L’estate ritrovata di Costa

Le crociere come prodotto di punta in adv e con un nuovo ruolo da valida alternativa ai villaggi, anche per la sua capacità di dare corpo fin da subito agli scaffali abbastanza esangui dei punti vendita. E’ questo lo scenario disegnato dal management di Costa nei giorni della ripartenza, con il country manager Carlo Schiavon che spiega come “non vedevamo l’ora di tornare operativi, e non poteva andare meglio di così, perché i primi riscontri da clienti e partner sono molto buoni. A questo punto ci auguriamo una stagione soddisfacente, anche se il contesto continua a non essere del tutto ottimale. Abbiamo innestato una campagna tv e radio proprio per stimolare la domanda, e a maggio avremo a bordo molte agenzie, anche per far sperimentare in prima persona il nostro protocollo. Il merge è una vera opportunità, permette di fare partita sul piano internazionale, e certamente i property network sono al centro del nostro nuovo contratto di valore”.

La domanda dalle adv dal momento dell’annuncio della ripartenza presenta segnali di una fiducia che è diventata tangibile negli ultimi dieci giorni, con code al contact center e la prospettiva di un’estate decorosa – aggiunge il direttore commerciale Daniel Caprile -. Abbiamo puntato sul Mediterraneo sulla base di insight precisi, ci siamo rivolti in primis ai nostri clienti più fedeli, ma emergono nuovi target che vedono nella crociera una delle poche possibilità concrete di vacanza, di fare cose che a terra sono ancora vietate. Il feedback è molto positivo”.

Allargando lo sguardo alla piena ripresa, Schiavon spiega che “a pieno regime la situiamo alla primavera del 2022, anche se il nostro post-estate non è ancora del tutto definito: per adesso mettiamo in mare 4 navi nel Mediterraneo, mentre abbiamo scelto di non far ripartire il Nord Europa perché la situazione sull’area non dà ancora certezze. I Caraibi torneranno in inverno, così come gli Emirati, mentre al momento non riapriremo il prodotto sull’Estremo Oriente dall’Europa”.

Ma la situazione in continuo divenire “obbliga” a stare sul pezzo anche sulle regole: “Nel momento in cui le normative ci permetteranno di alleggerire il protocollo – osserva Schiavon – lo faremo certamente, adeguandoci in tempo reale ma mantenendo in ogni caso una capacità ridotta, confidando che il piano vaccinale faccia cambiare la situazione nei prossimi mesi. Stiamo lavorando sulla vaccinazione dei nostri equipaggi, è una questione allo studio. Siamo una valida alternativa ai villaggi, in questo momento, anche perché gli scaffali delle adv non sono così pieni in questo momento, quindi per noi è un’opportunità”.

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