Cinque giocatori… una sola maglia

Le associazioni di categoria ci riprovano. A fare cosa? Ad essere compatte. La squadra Fto, Fiavet, Assoviaggi, Aidit, Astoi scende di nuovo in campo, indossando una sola maglia, quella della filiera. Lo ha fatto di recente, con la diretta Facebook a cui le sigle associative hanno preso parte nell’incontro con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. In realtà, come è stato detto, la squadra si è composta già un anno fa, l’occasione è stata il primo lockdown, quando la forte crisi derivante dalla pandemia ha fatto comprendere a tutti la necessità di procedere compatti, per illustrare a un governo un po’ distratto cosa fosse il turismo organizzato e come funzioni la filiera, ma tutta la filiera…

A dire il vero qualche segnale di unione aveva fatto capolino ancor prima della pandemia, qualche prova era stata fatta, poi suggellata con l’arrivo del virus. In ogni caso, come detto più volte, la macchina si è messa in moto e si spera che proceda sempre così.

“Spesso viene rimproverato che le associazioni chiedono l’acqua calda, chiedono l’acqua fredda. Prima ci si presentava ai tavoli in modo non compatto, oggi si è capito che i problemi sono di tutti”, ad affermarlo è Franco Gattinoni, presidente di Fto. Per questo il recente incontro (virtuale) con il ministro del Turismo ha dalla sua una certa esclusività, perché “associazioni aderenti a Confindustria, Confcommercio, Confartigianato sono tutte assieme, cosa mai successa”, sottolinea Gattinoni. E il messaggio lanciato è uno solo: “Contate su di noi”. E’ come se fosse nato un modus operandi nuovo, che porta le diverse sigle sentirsi tutti i giorni, come racconta il manager, “per non farci male da soli, ma collaborando tutti”.

Lo conferma Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, è stato fatto un “lavoro incessante dal 26 febbraio 2020”. Che si traduce in un chiaro “bisogno di concordia del nostro comparto – afferma Pier Ezhaya, presidente di Astoi -. Come succede nelle famiglie una tragedia può unire o può dividere, io credo che la pandemia debba unirci”, afferma senza avere dubbi sul fatto che si debba continuare “questo lavoro di unione per essere un interlocutore credibile verso il governo”. Quello dell’altro giorno è stato un evento pubblico, “ma il lavoro è quotidiano – aggiunge il manager -, non solo con il ministro del Turismo. Continueremo questa battaglia che è lunga e dura e non è finita”.

Anche perché un dato di fatto messo in luce da Domenico Pellegrino, presidente di Aidit, è che “manca una cultura del turismo a livello istituzionale e mediatico. Una delle sfide che siamo chiamati a fare è mantenere questa compattezza, è il valore aggiunto della filiera”. Poi precisa bene la sua posizione: “Passata l’emergenza sarei per continuare questo percorso insieme”.

Certo lavorare assieme “non è mai facile, trovare un punto di convergenza tra esigenze diverse”, a farlo presente è Ivana Jelinic, presidente di Fiavet, ma va fatto perché “qui si salva la filiera, si salva un comparto – afferma – e trovare un fil rouge ha portato risultati effettivi, abbiamo imparato ognuno a fare un passo indietro per le nostre imprese perché tutta la filiera possa recuperare e tornare a produrre, poi ci sarà il tempo per tornare a battibeccare”, dice la presidente con senso pratico e realismo, ma poi aggiunge: “Qui nessuno è contro nessuno, si lavora tutti con un unico obiettivo e con rispetto”.

Il settore lo sa che “il momento più difficile è quello della ripartenza, l’anticipare i soldi per la vacanza quando le casse sono vuote, da qui l’importanza di essere molto veloci – sottolinea Gattinoni -. Il turismo organizzato è di qualità, porta ricchezza, fa girare l’economia, perché se ci si pensa bene si prenota un albergo, ma anche una guida…” cioè si alimentano più anelli della filiera. Il turismo organizzato “è un lavoro serio”, dice con orgoglio, sottolineando che non bisogna vergognarsi del fatto di organizzare viaggi per lavoro, ma anche per vacanza, “non è però così facile riconoscerlo”, ammonisce il manager, ricordando anche che “il turismo è bidirezionale, ne mandiamo uno all’estero e ne riceviamo cinque in Italia”. Insomma, il patto è stato sancito, si va in un’unica direzione, i “battibecchi” sono stati messi in soffitta, vediamo se la chiave verrà buttata per sempre…

Stefania Vicini

 

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