Priante, Unwto: “La sostenibilità asse portante della ripresa”

La sostenibilità e i nuovi modelli comportamentali sono sempre più sotto i riflettori nella progressiva marcia verso la new normality. A latere del webinar What’s Next in Safety & Hospitality Experience organizzato da Sommet Education, gruppo leader mondiale nella formazione dell’hospitality management con Glion Institute, Les Roches e l’Ecole Ducasse, Guida Viaggi ha intervistato Alessandra Priante, direttore per l’Europa Unwto, tra i relatori del convegno.

Gv: Quanto la sostenibilità, non solamente ambientale ma in tutti i suoi aspetti, è importante nella ripresa? È cambiato il modello di acquisto?

“La sostenibilità è assolutamente centrale in tutti i suoi aspetti secondo Unwto. È l’asse portante della ripresa ma soprattutto del nuovo corso. La nostra mission è quella di promuovere l’adozione della sostenibilità come pratica prevalente sia nelle policy sia nelle regolamentazioni dei Paesi. E questo è tanto più valido ora che siamo in una fase assolutamente nuova e piena di sfide e di “pericoli”. In particolare, abbiamo potuto verificare con delle vere correlazioni matematiche che tutti i Paesi che hanno in atto pratiche sostenibili sia legate alla parte ambientale sia sociale delle destinazioni, sono in grado di aprire i confini in maniera molto più coerente, omogenea e soprattutto sicura. La sostenibilità, dunque, secondo noi, assieme all’innovazione è l’asse portante della ripartenza del turismo. Da qui il nostro hashtag #RestartTourism”.

Gv: Pricing vs servizi. I viaggiatori sono disposti a spendere qualcosa in più per avere, per esempio, più garanzie, sicurezza, flessibilità?

“Noi crediamo assolutamente di sì. La sostenibilità è non solo uno dei nostri principi guida ma anche una realtà che farà la differenza per le destinazioni e i Paesi. Sia a livello economico ma soprattutto ambientale e sociale. E siamo sicuri che anche per i turisti sarà una variabile importante che sicuramente saranno disposti a valorizzare”.

Gv: Quali saranno le parole chiave per ridare fiducia al mercato?

“Gli opertatori dovranno essere loro stessi innanzitutto. Con fierezza. Sempre. Essere molto disponibili, almeno nella fase iniziale di ripresa, a infondere fiducia e serenità ai turisti. Rafforzare il rapporto personale con la clientela, con assistenza sempre più particolare e dettagliata. Fornire quel qualcosa in più di cura che rende indimenticabile l’esperienza, senza prendere nessuno per scontato”.

Gv: L’accoglienza sarà sempre più digitale, sia negli aspetti più tangibili sia per le soluzioni “in pancia” ai sistemi di prenotazione. Quanto è importante rendere seamless l’esperienza? Quali le prossime sfide?

“Credo che ora la “domanda” si concentri su molti aspetti, tra cui la facilità e la fluidità di accesso alle strutture come all’offerta in genere, dalle prenotazioni aeree, a quelle alberghiere, alla stessa esperienza alla destinazione, compresa un’offerta culturale digitale. Tuttavia, la variabile che secondo me farà molto la differenza è la comprensione e la comunicazioni degli aspetti di sicurezza rispetto alle variabili sanitarie e non solo. La flessibilità, inoltre, sarà anche un fattore chiave”.

Gv: Su che cosa dovranno puntare gli hotel?

“Da un punto di vista complessivo, la parte alberghiera dovrà a mio avviso fare sempre più sistema e mostrarsi come corpo unico in particolare verso gli stakeholder pubblici, anche e soprattutto nella direzione di richiedere interventi normativi ad hoc che tutelino la legalità, creino framework ideali per gli investimenti e garantiscano la forza lavoro, impegnandosi però a fare o richiedere molta formazione per colmare i gap professionali esistenti e prepararsi al meglio verso il futuro”.

 

Paola Olivari