Quella Cina sempre più digital, da riconquistare

Sarà uno dei primi mercati turistici a ripartire la Cina, quando cesseranno le restrizioni internazionali. E’ una certezza, come certa è la sfida che il nostro Paese si troverà ad affrontare sul piano delle strategie di destinazione, per tornare ad attrarre i visitatori cinesi. Di questi temi si è discusso nel corso dell’incontro dedicato a “Le potenzialità di incremento del turismo italiano. Focus Paese Cina”, un’azione di sistema che ha visto il coinvolgimento dell’Agenzia Ice, di Enit, di Federturismo Confindustria e della Fondazione Italia-Cina.
Quella cinese è stata l’unica economia del G20 ad aver registrato un’espansione nel 2020. Nel Paese l’economia è tornata a crescere grazie ad un ampio programma di misure di stimolo finanziario e di incentivi alle attività produttive. Grazie alla forte accelerazione del Pil, registrata in particolare nel quarto trimestre dell’anno con un +6,5% su base annua, la crescita aggregata del 2020 si è rivelata in pieno recupero e complessivamente pari al 2,3%. Un tasso di crescita che risulta ancora più pronunciato se confrontato con lo scenario internazionale che versa ancora in grave difficoltà.
E’ un prospetto sintetico questo, che bene riesce a spiegare però la grande attenzione su questo mercato: “La Cina nel piano triennale che Enit aveva presentato nel 2019 rappresentava uno dei mercati obiettivo più importanti – ha spiegato Giorgio Palmucci, presidente Enit – nel Paese avevamo previsto l’apertura di due uffici e per fortuna, senza arrenderci, siamo riusciti ad inaugurare almeno quello di Shanghai a fine 2020. E’ dalla Cina che inizierà una ripresa evidente, non appena la pandemia sarà sotto controllo”.
“Pre pandemia l’Italia era, in ordine di preferenza, la 1° destinazione europea per i turisti cinesi, e la 12° al mondo – ha commentato l’ambasciatore italiano a Pechino Luca Ferrari – dobbiamo tornare a questi livelli, con un 2021 che sarà un anno di transizione prima di arrivare ad un’effettiva ripresa dei flussi turistici nel 2022, un anno in cui tra l’altro Pechino sarà protagonista con le Olimpiadi Invernali passando il testimone proprio all’Italia. La ripresa dei flussi- ha detto l’Ambasciatore – sarà resa possibile anche grazie ai passaporti vaccinali su cui c’è già un ampio dibattito e che, piaccia o no, saranno il veicolo per il rilancio del turismo cinese in Italia”. Di regolamentazione con regole chiare e certe ha parlato Marina Lalli, presidente Federturismo Confindustria che ha sottolineato l’urgenza di “attivare presto degli strumenti condivisi altrimenti andremo ancora a perdere”.
Secondo i dati della China Tourism Academy nel 2019 170 mln di cinesi avevano varcato le soglie dei confini nazionali, 75 mln verso Hong Kong, Macao e Taiwan, e 95,5 mln verso altre destinazioni. Si prevede che solo dalla seconda metà del 2021 torneranno a viaggiare a livello internazionale, raggiungendo il 30% dei livelli prepandemici. A scandire gli spostamenti però, saranno in una prima fase ragioni lavorative, di salute e di studio, mentre i viaggi leisure arriveranno più avanti. Nel frattempo questi viaggiatori sono però cambiati e il futuro della promozione turistica volta ad attrarli in Italia dovrà fondarsi su 3 elementi chiave: digitalizzazione, personalizzazione e sostenibilità.
“L’Italia è il 1° paese più ricercato in termini di engagement su tutto l’ecosistema di comunicazione digitale cinese e questo ci da una grande responsabilità nel dover mantenere alta l’immagine del nostro Paese proprio in funzione di una ripartenza del turismo – ha detto Maria Elena Rossi, direttore marketing e promozione Enit -; il tema della personalizzazione ovviamente sta diventando centrale su tutti i mercati quindi il nostro lavoro sulla Cina non potrà prescindere dalle nuove tendenze co-me l’outdoor, il tema del lusso e il culturale. Tutto quello che stiamo progettando dovrà rispondere ad un turista sempre più digital, e penso al successo del live streaming, che cerca viaggi sempre più personalizzati e che si muoverà in piccoli gruppi, anche multigenerazionali, in famiglia per esempio. Abbiamo attivato un programma molto forte di comunicazione sull’ecosistema social, da WeChat a Weibo, dove nel 2020 l’Italia è stato il primo Paese in termini di engagement, ma abbiamo anche in programma l’apertura di un flagship store su CTrip, che vedrà il coinvolgimento anche delle Regioni. E ancora, attività di formazione alle imprese con giornate dedicate, workshop online per il b2b e poi – conclude Maria Elena Rossi – siamo certi che il GTEF (Global Tourism Economic Forum) quest’anno sarà un’opportunità per la valorizzazione di tutto il nostro Paese”.
A supporto degli enti di promozione turistica e delle loro attività di marketing, un ruolo importante lo giocheranno le grandi Ota, che in Cina nel mondo digitale del travel sono il canale predominante ed il preferito, non solo per prenotare, ma anche per cercare informazioni: “La Cina oggi è il primo mercato a mostrare netti segnali di ripresa – ha spiegato Sofia Canali, business development manager di Trip.com Group – tanto che si parla di totale recovery del mercato turistico interno che ha raggiunto quasi l’80% del volume di viaggi del periodo prepandemico. Nel nostro Gruppo, CTrip è la piattaforma più grande, conta attualmente 400 mln di utenti, di cui il 70% al di sotto dei 40 anni, e copre tutte le fasi del travel offrendo spazi di visibilità notevoli a supporto dei Paesi che vogliono raccontarsi ai viaggiatori”.

Alessandra Tesan

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