Air France vs Klm: cresce il divario

La relazione tra Klm e Air France sembra diventare sempre più difficile. Il gruppo Air France-Klm è in difficoltà? La separazione dei due vettori potrebbe essere redditizia per entrambi? Ecco l’analisi di Jean-Louis Baroux, esperto di aviazione, ex presidente di Apg (Air Promotion Group) e creatore del Cannes Airlines Forum poi diventato il World Air Forum, ripresa da Tourmag.

La settimana scorsa, il parlamento olandese si è opposto al pagamento di un bonus di 2 milioni di euro di “remunerazione a lungo termine” al ceo di Air France-Klm Benjamin Smith, considerando che sarebbe stato inappropriato data la situazione particolarmente delicata del trasporto aereo e del vettore franco-olandese in particolare. Il parlamento, per mezzo di uno dei suoi membri, Mahir Alkaya, minaccia di non accordare un solo centesimo di aiuto alla società se il manager non rinuncerà a questo bonus.

Un atteggiamento deplorevole secondo Baroux, che invita a guardare i fatti. Il contratto di lavoro di Smith, spiega, comprende diversi livelli di remunerazione: uno stipendio, nella fascia bassa dei dirigenti di società comparabili, compensato da una parte variabile e una remunerazione differita, quella che è appunto in questione.

Questo famoso compenso differito corrispondente ai risultati del 2019, che mostra un profitto vicino ai 300 milioni di euro, è stato votato dall’assemblea generale di Air France-Klm a fine maggio 2020. Quindi, sostiene Baroux, tutto è perfettamente all’interno delle regole.

Certo, aggiunge l’esperto, le circostanze sono molto diverse, ma il fatto che la remunerazione in questione sia differita non significa che non sia dovuta, soprattutto perché è necessariamente già inclusa nei conti. La moralità non ha niente a che vedere con questa questione, sottolinea Baroux. “Ciò che è dovuto deve essere pagato, punto! Se dobbiamo rimettere in discussione i contratti firmati, non è più possibile mantenere in funzione la macchina economica”, aggiunge.

I deputati olandesi immaginerebbero di restituire parte dei loro emolumenti passati con il pretesto che l’economia attuale sta attraversando un periodo molto difficile? E poi, sulla questione morale, dobbiamo ricordare che Benjamin Smith ha già rinunciato al suo bonus per il 2020 e ha imposto una riduzione del 20% del suo stipendio. I parlamentari olandesi possono dire lo stesso?

In realtà, questa controversia, che non avrebbe mai dovuto accadere, dimostra che il divario tra i due Paesi e i due vettori sta aumentando. Un fatto già dimostrato durante l’ultimo aumento di capitale, essenziale per il gruppo per recuperare un patrimonio netto positivo. Il governo olandese non ha partecipato. Così la quota di capitale che la parte olandese aveva raccolto è scesa dal 14% al 9,3%, mentre lo stato francese è salito al 28,6%.

Questo probabilmente non sarà sufficiente, e sarebbe molto sorprendente se, per superare questo periodo difficile, il governo francese non decidesse di nazionalizzare l’azienda, almeno temporaneamente. Dopo tutto, questo approccio ha funzionato perfettamente per il gruppo Alstom, quindi perché non dovrebbe funzionare per Air France?

La relazione tra i due vettori sta diventando sempre più difficile, nonostante le precauzioni prese dalla direzione di Air France nei rapporti con gli omologhi di Klm. “Non scommetterei sulla sopravvivenza del gruppo, ma non sono sicuro che la separazione non sia fondamentalmente vantaggiosa per entrambe le parti”, sostiene Baroux. Gli accordi commerciali e operativi possono continuare anche in caso di indipendenza del capitale. E ogni parte non avrà più la sensazione di fare concessioni all’altra”.

Il trasporto aereo non sarà più quello di prima, dice l’esperto. Una nuova fase sta iniziando. Il volume delle compagnie aeree non sarà più il fattore determinante. Le esigenze ambientali dovranno essere prese in considerazione e i fondamenti della redditività, largamente dimenticati durante gli anni in cui la corsa al maggior numero di passeggeri guidava la strategia di tutti i grandi vettori, dovranno essere riscoperti.

Air France può e deve tornare ad essere una delle migliori, se non la migliore compagnia aerea del mondo, conclude Baroux. “Può farlo senza Klm. E rispettiamo i contratti e le procedure. Questa è sia una questione morale che una condizione essenziale per la salute economica”.

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