Le associazioni a Garavaglia: date, corridoi e strategia

Squadra vincente non si cambia. Il battesimo è avvenuto con il primo lockdown ed ha funzionato, ora la quadra formata da Fto, Astoi, Fiavet, Aidit, Assoviaggi scende di nuovo in campo con una diretta Facebook per incontrare pubblicamente il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. E’ avvenuto ieri pomeriggio. Numerose le domande da parte della filiera, che sono state raccolte e poi sintetizzate durante l’incontro dai presidenti delle rispettive associazioni di categoria. Del ministro è stata apprezzata la disponibilità a incontrare con questa modalità le sigle associative, a volerci “mettere la faccia”, come è stato detto e anche il suo pragmatismo. Dirette e mirate le domande che gli sono state poste. Sono le urgenze della filiera, che non si identificano solo con la voce sostegni o indennizzi (non chiamateli ristori, al ministro non piace, ndr), ma anche con la necessità di avere una data certa per la ripartenza e l’apertura anche all’estero per cercare di recuperare un po’ di flussi.
Un ministro che ha saputo anche chiedere scusa, durante il suo intervento, per il ritardo (seppur non attribuibile a lui, ndr) nell’erogazione delle risorse al comparto.

A che punto siamo?

Dove siamo rimasti con i sostegni, cioè quei 625 mln che ad agosto 2020 sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale? A porre la domanda è Franco Gattinoni, presidente di Fto, che mette in luce come “a fine anno sia stata erogata una parte, gli altri si sono incagliati per diversi motivi, più volte siamo stati tranquillizzati che sarebbero arrivati, però adesso vorremmo tranquillizzare le adv e i t.o”, ha detto Gattinoni. La sua seconda domanda ha preso in esame, invece, il periodo febbraio-luglio, considerando che adesso si è già a meta del 2021, si è detto che sono previsti 230 milioni. “Il decreto legge che sarà fatto a giorni dovrebbe prendere in considerazione gli esclusi della prima tornata e tener presente una corretta distribuzione”. Le risposte che il ministro ha dato in merito a questi due punti sono le seguenti, “I 625 mln (25 mln di maggio 2020+220 mln di agosto 2020 +380 mln di ottobre 2020) non sono arrivati tutti, faccio pertanto l’unica cosa che deve fare il governo, me ne scuso. Sono stati attribuiti 496 mln, me mancano 129 da erogare, siamo concentrati per accelerare la distribuzione. Il ministero è operativo e si può fare. Mancano i passaggi contabili, ma ci siamo”.

Poi ha fatto presente che, delle 7124 imprese, “il 94% ha avuto la prima tranche (manca il 6%), il 57% ha avuto la seconda tranche (manca il 43%)”. La notizia è che tra 10 giorni partiranno i bonifici, ma attenzione ciò vuol dire che entro 10 partono, ma i tempi non saranno 10 giorni, il ministro lo ha precisato, però “saranno più veloci”, rispetto a prima.

I criteri per distribuire ciò che ancora deve essere erogato saranno quelli attuali, questo per poter accelerare i tempi il più possibile, ma per quanto riguarda i residui si ragiona su “criteri nuovi con modalità più aderenti alle singole tipologie, ci lavoriamo con il decreto che è sostanzialmente pronto. Tra 3-4 giorni uscirà con nuovi criteri e avremo l’orizzonte”. Alla domanda su quando potrà essere chiuso il tutto, il ministro si dice restio a comunicare date, “tra tre giorni c’è il decreto con i nuovi criteri e partiamo subito. Partiamo con quelli vecchi che erano fermi, abbiamo le persone e la struttura dedicata per farlo, non mi sento di dare la data di conclusione”, ma alla domanda se possa essere prima dell’estate, la sua risposta è stata: “Penso di sì”.

Sono in arrivo nuove risorse?

Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, pone l’accento sulle oltre 7mila imprese, “che sono parte integrante della nostra economia, con oltre 83mila occupati nel settore, non vorremmo arrivare ad una riduzione dell’organico del 43%, siamo in lockdown da 16 mesi – fa presente Rebecchi -,  se il piano vaccinale più il green pass correranno insieme, forse la ripartenza sarà da giugno 2021”. Detto ciò, Rebecchi fa un po’ di calcoli o meglio di stime e non sono purtroppo rosee. In quanto “nel primo semestre 2021 la filiera del turismo organizzato perderà ancora 6 mld, nel semestre 2020 la perdita è stata di 5,7 mld, per il primo semestre 2020 sono stati stanziati 625 milioni”. Pertanto la domanda è se nei prossimi mesi ci sarà un decreto sostegni bis che rifinanzierà ancora il fondo? Garavaglia ha fatto sapere che l’obiettivo “è far tornare a fatturare la filiera, abbiamo comunicato date chiare, migliorabili – riconosce il ministro -, la stagione estiva, le fiere, i congressi, i parchi…da qui abbiamo un orizzonte per lavorare e fatturare. L’ultimo decreto che pensiamo di fare, in quanto il mio auspicio è che poi si inizi a fatturare, prevede 40 mld, di cui 20 mld per le aziende e partite Iva, a chi lavora, a chi fattura. La novità è che non si tiene conto solo del fatturato, ma anche delle perdite e dei costi fissi, con un criterio più mirato e articolato”. Il che richiederà del tempo in più, riconosce Garavaglia, “l’ultimo era più veloce perchè basato sulla perdita di fatturato, ma era meno mirato”. Perchè il ministro lo fa presente: “Un conto è perdere il 30% di fatturato, un conto il 90%. Poi ci sono i costi fissi basici, le tasse locali, gli affitti”. Poi la promessa: “Come ministero faremo delle proposte per qualcosa di mirato ancora per il turismo”.

Il tema voucher

Voucher, a settembre scadono i termini, chi non li ha usati potrebbe chiedere il rimborso, il che sarebbe uno shock per il settore. Domenico Pellegrino, presidente di Aidit, lo dice senza mezze misure, considerando anche che la stima è di “oltre 500 mln di euro in controvalore di voucher emessi, abbiamo avanzato diverse proposte che non penalizzino i consumatori – dice Pellegrino -, ma per far sì che restino nel circuito produttivo del turismo”. Quali sono gli interventi previsti in tal senso, domanda il manager. Il ministro ha detto che sono stati prorogati a 24 mesi, “in relazione alla singola data di emissione, compriamo tempo fiduciosi che le cose stiano cambiando”. Inoltre, si lavora perché possano essere “ceduti direttamente a favore delle adv”.

Date, corridoi e protocolli per voli Covid-tested

Il turismo organizzato ha bisogno di date certe per potersi organizzare per la ripartenza e per poter programmare, ma ha anche bisogno di poter vedere qualche frontiera aperta, basandosi sulle vaccinazioni effettive. “Le richieste sull’Italia sono un asse importante dei nostri fattruati – fa presente Pier Ezhaya, presidente Astoi -, da qui la necessità di avere una data certa di apertura, per preparare gli alberghi e i villaggi serve un mese o anche 40 giorni e questo perché il turismo non lavora on/off, ma ha tempi lunghi per le prenotazioni”. E’ stata fatta una possibile data della ripartenza, cioè il 2 giugno, il manager chiede se sia effettiva o meno, poi fa un passo in più facendo presente che il settore “preferirebbe anche una data leggermente dopo, ma certa”. Poi affronta il tema dei flussi esteri, sottolineando che “è necessario aprire qualche frontiera”, cita Paesi quali Maldive, Seychelles, Dubai, Israele, “dove il livello di vaccinazione è alto il che rappresenta un elemento di sicurezza”, ma anche Egitto e Tunisia che “a fine maggio vaccineranno chi lavora all’interno delle strutture ricettive”. Detto ciò “sarà possibile aprire qualche corridoio? Sono state avanzate richieste in tal senso dal ministro della Salute?”.
Ezhaya affronta anche il tema dei voli Covid-tested, “che sono decisi con una ordinanza del ministero della Salute”. Il settore chiede di ratificare un protocollo per stabilire cosa siano, se poi il volo rispetta i requisiti, può essere considerato un volo Covid-tested.

Sui punti evidenziati da Ezhaya, il ministro ha osservato che anche quest’anno “sarà Italia su Italia, ma si sta accelerando per recuperare la componente estera”. Si lavora sulle ferrovie con 90 destinazioni coperte da treni Covid-tested, il messaggio in tal senso che si vuole dare è che “viaggiare in Italia è sicuro”. Sul quando arriveranno gli stranieri la risposta del ministro è stata: “Ci stiamo lavorando, parallelamente c’è il green pass, il G20 sarà a breve – ha detto -. La nostra impressione è che alla fine il mercato andrà in quella direzione, vogliamo accelerare il più possibile il criterio del green pass”.
Quanto ai voli Covid-tested il ministro ha parlato di “una stretta interlocuzione con i ministeri competenti. Le sperimentazioni partite sugli Stati Uniti non valgono per il turismo, ma intanto siamo partiti, è una continua interlocuzione che stiamo portando avanti”. Lo stesso avverrà con Israele e la Gran Bretagna, visto il cambiamento dei numeri, “è un lavoro non semplice”.

Il bonus vacanza

Bonus vacanze. Un tema “tanto dibattuto”, lo introduce così Ivana Jelinic, presidente di Fiavet. Ne ricorda la genesi, “è partito nel 2020 a beneficio dei consumatori, meno abbienti. Però ha visto escluse le adv – ammonisce la presidente -, essendo utilizzabile solo presso le strutture ricettive. Ora vi sono 1 mln e 400mila euro avanzati”. La domanda posta è semplice: “Lo strumento potrà essere usato dal canale agenziale e capire come farlo nel migliore dei modi perché non diventino banche per lo Stato e per poi essere in difficoltà per smaltirli”. Il ministro ha asserito che, dei 2 mld e 400mila euro, circa 1 mld e mezzo non sono stati spesi. Il bonus vacanze “è stato prorogato, l’obiettivo è che venga speso in modo efficace. E’ uno strumento che ha i suoi limiti, il primo è che è un credito di imposta – ha riconosciuto il ministro -. Vogliamo intervenire per renderlo cedibile anche tramite il circuito delle agenzie, superando il discorso del credito di imposta. Stiamo lavorando con il legislativo per trovare la modalità efficace perché quel miliardo e 400mila euro venga speso per il turismo”.

Una strategia per il turismo

La conclusione di tutto ciò? A tirare le fila del discorso è Gabriele Milani, direttore nazionale Fto. A suo dire per alcuni aspetti sono state date “informazioni precise, su altri temi c’è da lavorare molto. Ciò che è importante è partire da una strategia del turismo”, tema su cui non si è dibattutto durante l’incontro, ma che è al centro dell’attenzione associativa, “al di là del tema indennizzi che dovrà coprire le perdite del non poter lavorare, si dovrà partire da una strategia per il turismo che può fare la differenza della ripartenza su tutte le nostre varie anime”. Un dato di fatto importante è che “i soldi oggi sono nella disponibilità del ministero che sta lavorando per andare a completare i pagamenti della seconda tranche”. Milani lo dice: “E’ un ministro che sta lavorando da due mesi, sarà determinante il nostro contributo. Le cose da fare sono tante, recuperare tutto questo tempo non è scontato, noi ci siamo – ha detto Milani – e mi sembra che il ministro ci stia ascoltando”. Non solo, è stato valutato “un ottimo punto di partenza” il fatto che il ministro abbia comunicato “cosa stia facendo”.

Un altro punto di partenza è lo spirito di coesione che le associazioni hanno riproposto oggi, “diversamente dal passato dove ci si presentava ognuno per conto proprio, abbiamo capito che il momento difficile è da affrontare assieme – dice Gattinoni -. Il gruppo è stato formato un anno fa. Bisogna essere operativi e pragmatici”. Il presidente di Fto lo ha voluto ribadire davanti al ministro, per fargli sapere che le diverse sigle sono pronte a collaborare con unità di intenti. Il che non è così scontato.

Stefania Vicini

 

 

 

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