Aviation: internazionale nuvoloso, schiarite sul nazionale

La Iata, l’International Air Travel Association, ha recentemente annunciato che il 2021 porterà perdite globali di 47,7 miliardi di dollari per le compagnie aeree, una prospettiva leggermente peggiore rispetto alle loro previsioni di dicembre.

Con il traffico aereo ancora a una frazione dei livelli pre Covid, “questa crisi è più lunga e profonda di quanto ci si potesse aspettare“, commenta Willie Walsh, direttore generale Iata.

Le cifre di gennaio e febbraio sono scese dell’86,6% rispetto ai livelli del 2019 e il debito dell’industria aerea potrebbe salire a 550 miliardi di dollari entro la fine dell’anno.

Nonostante una “stima di 2,4 miliardi di persone che viaggeranno in aereo nel 2021, le compagnie aeree bruceranno altri 81 miliardi di dollari di liquidità”, precisa la Iata. I livelli di debito sono pricipalmente sotto forma di prestiti del governo, tasse differite e garanzie di prestito.

“L’aiuto dei governi sta aiutando a mantenere l’industria a galla. La prossima sfida sarà evitare che le compagnie aeree affondino sotto il peso del debito che gli aiuti stanno creando“, ha detto Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo di Iata.
Una prospettiva più positiva si affaccia però nella seconda metà dell’anno, quando Iata prevede un miglioramento dei livelli di passeggeri, conseguenza dei progressi della vaccinazione nei Paesi sviluppati. Non sorprende che i voli nazionali aumentino più rapidamente come risultato dei risparmi accumulati da molte famiglie durante la pandemia. I voli nazionali potrebbero addirittura raggiungere il 96% dei livelli pre-Covid entro la fine dell’anno.
I voli cargo continueranno nella striscia positiva, superando il business dei passeggeri dall’inizio della pandemia. La domanda cargo crescerà del 13,2% durante il 2021, raggiungendo 63,1 milioni di tonnellate di volume mentre i ricavi dovrebbero raggiungere i 152 miliardi di dollari, un massimo storico.

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