La vacanza outdoor sfida i villaggi

Niente a che vedere con il vecchio stereotipo di vacanza zaino in spalla, sacco a pelo e tenda canadese. La formula della vacanza outdoor si è evoluta ed oggi è in grado di accontentare una vasta platea di consumatori. E’ in linea con i nuovi trend di mercato e si prepara ad erodere share alla villaggistica. Finora la sua crescita si è sviluppata apparentemente sotto traccia, ma in futuro sarà sempre di più un prodotto integrato e acquisirà maggiore visibilità. Una testimonianza proviene dalla recente nomina di Angelo Cartelli, già direttore marketing e commerciale prima di Mirabilandia Amusement Park e poi del Gruppo Eden, che nei giorni scorsi è stato nominato direttore generale di Club del Sole, la società specializzata nella vacanza outdoor sul mare. Un’azienda con 21 villaggi gestiti in sette regioni, di cui 6 nuove acquisizioni concluse in 12 mesi per 1,2 milioni di mq di spazi aperti, circa 2 milioni di presenze e oltre mille posti di lavoro. Una potenzialità che non è sfuggita al mondo finanziario, visto che dal 2018 il fondo di permanent capital NB Aurora è azionista del Gruppo Club del Sole, con una quota del 40%, affiancando la famiglia Giondi.

“La grande forza di questo incarico – dichiara Cartelli – è che mi ha fatto dimenticare velocemente il mio passato”. Un cambiamento radicale, visto che è passato da un turismo da pacchetto di vacanza organizzato ad un settore con un’alta percentuale di disintermediato. “Certo la distribuzione è meno centrale, ma ha comunque un ruolo e ci sarà anche in futuro – replica il manager – perché questa formula di vacanza crescerà. Sono cambiate le esigenze dei nuovi consumatori di turismo. Diventa sempre più importante fare vacanza in una unità autonoma, all’interno di parchi straordinari, in una realtà ecosostenibile. Qui si vive all’aria aperta e la formula si sta arricchendo di servizi del villaggio turistico tradizionale”. Secondo Cartelli la grande evoluzione è stata quella di andare verso un prodotto integrato, “con una varietà unica. Dall’esperienza tenda sotto le stelle, fino al lodge o alla soluzione glamping a due passi dal mare sotto ad una pineta, tutto questo è fattibile all’interno dello stesso perimetro”, assicura.

Il futuro del settore quale sarà, assorbito dai fondi di investimento o con un’anima familiare? “Ritengo – dichiara il direttore generale – che avrà un’anima mista, perché il segmento è di tipo molecolare, con tante piccole realtà e poche sono quelle aggregate”. Ora Club del Sole sta lavorando per coprire i mari più belli del nostro Paese e continuare a crescere. “Sono qui – ammette il manager – per far crescere e integrare il prodotto portando l’esperienza della villaggistica. Partiremo con nuovo progetto di animazione che tocca tutte le parti dei villaggi, ci sarà un potenziamento forte della proposta a livello ristorativo e arriveremo con formule di delivery con possibilità di consumo sulla veranda del lodge, ad esempio. Per raggiungere il target medio-alto c’è il glamping con varie opportunità di prodotto”.

Nel distretto ravennate la somma dei tre villaggi accoglie 7mila persone al giorno, un enorme veramente grande. Nell’ottica espansiva, il manager anticipa che ci saranno prodotti distinti con experience differenti, alcuni diventeranno villaggi glamping come quello di Desenzano con le villette a ridosso del lago. “Avvieremo un processo di segmentazione”. E in tutto questo quale sarà il ruolo della distribuzione? “Sarà importante – risponge -; certo la forza di questa azienda è che vende già al consumatore finale, ma le agenzie possono avere un ruolo per conquistare la clientela dei prodotti tradizionali. La distribuzione uscirà dal Covid potenziata non nel numero ma nella qualità del servizio”.

Nel 2019, ultimo anno pre-Covid, l’azienda ha registrato un tasso di occupazione del 90% in alta stagione tra luglio e agosto con un 40% medio di mercato estero, rappresentato da flussi nordeuropei, tedeschi, austriaci, olandesi, che sono i pionieri del prodotto. Non è considerato un prodotto cheap: “Abbiamo clienti – dichiara – che arrivano in aereo a Bologna dopo aver viaggiato in business e poi vanno a Riccione o Orbetello. E’ una filosofia di vita”.

Dall’autunno potremo carpire qualche dettaglio sulla politica distributiva, nel frattempo l’azienda userà l’estate per fare tanta sperimentazione sui clienti con i nuovi servizi.

“E’ un gruppo altamente tecnologico – conclude Cartelli – con soluzioni che vanno dal delivery all’app per modulare la vacanza e scegliere i servizi. Portiamo avanti anche il mercato estero e vogliamo crescere anche oltrefrontiere colpendo un target più esigente”. L’andamento delle prenotazioni per luglio e agosto “è interessante su tutto il perimetro, e ci aspettiamo anche buone risposte per giugno”.

Laura Dominici

Tags: ,

Potrebbe interessarti