I viaggi d’affari affinano le politiche green

Privilegiare i voli diretti, evitare bagagli troppo pesanti, viaggiare in economy class, combinare più appuntamenti nella stessa trasferta. Quanto alle trasferte via terra, per medie percorrenze è preferibile il treno all’aereo, pianificare gli itinerari per evitare percorsi inutili, scegliere auto elettriche o ibride, utilizzare il trasporto pubblico e micro-mobilità, fare uso del care-pooling tra colleghi. Per quanto attiene alle trasferte con pernottamento, si consiglia di selezionare alberghi eco-friendly, applicare pratiche sostenibili anche durante il soggiorno, dormire nelle vicinanze della sede della riunione per poterla raggiungere a piedi. Sono questi i consigli che Antonello Lanzellotto, head of supplier relations, Uvet Ggbt, ha sintetizzato nell’ottica di fornire un quadro completo di come perseguire dei viaggi d’affari sostenibili, il tutto abbinato anche ad una selezione dei fornitori più virtuosi con lo scopo di compensare le emissioni di Co2.

 

I consigli

Questa la sintesi cui si è giunti al termine del webinar “Green è meglio – la sostenibilità ambientale in ambito business travel”, che si è tenuto ieri sulla piattaforma del BizTravel Forum, a cui hanno preso parte sei panelist per comunicare le loro policy green alla luce delle nuove esigenze alla base dei viaggi d’affari.

Infatti, il momento contingente per molti attori della filiera può essere un punto di svolta in ottica green. Basti dire che la Ue ha vincolato l’utilizzo del Recovery Fund all’adozione di piani di politica economica che contribuiscano a “transizione ambientale, a resilienza e sostenibilità ambientale, a transizione digitale, innovazione e sostenibilità”. Questo il tema di cui si è dibattuto con i fornitori e i rappresentanti di aziende italiane che sono intervenuti e che stanno già mostrando una attenzione particolare all’impatto ambientale che i viaggi possono rappresentare.

 

Il fronte aereo

A testimoniare come si può organizzare una compagnia aerea in ottica green è stata Cristina Papaleo, agency sales manager Singapore Airlines, che è partita proprio dal concetto di sostenibilità per darne una definizione, cioè “soddisfare le esigenze attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di potervi accedere. La sostenibilità coinvolge – ha spiegato la manager – tre fattori, ambiente, sociale, governance. Nel 2018 il governo di Singapore ha lanciato l’anno della Climate Action Pledge, un impegno a lungo termine per proteggere l’ambiente”. Dal canto suo la compagnia fa parte di Iata, sostiene i quattro pilastri che sono nell’ordine: tecnologia, operazioni, infrastrutture e global Mbm, così come collabora al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre del 50% le emissioni di Co2 entro il 2050, ma portando avanti anche progetti propri.

A livello tecnologico cosa può fare un vettore? Dal canto suo la compagnia ha una flotta molto giovane, “un aeromobile ha 5 anni e 5 mesi di vita – attesta la manager . Per noi è un imperativo aggiornare la flotta, che comprende modelli tecnologicamente avanzati ed efficienti in termini di consumo di carburante, come l’A350 e il Boeing 787”. In pratica investire in nuovi aeromobili “è il modo più efficace per le compagnie aeree di ridurre le proprie emissioni di carbonio”.

Tra le misure adottate dalla compagnia vi sono una riduzione dello spreco del cibo a bordo, l’abbandono dell’uso della plastica a bordo, numeri alla mano si tratta di: “820mila cannucce di plastica risparmiate ogni anno, 3,8 mln di palette di plastica sostituite con quelle di legno, 250 km di plastica risparmiati sostituendo i sacchetti di plastica dei giocattoli per bambini con imballaggi di carta riciclabili”. E’ stata perseguita anche una riduzione dell’uso della carta a bordo, il che ha portato a “3 mln di fogli risparmiati ogni anno, per esempio, adottando l’app Best per le operazioni in volo, ma non solo”.

Tra i progetti menzionati dalla manager, il New economy class meals, che è eco friendly, con una riduzione dell’uso della plastica usa e getta dell’80%, è prodotto da fonti sostenibili, è più leggero il che comporta un risparmio di carburante, “con una riduzione del peso del 57% rispetto alla configurazione tradizionale del vassoio”. Inoltre, permette una migliore gestione dei rifiuti riducendo “il volume di rifiuti raccolti dall’aeromobile di circa il 60%”.

L’impegno della compagnia non si manifesta solo in aria, ma anche a terra, per esempio all’interno degli uffici viene posta grande attenzione all’uso della carta. Viene rispettato un riciclo dei rifiuti elettronici e dei rifiuti alimentari della mensa. Un altro progetto citato dalla manager è From farm to plane, che mira a promuovere la sostenibilità ambientale con il sostegno delle comunità agricole locali.

 

Il fronte alberghiero

A fotografare l’impatto del lodging a livello mondiale nell’ambito della sostenibilità è Paola Baggi, director of sales & account management Italy, HRS, che lo dice subito: “Il comparto aereo mondiale da anni si è attivato per ottimizzare l’impatto energetico del viaggio, con 100 kg all’ora di consumo di Co2 per passeggero. Nel mondo vi sono oltre 600mila strutture alberghiere e ci sono centinaia di variabili da valutare per l’impatto della Co2, si va dai 6kg ai 125 kg per notte di impatto da Co2, una forbice ampia per il settore alberghiero, l’impatto stimato sul totale trasferte è del 21%, una percentuale che sarà in crescita in futuro per la posizione dei viaggi domestici, visto che stanno crescendo i soggiorni oltre le 2 notti di permanenza”. Tra i dati messi in luce dalla manager vi è che “a livello mondiale solo l’1% di strutture alberghiere ha una vocazione ecosostenibile, generante un impatto di 45 kg di Co per soggiorno”.
C’è da considerare che la riduzione è una “evoluzione, raggiungibile mettendo in atto una serie di misure, in 5 anni si prevede una riduzione di 5 kg per notte per ospite”.
Quanto poi al tema dell’impatto in termini di costi per le aziende, si fa presente che esistono “molte stime sull’impatto sociale, ma non è lontana l’introduzione di una tassazione per ridurre il consumo di energie”. Un dato che interessa il nostro Paese è che il tema della sostenibilità ha acquisito importanza anche in Italia, nel 2019 il 92% delle aziende aveva in atto un piano indirizzato in tal senso. In pratica “pianificare azioni per diventare carbon neutral è diventata la sfida”.

Un altro aspetto sottolineato è che esistono circa 200 agenzie che fanno certificazioni e progetti di compensazione della Co2 emessa, che hanno creato dei propri programmi di sostenibilità. C’è un però, il 70% delle dimensioni incluse “non è comparabile”. Le agenzie hanno “una vocazione locale, regionale e non hanno metriche gestibili a livello globale”, il che ovviamente determina la difficoltà di avere “delle linee guida globali”. Da qui la volontà di Hrs di generare “trasparenza in un contesto un po’ confuso” con il lancio del progetto Green stay, che verte su acqua, rifiuti, energia. In base al quale le strutture “sono chiamate a condividere le modalità di gestione con criteri simili alla classificazione energetica degli edifici o degli elettrodomestici”. Il livello A è quello di eccellenza. Come precisato dalla manager si tiene conto “delle certificazioni già acquisite, si confrontano le metodologie, se c’è conformità l’hotel ottiene il marchio. L’obiettivo è dare anche uno strumento al viaggiatore per responsabilizzarlo nell’identificare le strutture più responsabili”. In pratica si cerca di fare da pionieri per normalizzare la situazione, come sottolinea Lanzellotto.

 

Il fronte autonoleggio

Pensare all’auto come ad uno strumento green può risultare un po’ strano, eppure è così. La mobilità sostenibile è certamente il tema del momento. Dal canto suo Avis Budget Group si dichiara attenta a “migliorare la situazione e a rendere più sostenibile la mobilità”, afferma Gianluca Testa, managing director Southern Europe della società. In Italia il parco auto circolanti consta di 38 mln di vetture, dice il manager, “è uno dei più vecchi in Europa dopo la Grecia, poiché non è stato rinnovato, basti dire che il 60% è tra Euro zero e Euro 4”. Il manager parla quindi di un “disallineamento tra decisioni prese e realtà”. Dal canto suo il gruppo, in un anno normale e in un periodo clou come agosto, ha circa 90mila vetture circolanti in Italia, Spagna e Portogallo, di cui 55mila circolanti in Italia, “sono tutte nuove – sottolinea il manager -, la rotazione flotta è di 7/9 mesi, si è però allungata durante il periodo della pandemia. Il parco auto è fatto solo da vetture Euro 6”. Il manager lo dice in modo chiaro: “Avere tutte vetture nuove a 7/9 mesi, avere un parco auto diverso da quello medio circolante, abbatte tra il 50 e il 60% delle emissioni di CO2”.
Ovviamente la modernità fa rima con sicurezza, grazie alla presenza di contenuti di innovazione dal punto di vista meccanico, ingegneristico elettronico. Infatti, non sempre “si ha la consapevolezza che la vettura a noleggio può essere meno inquinante e più sicura”.
Tra i temi c’è certamente anche il capitolo delle auto elettriche e ibride. Si sta assistendo ad una “transizione importante in un’ottica di maggior sostenibilità per il futuro e noi siamo pronti ad accompagnare questo comportamento”, asserisce il manager. Nel 2020 c’è stato un incremento delle immatricolazioni delle vetture elettriche del 200%.

 

Enel rivoluziona la policy

Enel ha fatto una sua scelta nel 2019, ha presentato nella relazione annuale finanziaria come testo integrato gli impegni e gli obiettivi raggiunti in tema di sostenibilità “per far capire quanto il business sia integrato alla sostenibilità e quanto sia imprescindibile nella cultura aziendale – precisa Arianna Filacchione, global travel manager, logistica, formazione, eventi e cerimoniale, Enel -. Abbiamo anche un bilancio della sostenibilità consultabile sul nostro sito che fa capire l’impegno come obiettivo finanziario, perché la sostenibilità richiede anche investimenti”. La manager, parlando del fronte bt, si è soffermata sulla revisione della policy, un elemento particolarmente importante in quanto “introdurrà delle scelte per il viaggiatore più flessibili e innovative, rispetto ad una policy datata quanto a modelli di viaggio”, poi se si pensa a quanto è cambiato e cambierà a fronte della pandemia…Una policy che porterà a “scelte consapevoli che riguardano i viaggi, se necessari, dove si concentrano più appuntamenti – spiega la manager -. Sul fronte mobility si va verso scelte che prediligono l’elettrico sia verso i fornitori sia verso lo sharing. Saranno proposte tariffe che prevedono un bagaglio light, saranno scelti voli diretti, voli notturni”. Quanto agli hotel la manager precisa che la scelta sarà indirizzata a hotel vicini alla sede dell’evento, così da poterla raggiungere a piedi per incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Un aspetto innovativo della policy sarà quello di “premiare l’uso di scelte sostenibili”, si sta valutando quale potrebbe essere il premio. Tutto ciò sarà accompagnato da un adeguamento dei sistemi che dovranno dare informazioni.

 

La scelta di Ernst & Young

L’80% delle emissioni di CO2 proviene dal bt, esordisce così Daniele Garsia, Emeia developed markets travel m&e program & engagement manager, Ernst & Young. La società ha innescato dei progetti e delle iniziative a livello globale che prevedono una roadmap di riduzione della CO2. L’obiettivo dichiarato è diventare “carbon neutral entro il 2025 – annuncia il manager -. E’ un obiettivo molto sfidante”. Sul fronte della travel policy è stato innescato un percorso di modifica della stessa che prevede le raccomandazioni per sensibilizzare ad avere un occhio di riguardo verso la sostenibilità. “Raccomandazioni che nel tempo diventeranno dei vincoli, quanto alla car policy la metà dei veicoli all’interno della car list è elettrica o ibrida – afferma Garcia -, il che è stato raggiunto in due anni”. Sul fronte degli spostamenti si preferirà il treno su alcune tratte.

 

La mossa di Wind Tre

Parte dai numeri Wind Tre, con il dato del -16% di emissioni di Co2 sulla struttura di rete. La società, come spiega Ezio Riccardo Frizziero, head of people services & property management, Wind Tre, ha lavorato su soluzioni tecnologiche che permettessero un risparmio energetico, ha lavorato nelle sedi sul fronte illuminazione ed ha eliminato la plastica negli uffici. Quanto al travel le scelte previste dalla policy sono “di viaggiare solo se necessario, usare il treno sotto le due ore di viaggio, scegliere l’hotel vicino alle sedi dell’evento. Usare le videoconferenze e il car sharing”.

 

Stefania Vicini

 

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