Grecia e Italia tra ripresa e nuova normalità

La ripresa: tempi e modalità in un contesto di nuova normalità e in un confronto tra due Paesi, Grecia e Italia. Questo il tema principale affrontato da “Travel Industry Rebound: When, How & the New Normal”, evento organizzato da Τhe Stanford Alumni Clubs of Greece and Italy.

In un Paese come la Grecia il turismo genera un quinto del Pil e dopo “un 2020 che ha registrato una decrescita del 70% sul 2019 – ha commentato Yiannis Retsos, president Greek Tourism Confederation (Sete) -, pensiamo che per il 2021 il primo trimestre sia perso, mentre per il secondo si possa pensare a una ripresa. Un obiettivo che riteniamo realistico – ha proseguito Retsos – è arrivare a un 40% di entrate rispetto a due anni fa”. Situazione analoga in Italia, “con un record di turisti nel 2019 – ha rammentato Antonio Barreca, executive chairman Federturismo Confindustria – e oggi un -70-90% in un’industria, quella turistica, da ricostruire”. Nonostante le aperture previste, “siamo ben lontani dal poter dire che il settore sia completamente ripreso”. Di certo, ha sottolineato Barreca, “non possiamo sopravvivere altri sei mesi in questo modo”.

A intravedere una luce in fondo al tunnel è Christos Stergiou, founder & ceo TrueTrips e co-founder & executive chairman Triparound: “Non si può pensare di tornare ai numeri del passato – ha affermato -, ma il mondo tornerà a viaggiare: anche se sarà duro, dobbiamo predisporci alla ripresa. Il turismo è un’industria molto resiliente e ad avere successo sarà chi sarà preparato per quando la domanda tornerà forte”. Sulla stessa linea Marco Celani, president Italian Association of Property Managers (Aigab) e ceo Italianway: “Vedo un grande desiderio di viaggiare e penso che una domanda interna sostenuta sia un buon punto di partenza. Abbiamo dinanzi profondi cambiamenti – ha ammonito – e alcuni di essi sono destinati a rimanere, in un’industria che di fatto aveva bisogno di rinnovarsi. Non abbiamo superato la crisi, ma penso che nel giro di pochi mesi potremo essere più ottimisti”.

Ma come sarà il post Covid? “Il 2021 sarà un anno ibrido, le aziende dovranno tornare all’operatività e questo rappresenta una sfida – ha risposto Retsos -. Dobbiamo pianificare il futuro e il ‘green certificate’ rappresenta un’importante decisione a livello europeo. Certo si tratta di un primo passo e non risolve tutti i problemi: sono necessari anche accordi bilaterali”. Saranno, insomma, dodici mesi difficili, ma “ce la faremo a superarli – ha aggiunto Retsos -, dovremo affrontare picchi di domanda e cambiamenti di cui già prima della pandemia come Sete avevamo parlato: overtourism, il legame con altri settori, la digitalizzazione. Senza quest’evento ci sarebbe voluto molto più tempo per affrontarli. In un paio d’anni vedremo una grande crescita e cambiamenti significativi”. “La nuova normalità deve ancora arrivare –  ha aggiunto Barreca -; l’estate sarà prevalentemente domestica, con i giovani che torneranno per primi a viaggiare. Dobbiamo vedere le opportunità oltre ai problemi: l’overtourism era un aspetto che toccava molto Paesi come Grecia, Spagna e Italia – ha esemplificato Barreca -, insieme alla stagionalità, mentre ora ci troviamo alle prese con difficoltà nel senso opposto. E’ indispensabile che le autorità lavorino a protocolli condivisi e che ci siano accordi bilateral. Tutti i ministri dell’Ue sono chiamati a cooperare: rimangono molti punti del ‘green certificate’ da chiarire”.

Secondo Stergiou ci sono molte persone desiderose di viaggiare, “non la maggioranza, certo, ma una quota significativa. Sicuramente non avremo un’altra opportunità di vedere destinazioni come Santorini e Venezia meno affollate. Le vaccinazioni devono andare di pari passo con i protocolli”. Non sono solo i giovani a volersi spostare nuovamente, ha testimoniato Stergiou, ma anche persone tra i 70 e gli 80 anni. Si parte da due persone, dalle coppie e poi il gruppo si amplia. In questo scenario “sostenibilità e digitalizzazione saranno due trend decisivi”. A ciò si aggiunge un’altra tendenza: “All’incertezza è oggi necessario rispondere con la flessibilità – ha specificato Celani -, sia in termini di tariffe sia di politiche di cancellazione. Altro elemento trainante lo smart working nei luoghi di vacanza e la predisposizione a prenotare destinazioni non tradizionali per periodi più lunghi. C’è una domanda sostenuta di location fuori dall’ordinario. Se questo l’anno scorso rappresentava il 20% del nostro inventario, nel 2021 si sfiora il 45%”. Un caso a parte il business travel, “che impiegherà tempi maggiori per riprendersi”.

Nel costruire il futuro e, di conseguenza, il nuovo prodotto bisognerà, però, tenere conto anche di altri aspetti: “Il fattore umano – ha specificato Retsos -, l’impatto ambientale, indirizzando in questo senso le strategie di marketing. Si tratta della parte più difficile del lavoro rispetto alla mera sopravvivenza, ma credo che nella seconda metà di quest’anno l’industria tornerà a operare ancora”. Un’esperienza di viaggio ‘seamless’, nuovi servizi e differenti soft skill saranno altri elementi essenziali secondo Barreca. Prioritario allora il training: “Dobbiamo approfittare di questo momento in cui molti lavoratori sono fermi per formarli”.

Le persone e il loro valore sono concetti che rimarranno anche a parere di Stergiou e di Celani, insieme alla digitalizzazione e all’attenzione ai protocolli. Difficile, invece, fare previsioni per il 2021, dal momento che molti mercati si ritrovano in condizioni simili. Nessuno sa quando il settore ripartirà, ma qualcosa si inizia a muovere. E non possiamo permetterci di essere impreparati.

Nicoletta Somma

 

 

 

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