Gattinoni gioca la carta Nitto ATP Finals

Può un evento sportivo diventare occasione di incoming per una città, un territorio, una regione e nuovo business per le adv? Certamente. E’ l’obiettivo-sfida delle Nitto ATP Finals che Torino si è aggiudicata per cinque anni, vincendo la “battaglia” con concorrenti di tutto rispetto a livello internazionale. Motivo di orgoglio e sprone al fare, l’evento sportivo, previsto dal 14 al 21 novembre 2021 (e poi per altri quattro anni, ndr) si carica di significato da più punti di vista. Le Nitto Atp Finals sono il più grande evento tennistico indoor al mondo, che diventa una vetrina importante per Torino e il suo territorio, ma anche per il Gruppo Gattinoni, quale tour operator ufficiale, che ha investito in tecnologia, prodotto e relazioni. Basti dire che è Torino la città dove è stato aperto il secondo hub del gruppo, dopo quello di Milano, dove nel 2019 ha organizzato oltre 130 eventi. Ora Gattinoni prova a vincere anche questa partita, “vogliamo provare anche su Torino, ma so che non è facile”, ma questo di certo non lo spaventa. Il progetto dell’hub torinese “è un investimento importante, pensato prima del lockdown, abbiamo voluto crederci con 1200 metri quadri di sede per creare un posto di ritrovo dove far vedere il turismo”, ha dichiarato il manager durante la diretta Facebook di ieri. L’hub si trova nella centrale Via Cesare Battisti angolo via Roma ed è a disposizione del pubblico delle Nitto ATP Finals, con la City Lounge dedicata e navette per il Pala Alpitour.

“Vogliamo mettere a disposizione 40 anni di esperienza nel turismo, tra viaggi ed eventi, provare a vincere questo match, assieme alle istituzioni, per far decollare il turismo dal Piemonte e da Torino”, ha detto Gattinoni. Un match che non è solo sportivo, ma anche di rilancio turistico del territorio, per catturare chi si reca a Torino per la prima volta e per far scoprire i segreti nascosti del territorio, che mostra un fermento sul fronte del tessuto industriale, economico e nazionale. L’altra parola chiave è city, è stata pensata in quanto “ci immaginiamo un territorio più vasto, una regione, non solo una città – ha spiegato Gattinoni -, dobbiamo promuovere la destinazione con un progetto a media e lunga scadenza con la regione”.

Una vetrina promozionale

A porre l’accento sulla portata che l’evento ha dal punto di vista della promozione è Alberto Sacco, assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Turismo della città di Torino, sottolineando che si tratta di “una vetrina che per cinque anni porterà Torino nel mondo, un’opportunità per il turista e per le aziende”. Tra gli atout giocati il fatto che la città possa essere vista come “centro di un percorso più ampio, di un viaggio interessante, in pochi chilometri offre la possibilità di fare un percorso anche per il turista straniero tra l’offerta museale, gli eventi dedicati a più tematiche, tra cucina, cioccolato, caffè e il Salone del libro – come ricordato dall’assessore -, i ristoranti stellati a Torino (10) e in Piemonte (50)”. Quanto alla ricaduta economica che potrà avere, Sacco ricorda che a Londra le Finals hanno prodotto 2 mln e mezzo e 250mila persone. L’attesa per Torino è di 120-150 milioni di euro di ricaduta, “ma secondo me sarà più ampia”, afferma l’assessore. Durante il periodo della pandemia sono stati già venduti 60mila biglietti, di cui il 20% dall’estero. Non ci sono dubbi sul fatto che “Torino sarà promossa in tutto il mondo”. Ci sarà un pubblico alto spendente e l’intento è anche quello di poter realizzare “un evento nell’evento, cioè organizzare convention aziendali durante le Finals”.

Il tema sostenibilità

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, lo ha detto molto chiaramente: “Questo è il test con cui Torino riparte, abbiamo dovuto lottare contro Manchester e Londra – ha sottolineato con orgoglio – e adesso l’immagine della città farà il giro del mondo”. In questa opportunità sono racchiuse tante sfide, sottolinea Gattinoni, anche quella della sostenibilità. A tal proposito il sindaco ha fatto presente che nel dossier presentato “c’è tanta innovazione, tra cui il tema sostenibilità. L’evento produce pochi rifiuti e diffonde una cultura attenta. Torino sta vivendo una grande trasformazione e qualche risultato lo ha già dato il Giro d’Italia”.

Una startup per il turismo di lungo corso

Dal canto suo la città ha visto un trend positivo negli ultimi anni, anche dai mercati esteri, come attesta Maurizio Vitale, presidente Turismo Torino e Provincia. “Torino cresceva più del 20% fino a febbraio-marzo del 2020, il che è un segnale importante per generare economia e dare occupazione”. Turismo Torino si concentra sulla promozione leisure e bt, sulla comunicazione con una campagna on e offline in città, ma anche sulla formazione “per essere pronti ad accogliere il pubblico internazionale”.
A detta di Gattinoni l’evento sportivo potrebbe essere “una startup per il turismo di lungo corso, non un punto di arrivo, ma di partenza”. Il manager ricorda che lo si è già visto con l’Expo di Milano, “che ha lanciato un turismo di lungo tempo”. Certamente Vitale sottolinea che si tratta “di una occasione in termini di visibilità per la città con tutti i suoi asset e un driver forte per la frequentazione anche in altri periodi dell’anno”. A suo dire alla città non manca nulla, “non credo sia una partenza da zero, ma un tornare ad operare forse con più passione e una modalità innovativa”. Semmai, sottolinea la necessità di “strumenti e processi decisionali più snelli ed efficaci”, questo il messaggio lanciato.
“Sport e città si incontrano, un evento come Nitto ATP Finals testimonia la ripartenza – dice Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte -, farlo con eventi sportivi fa bene, Nitto è un ottimo strumento in questo senso, abbiamo investito risorse importanti della regione per sostenere questo evento”.

Stefania Vicini

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