogo il ruolo della crisi come vettore di cambiamento, radicale soprattutto nel modello di business. Più della metà degli intervistati concorda sul fatto che la crisi ha creato opportunità di “trasformazione positiva di processi e tecnologie” e che nei prossimi cinque anni cambieranno sia il modo in cui le compagnie aeree fanno affari sia i comportamenti e le aspettative dei passeggeri.

La distribuzione
Alla domanda sulle loro strategie di distribuzione, i dirigenti delle compagnie aeree affermano che di aspettarsi che i canali diretti digitali b2c, come siti web e app a marchio, crescano dall’attuale quota del 40% al 47% entro il 2023. Durante lo stesso periodo, i Gds passerebbero dall’attuale 42% di share al 31%, mentre l’ambito di ciò che il rapporto chiama “aggregatori tecnologici di connessione diretta-bypass Gds” – dovrebbe crescere dal 4% al 9%. Il rapporto spiega che “i Gds devono capire che se non sono più accomodanti nel lavorare con le compagnie aeree sui termini commerciali della distribuzione di contenuti Ndc, rischiano di aggravare i loro problemi di distribuzione. Il crescente universo di aggregatori basati su Ndc, come Travelfusion, Duffel e Peakwork, consente alle compagnie aeree di vendere i loro prodotti tramite terze parti in modo conveniente e incentrato sulla vendita al dettaglio”.

Il nuovo ruolo dell’intermediazione
Ma la pandemia come influenzerà le partnership tra vettori e terze parti? Circa due terzi degli intervistati affermano di puntare sull’incremento dei collegamenti diretti con le agenzie di viaggio, i consolidatori e le Ota, così come con i metasearch e le Tmc. Per quanto riguarda Ndc, il rapporto afferma che c’è “grande entusiasmo” tra i manager, e che il 68% di essi afferma che le proprie compagnie aeree utilizzano o intendono utilizzare Ndc come parte integrante delle proprie strategie di vendita al dettaglio e distribuzione.

Tutti pazzi per le ancillary
Le compagnie aeree prevedono di generare quasi il 12% dei loro ricavi nel 2021 dalla vendita di ancillary, quota che si raddoppia fino al 23% nel caso di vettori a basso costo e ultra low cost. Ma i dirigenti non si aspettano che l’innovazione arrivi con facilità. Quanto agli ostacoli principali nella creazione di un nuovo modello di vendita, due terzi degli intervistati lo rintracciano in “un budget inadeguato”. Altre sfide saranno i vincoli commerciali-dei fornitori (33%) e un personale IT non all’altezza (22%).

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