Quality: “Ultimi a ripartire, ma la strategia non cambia”

E’ un punto di vista particolare, adatto al tipo di azienda, o meglio consorzio, che rappresenta. Quello sul futuro del Quality Group viene espresso dal suo presidente Michele Serra, che è giunto ad una serena conclusione: “Finché ci sarà il Covid non ci sarà posto per il nostro turismo e noi saremo gli ultimi a ripartire”.

Detto questo, dal punto di vista tattico il consorzio ha, come il resto del tour operating, messo in essere procedure per viaggiare in sicurezza, “ma per noi tanto queste cose non servono”, aggiunge in modo realistico il manager, considerando anche il fatto che ci sono Paesi chiusi ufficialmente fino al 31 dicembre 2021 “e sono destinazioni cardine della nostra programmazione”, sottolinea. “ Ho visto tante crisi, che ci hanno obbligato a cambiare strategia, ma questa è la più grave, con il personale fermo senza avere niente da fare – commenta Serra -. Tutto questo però non mette in dubbio la nostra storia e la nostra missione, ma solo il presente. Bisogna avere il coraggio più duro, quello di stare fermi”. L’analisi del presidente è lineare, non occorre cambiare strategia o tecnologia, il prodotto a medio e lungo termine porterà l’azienda fuori dalla crisi. “Rimanere fermi è difficile – ammette – bisogna avere un coraggio da leoni. Il primo punto è quello di credere nella propria missione, sapendo che in futuro saranno le nostre linee guida”.

A medio termine l’uomo e la società torneranno ad esprimere valori positivi, dice convinto Serra, “come il modo di viaggiare bello che conoscevamo, mescolato con la gente locale”. Cosa sarà del Quality Group? “Andremo avanti sulla nostra linea – conferma – quella che stavamo continuamente migliorando, tenendo conto che noi dovremo essere più bravi a offrire quello stesso tipo di viaggio. Il dna del Quality Group resta lo stesso”. E la programmazione cambia “con il coraggio di continuare a credere che il nostro prodotto non è disintermediabile e non può essere venduto nemmeno da noi internamente, ma per essere un prodotto che non tema disintermediazione, ha bisogno di essere un prodotto in costante miglioramento, superiore a quello che c’era finora e i nostri viaggi devono essere una esperienza di vita indimenticabile”. La crisi intanto ha visto crescere il livello di solidarietà. “Siamo intervenuti a supporto per aiutare i partner esteri – conclude Serra -, abbiamo stabilito un legame più profondo e quando ripartiremo manderemo i nostri clienti dall’altra parte del mondo e li affideremo nelle mani di amici, più consoni alle nostre richieste”.

Laura Dominici

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