Massimo Segato e il Gattuso… del turismo

Si considera un po’ il Gennaro Gattuso del turismo, nel senso di uno che “non molla mai e vede le difficoltà come stimolo per migliorare”. A parlare è Massimo Segato, trenta anni nel turismo, un settore che ama molto, a cui ha dato tanto e che tanto gli ha ridato. Usa una metafora calcistica per descriversi, non ama stare sotto i riflettori, ma buttarsi a capofitto nelle sfide, senza risparmiarsi.

 

La carriera

Nella sua carriera si è sempre confrontato con l’innovazione, un bel campo di gioco in cui mettersi alla prova e le partite sono sempre state di grandi risultati, per dirla con le sue parole “la spinta all’innovazione è stato elemento caratterizzante del mio percorso”. Il suo esordio è nel tour operating, che lo ha visto in Alpitour fino al 1998. Il primo passo nella distribuzione organizzata è avvenuto in Buon Viaggio Network per sviluppare la rete, da qui il passaggio poi in Welcome Travel, dove è rimasto per 18 anni, “sono entrato che c’erano 163 adv e l’ho lasciata a quota 1300. E’ stata una crescita continua, innovativa”, commenta il manager. Confrontandosi anche qui con la nascita di nuovi modelli, nel 2005 la creazione di Welcome Travel Team, con la scrittura ex novo del contratto, per poi ridisegnarlo nel 2017. “Sono stati anni ricchi di nuovi progetti”, in cui il manager si è confrontato su più aspetti, sono stati anni che sintetizza così: “Ho attraversato l’epoca di cinque amministratori delegati con esperienze diverse alle spalle, cinque culture differenti di alto livello manageriale, assieme al team commerciale ho vissuto una crescita forte della rete con grandi cambiamenti. Anni in cui costruisci relazioni che sono a prova di bomba atomica, dove non pesi per quello che fai, ma per quello che sei, che è per tutta la vita. E questo perché sei quello che sei e non quello che fai, guadagni fiducia, solidità e ti metti in gioco con senso di responsabilità”.

La domanda è inevitabile e Segato lo sa, riguarda la conclusione dell’epoca vissuta in Welcome, non si sottrae a questa domanda, non potrebbe mai, anche perché non c’è motivo. E la sua risposta lo conferma: “Ci sono dei momenti in cui ti rendi conto che i percorsi hanno un inizio e una fine, ho lavorato tanto assieme al team ed ai colleghi per la creazione di un sistema di valori. Ho lasciato degli amici, un pezzo di storia della mia vita, ho un rapporto splendido con tutti. Ci sono situazioni che disegnano un futuro e noi ci siamo trovati a metà strada. Ho dato tanto e tanto ho avuto”, queste le sue parole.

 

I progetti futuri

 

E adesso? La domanda sui nuovi progetti è il passaggio successivo. Sono trenta anni nel turismo per il manager. Tra i sui sogni di bambino c’era quello di poter vedere la piramide di Chichen Itza e c’è stato… vedere il Taj Mahal e c’è stato. Il turismo gli ha permesso di creare “relazioni con le persone straordinarie, con cui ho fatto veramente squadra, sono sceso nell’arena dove dai e ricevi consigli il che è una grande soddisfazione e si crea una squadra reale. Questi valori sono enormi, ma non si sa quando il turismo ripartirà, i tempi sono difficili da immaginare, ho progetti in fieri, ma non mi ci metto fino a che le nebbie non saranno dipanate. Guardo, quindi, a settori diversi”, fa sapere Segato.

 

I cambi di modello

 

E’ vero che adesso vige uno stato di incertezza, ma non è detto che ciò sia sempre un aspetto negativo, almeno per il manager è così, “l’incertezza potrebbe essere anche positiva, uno sguardo nel futuro. Penso ci saranno tanti cambiamenti per chi saprà interpretarli, dei cambi di modelli e nel turismo – a suo dire – saranno profondi”.

A partire dal numero di adv, “immagino che si ridurrà quando saranno finiti i sostegni e il blocco ai licenziamenti”.

Segato lancia uno sguardo al contesto estero europeo, ad un big come Tui che ha chiuso oltre 200 punti vendita fisici di una rete che ne detiene oltre 500, pari al 40%, dice il manager. L’esempio viene citato perché “per immaginare i grandi mutamenti non si può non guardare ai mercati più maturi. Le adv più solide dal punto di vista finanziario potranno attrarre adv. L’Aip, con la sede centrale che gestisce le parti a costo, potrebbe avere nuova linfa e trovare terreno fertile. Mi attendo anche che avranno grande impulso la figure del personal travel agent. Il business travel perderà molti volumi – aggiunge il manager -, ormai abituati a gestire i meeting a distanza, che comportano un risparmio di costi. Bisogna essere bravi a bilanciare il mix di attività”.

Quanto all’incoming, a suo dire potrà vivere “un Rinascimento, mi aspetto delle aree di sviluppo importante”. Per il leisure l’attesa è di “una ripartenza più su base individuale, quanto, invece, ai resort e alle crociere l’orizzonte temporale è più lungo per recuperare i volumi pre-Covid. Dipenderà molto dall’evoluzione della pandemia”. Si dovranno valutare una serie di aspetti nuovi tra cui il profilo di rischio del cliente, un po’ come si fa per gli investimenti finanziari e il potere d’acquisto.

Nell’analisi che il manager fa del settore, si aspetta anche che “alcuni modelli di business spariranno”. Un esempio? “le penali di annullamento fanno ormai parte della storia. Saranno le aziende che, per i loro modelli di business, si dovranno adeguare, mi aspetto una forte flessibilità delle proposte di vacanza, il tour organizer avrà uno spazio maggiore nelle adv e potrà essere un elemento di selezione”.

Tra i temi affrontati anche quello dell’online e dell’offline, “il futuro sarà caratterizzato da un contesto omnichannel di canali integrati tra loro, con la consulenza delle adv fisiche o degli agenti fisici e le Ota, dove il cliente sceglierà in base all’età, al tipo di viaggio, si tratta però di un percorso già avviato – dice -. Non spariranno le adv o le adv online, in quanto ognuno sarà in grado di dare qualcosa che l’altro non ha”.

Tra i temi che prenderanno piede quello della sostenibilità nelle aziende. “Il cliente sceglierà in base a questo valore, ci sarà una ricerca di benessere” e tale aspetto non potrà essere sottovalutato.

In tutto ciò come cambierà la distribuzione organizzata? Se si parla di Aip o di franchising, Segato osserva che, per esempio, “sono nati pensando all’apertura di nuove adv, ora però non è più tempo per questo tipo di approccio, cioè aprire adv nuove in modo seriale, perché il mercato si riduce”. Piuttosto l’Aip diventa una formula per la “riqualificazione (alias conversione, ma al manager non piace questa espressione, ndr) di adv già esistenti”. Certamente la distribuzione organizzata sarà “prioritaria rispetto alle adv indipendenti, che avranno un ruolo di complementarietà”. Il 2021? “Non sarà tanto diverso dal 2020 – afferma convinto -, i segnali non sono incoraggianti, il piano vaccinale è ancora indietro in Italia, non ho aspettative ottimistiche, ma realistiche”.

 

L’operazione Welcome-Geo

 

Quanto alla recente operazione Welcome-Geo, Segato accenna al fatto che negli ultimi anni sono state messe in atto numerose sinergie, “poi c’è stato un rallentamento di qualche anno nel completare il processo di integrazione, ma quando sei chiaro con i clienti e sei bravo nell’evidenziare i vantaggi e concretizzarli, non si deve avere paura perché i clienti ti seguiranno. Credo che le adv Geo e Welcome possano stare molto tranquille e che avranno grandi vantaggi. Fino a che ci sarà Apicella che tiene il timone la visione prospettica sarà garantita”. E questo perché a detta del manager, Apicella racchiude in sé tre aspetti fondamentali che sono: “Visione manageriale, imprenditoriale e da adv, il che è molto infrequente nel settore, il tutto abbinato ad una buona dose di creatività, con un approccio strategico a lungo termine”. Il segreto è perseguire “l’interesse dell’azienda, realizzando l’interesse dei clienti”.

 

Stefania Vicini

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