Tour ed esperienze: 180 miliardi di ragioni per ripartire

I tour e le attività alla prova del post-Covid. Come altri segmenti del turismo, anche quello delle esperienze e delle attrazioni culturali e di intrattenimento nelle destinazioni di tutto il mondo ha l’esigenza di cambiare pelle. Come? Passando sempre di più dal digitale.

Il mercato – prima della pandemia – aveva un valore globale stimato in 180 miliardi di dollari l’anno, e con una curva di tendenza in crescita. Oggi, molti operatori hanno già preso atto delle nuove esigenze generate dalla ripartenza, e apportato una serie di cambiamenti alle loro politiche e al prodotto: tra di essi, notevole è ad esempio la grande espansione delle politiche di rimborso, così come la creazione di esperienze pensate per piccoli gruppi e l’introduzione di tour virtuali sempre più indistinguibili da quelli reali.

Con l’allentamento delle misure di blocco che ridanno il via alle attività di ospitalità, viaggi e tempo libero, anche i tour e le attrazioni avranno l’opportunità di beneficiare in un primo periodo del turismo di prossimità. Ma devono affrontare delle sfide per rimanere vitali, nel rispetto delle rigide normative in materia di salute e sicurezza. La sfida è quindi duplice: rimanere sul mercato, adattando il prodotto, e continuare a crescere ai rittmi del pre-Covid.

“I brand – ha spiegato a Phocuswire Yiannis Maglaras, ceo della società di settore Ticknovate – possono accelerare la ripresa dopo una recessione costruendo valore e awareness intorno al loro prodotto, a crisi ancora in corso. Come? Comunicando con i clienti e offrendo soluzioni che funzionano, costruendo relazioni, aprendosi a nuovi mercati e proponendo nuovo prodotto”.

“Il settore dei tour e delle attività globali – ha osservato Maglaras – ha le stesse sfide dell’ospitalità, delle compagnie aeree o di qualsiasi altra attività legata ai viaggi. Secondo un rapporto dello scorso anno di Arival, la percentuale di prenotazioni effettuate online è ancora al di sotto del 30% ma è in crescita. I walk-up via via non funzioneranno più e, poiché le persone pianificano in anticipo e ricercano la sicurezza anche nei tour, i canali di vendita diventeranno sempre più digitali”.

Dal punto di vista delle tecnologie applicate al settore, “sono state sviluppate nuove soluzioni che consentono ai tour operator di gestire il proprio inventario e vendere direttamente online o tramite terze parti, Ota comprese. Alcuni dei sistemi più avanzati sono emersi da questa crisi, come il nostro Ticknovate, e consentono ai tour operator e alle aziende di trasporto di gestire la propria attività di biglietteria, rendendola poi acquistabile attraverso tutti i canali, dalle Ota ai fornitori di software di terze parti tramite le Api Rest”.

Il personale sul campo può offrire upgrade a chi prenota e gestire eventuali richieste sui booking, mentre “gli utenti possono eseguire l’upselling e il cross-sell, creando combo come quella classica tour-trasporti o con altri prodotti di terze parti dietro commissione. Sistemi come questi sono progettati per semplificare il processo di emissione dei biglietti, migliorando al contempo le vendite online: un’ottima notizia per questo settore multimiliardario il cui passaggio all’online ricorda i primi giorni della prenotazione online di hotel e compagnie aeree“.

Il ceo della società di ticketing dà poi qualche consiglio pratico per rendere l’upselling e il cross-selling parte naturale di una vendita: “Il flusso di checkout deve essere coerente, ed è importante che ci sia corrispondenza tra l’acquisto iniziale del cliente e il prodotto aggiuntivo che si vuole vendere. Bisogna proporre il prodotto più pertinente all’attività che il cliente sta prenotando, ragionando in maniera critica su ciò che potrebbe migliorare l’esperienza. Ad esempio, un pacchetto fotografico può funzionare alla grande per un corso di arrampicata, ma diventa un’opzione improbabile per qualcuno che partecipa a un tour di degustazione di vini”.

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