L’Argentina è pronta: il turismo interno banco di prova

L’Argentina mette a punto la sua strategia in vista della ripresa turistica. In un incontro online con la stampa Ricardo Sosa, segretario esecutivo di Inprotur, offre un quadro attuale della situazione nel Paese, di quanto è stato fatto e di quelli che saranno i piani futuri in attesa della riapertura dei confini internazionali.

“Abbiamo lavorato molto per fare in modo che il nostro Paese sia una destinazione sicura per poter accogliere nuovamente i turisti – afferma in conferenza -. Si è lavorato anche sul fronte del riposizionamento su due livelli, uno quello del consumatore finale, con le risorse digitali e l’altro quello del trade italiano, Ota, stampa, per comunicare le novità della prossima stagione”. E’ stato portato avanti un lavoro di sinergia tra pubblico e privato, sono stati definiti più di una decina di protocolli per tutti i segmenti della filiera turistica.

Un dato interessante su cui il manager pone l’accento è che “il turismo interno in Argentina ha continuato nel rispetto dei protocolli. Dall’estate alla scorsa Pasqua, 15 mln di argentini si sono spostati all’interno del territorio. L’Argentina è stato il Paese con più movimento turistico domestico nella regione del Sud America, senza aver prodotto alcun focolaio. E’ stata un sfida poterlo realizzare – riconosce  Sosa -. Il che rappresenta un banco di prova a livello turistico“. Il Paese è diviso in sei regioni. Al momento, come si è detto, il turismo interno è aperto, sulla base di accordi speciali tra le sei regioni del Paese “la circolazione è libera per i turisti”.

Il Wttc ha rilasciato al Paese il Safe travels, che riconosce il fatto che “tutti i comuni stanno lavorando in sicurezza e che si possono rispettare i protocolli. Oltre 250 comuni ne sono dotati all’interno di 23 province e regioni, 3.500 aziende. Inoltre, oltre 30mila impiegati della filiera turistica stanno lavorando sul fronte sicurezza per la ripartenza della prossima stagione”.

Quanto alla situazione odierna, è in corso il piano di vaccinazioni, con oltre 11 mln di dosi. Il 15% della popolazione si è sottoposto al primo vaccino. “In questo momento nel Paese stiamo vivendo la seconda ondata di contagio, il controllo è focalizzato nei territori della città di Buenos Aires e provincia che vedono la maggior quantità di casi. Parallelamente in tutte le altre province si prosegue con il piano vaccinale e il controllo della situazione”. Un dato positivo è che si sta valutando la possibilità di produrre il vaccino all’interno del Paese, il che sarebbe “una prospettiva incoraggiante”.

Tra i piani a livello di marketing e promozione Improtur sarà presente entro due settimane a Fitur, inoltre l’Argentina è stata invitata alla fiera che si terrà in Colombia. Tra i piani la presenza anche alle fiere italiane e al Wtm di Londra.

Quanto agli interventi in favore del settore, il governo locale ha previsto una serie di misure di supporto per le imprese del settore turistico e dell’enogastronomia, per sostenerle economicamente con agevolazioni fiscali e linee di credito. Sono previste misure di supporto anche per le infrastrutture. Numeri alla mano sono oltre 670mila le persone che lavorano all’interno del settore turistico, più di 23mila imprese sono iscritte al programma di recupero e possono usufruire delle agevolazioni del governo.

Quando il turismo italiano potrà tornare in Argentina? “Il desiderio del Paese è di poter accogliere nuovamente i flussi da ottobre, analizziamo e guardiamo quello che fanno gli altri Paesi – spiega Sosa -, in relazione allo stato della pandemia per poter capire il da farsi”. A detta del manager “tutto si sposterà nella seconda parte dell’anno. Il ministro della Salute della Repubblica di Argentina e il ministro del Turismo lavorano per coordinarsi sul tipo di misure da adottare per poter accogliere i turisti ed aprire le frontiere”.

Il messaggio che Sosa vuole dare è che: “L’Argentina è preparata, è pronta, con il turismo interno che ha fatto da banco di prova, abbiamo diversi segmenti che possono interessare il turista italiano”. Il nostro Paese è importante a livello di flussi, ricoprendo la seconda posizione sul fronte europeo come mercato emissore. I dati pre pandemia vedono 120mila turisti italiani via aereo in Argentina, di questi il 60% si recava per la prima volta, il 40% erano fidelizzati. Tra le prossime mosse, nel secondo semestre, è previsto “un potenziamento sul fronte della comunicazione in Italia”. Il turismo nel Paese rappresenta oltre il 9% del Pil.

Stefania Vicini

 

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