Il bonus vacanze in adv divide i consumatori

Bonus vacanze spendibile anche in adv? La scelta del Governo, contenuta nel DL Sostegni bis, divide le associazioni dei consumatori – più o meno rappresentative della cittadinanza.

Il Codacons è critico: “Tale provvedimento rischia di creare distorsioni nel mercato dei viaggi e delle vacanze a tutto danno dei consumatori – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Le incognite di questa misura sono molteplici: gli operatori del turismo, ad esempio, potrebbero condizionare l’accettazione del bonus vacanze ponendo limiti e paletti agli utenti sulla durata dei soggiorni o sulla spesa minima, oppure incrementare i costi dei pacchetti vacanza sfruttando la possibilità per i consumatori di avvalersi degli sconti del Governo”.

Rienzi ricorda che “l’esperienza dello scorso anno, quando pochi albergatori hanno accettato il bonus vacanze, e chi lo ha fatto ha imposto condizioni come un tetto di spesa minimo o soggiorni lunghi, ci porta ad essere estremamente critici verso tale misura che, se approvata, dovrà essere accompagnata da un attento monitoraggio del mercato”.

Assoutenti spiega invece tramite il presidente Furio Truzzi che “se si vuole incentivare il bonus vacanze servono misure più efficaci – spiega il presidente Furio Truzzi –. Lo scorso anno l’incentivo si è dimostrato un flop a causa degli elevati margini di scelta lasciati alle strutture ricettive e agli operatori, che di fatto hanno impedito alle famiglie di sfruttare il sussidio, attraverso limiti e vincoli inaccettabili. Per tale motivo chiediamo al Governo di rendere obbligatoria l’accettazione del bonus per agenzie di viaggio, tour operator, albergatori e strutture ricettive, eliminando qualsiasi paletto o limite alla fruizione dell’incentivo. Non solo. Se si vuole salvare il turismo e sostenere le spese delle famiglie, il bonus deve poter essere utilizzato dai cittadini anche in forma ‘disaggregata’, trasformandoli in carnet da usare per i più disparati servizi: abbonamento agli stabilimenti balneari, ingressi in piscina, trattamenti termali, ecc., e per l’acquisto di biglietti di treni e aerei per raggiungere le località di villeggiatura”.

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