L’assenza di viaggi internazionali colpisce il bt

Una nuova ricerca di Collinson ha rivelato che quattro business traveller su cinque hanno visto il loro lavoro colpito dalla mancanza di viaggi d’affari transfrontalieri e un terzo ha dichiarato che non vedere i clienti faccia a faccia ha influenzato negativamente il modo di fare affari. Si pensa comunemente che il recupero dei viaggi d’affari sarà più lento di quello dei viaggi leisure, dal momento che le imprese hanno continuato a funzionare durante la pandemia anche senza viaggi.

Tuttavia, un terzo dei viaggiatori d’affari ha detto che la mancanza di viaggi ha reso la propria azienda meno produttiva, con il 28% che ha dichiarato di essersi sentito incapace di fare il proprio lavoro in modo efficace. I risultati dell’indagine mostrano che sebbene la maggior parte delle riunioni d’affari sono ora condotte tramite videochiamata, c’è un crescente bisogno e desiderio da parte di un gran numero di business traveller di ricominciare a viaggiare.

Prima della pandemia, uno su tre (35%) ha espresso preoccupazioni circa l’impatto dei viaggi d’affari sulla propria salute mentale, mentre un quarto (23%) ha detto che il proprio livello di stress è aumentato. La ricerca di Collinson post Covid indica che quest’aspetto si è intensificato dall’inizio della pandemia e che queste aree saranno ora più critiche per le aziende e il settore dei viaggi.

Quasi tre quarti (73%) dei viaggiatori di tutto il mondo affermano che in futuro daranno maggiore priorità al loro benessere mentale quando viaggiano. Più della metà (51%) dei viaggiatori d’affari intervistati nella ricerca pre-Covid sosteneva che il datore di lavoro si aspettava che dessero la priorità al contenimento dei costi di viaggio rispetto al proprio benessere.

David Evans, joint ceo di Collinson, ha commentato: “La ricerca mostra una tensione tra l’importanza degli spostamenti d’affari, che secondo i dipendenti permettono di svolgere meglio il proprio lavoro e rende le aziende più produttive, e la loro cura durante il viaggio. Ciò rappresenta un’opportunità per le aziende per capire cosa vogliono i loro dipendenti dal futuro dei viaggi aziendali e agire di conseguenza nei loro programmi per offrire il giusto supporto”.

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